NIGERIA. NUOVO PROCESSO PER UOMO CONDANNATO ALLA LAPIDAZIONE
una Corte d’Appello della Sharia, nello stato di Bauchi, ha annullato il giudizio di colpevolezza e la condanna alla lapidazione di Umar Tori, per “irregolarità procedurali” nel processo di primo grado.
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una Corte d’Appello della Sharia, nello stato di Bauchi, ha annullato il giudizio di colpevolezza e la condanna alla lapidazione di Umar Tori, per “irregolarità procedurali” nel processo di primo grado. Pur accogliendo l’appello dell’uomo, la Corte ha stabilito che debba essere ri-processato da un’Alta Corte della Sharia diversa da quella che ha emesso la condanna a morte originaria.
Il 29 dicembre 2003 Tori era stato condannato alla lapidazione dall’Alta Corte della Sharia di Alkalere, nel Bauchi, per aver commesso adulterio con la figliastra di 15 anni.
Chiamata a testimoniare, la ragazza nello stesso processo era stata riconosciuta colpevole di rapporti sessuali pre-matrimoniali e condannata a subire cento colpi di canna. Né Tori né la sua figliastra avrebbero disposto di avvocati difensori.
In seguito il Progetto per la Difesa e l’Assistenza Legale (LEDAP), organizzazione nigeriana per la difesa dei diritti civili, ha presentato per conto dei due condannati un ricorso presso la Corte d’Appello della Sharia del Bauchi, ottenendo una sospensione della pena.
Il 24 aprile 2005 la Corte d’Appello ha annullato il giudizio di colpevolezza e la relativa pena della ragazza. Non essendo stata presentata alcuna accusa in occasione del processo – ha detto la Corte d’Appello – la ragazza non può essere riconosciuta colpevole di alcun reato. Nulla ha invece detto la Corte sull’assenza di difesa legale.
Il 29 dicembre 2003 Tori era stato condannato alla lapidazione dall’Alta Corte della Sharia di Alkalere, nel Bauchi, per aver commesso adulterio con la figliastra di 15 anni.
Chiamata a testimoniare, la ragazza nello stesso processo era stata riconosciuta colpevole di rapporti sessuali pre-matrimoniali e condannata a subire cento colpi di canna. Né Tori né la sua figliastra avrebbero disposto di avvocati difensori.
In seguito il Progetto per la Difesa e l’Assistenza Legale (LEDAP), organizzazione nigeriana per la difesa dei diritti civili, ha presentato per conto dei due condannati un ricorso presso la Corte d’Appello della Sharia del Bauchi, ottenendo una sospensione della pena.
Il 24 aprile 2005 la Corte d’Appello ha annullato il giudizio di colpevolezza e la relativa pena della ragazza. Non essendo stata presentata alcuna accusa in occasione del processo – ha detto la Corte d’Appello – la ragazza non può essere riconosciuta colpevole di alcun reato. Nulla ha invece detto la Corte sull’assenza di difesa legale.
— FONTI
- (Fonti: Vanguard/All Africa Global Media via COMTEX, 31/05/2005)
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