TAIWAN. PREFERISCE IL SUICIDIO ALL’ATTESA DELL’ESECUZIONE
un prigioniero del braccio della morte di Taiwan ha preferito togliersi la vita piuttosto che soffrire nell’attesa di essere giustiziato.
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un prigioniero del braccio della morte di Taiwan ha preferito togliersi la vita piuttosto che soffrire nell’attesa di essere giustiziato.
“Huang Chih-hsien, 28 anni, condannato a morte oltre un anno fa, aveva detto al personale della prigione di soffrire molto nell’attesa dell’esecuzione”, ha raccontato il direttore del Dipartimento di Correzione, Cheng An-hsiung.
Huang aveva tentato altre due volte di suicidarsi, sempre questo mese. Il 9 gennaio aveva ingerito tre batterie ed era stato salvato da un intervento chirurgico. Il 19 gennaio aveva ingerito parti di un rubinetto ed era stato salvato ancora una volta in ospedale.
“Credo che anche questa volta Huang abbia ingoiato qualche oggetto, sarà comunque l’autopsia a chiarire la causa della morte”, ha aggiunto Cheng.
Il personale del carcere racconta che Huang esprimesse spesso rimorso per i crimini commessi e fosse depresso nell’attesa della propria esecuzione.
Era stato condannato a morte nel dicembre 2004 per tre omicidi commessi a Peinan, nella contea di Taitung. Nel giugno 2002 avrebbe ucciso la propria ragazza con un coltello, in seguito ad un litigio, poi si sarebbe recato a casa di una ex fidanzata, uccidendo sia la ragazza che il fidanzato di quest’ultima.
Dopo aver fallito l’obiettivo dell’abolizione della pena di morte nel Paese, il Ministero della Giustizia cerca di praticare il minor numero possibile di esecuzioni. Questa sarebbe la causa dell’insostenibile attesa di Huang.
“Huang Chih-hsien, 28 anni, condannato a morte oltre un anno fa, aveva detto al personale della prigione di soffrire molto nell’attesa dell’esecuzione”, ha raccontato il direttore del Dipartimento di Correzione, Cheng An-hsiung.
Huang aveva tentato altre due volte di suicidarsi, sempre questo mese. Il 9 gennaio aveva ingerito tre batterie ed era stato salvato da un intervento chirurgico. Il 19 gennaio aveva ingerito parti di un rubinetto ed era stato salvato ancora una volta in ospedale.
“Credo che anche questa volta Huang abbia ingoiato qualche oggetto, sarà comunque l’autopsia a chiarire la causa della morte”, ha aggiunto Cheng.
Il personale del carcere racconta che Huang esprimesse spesso rimorso per i crimini commessi e fosse depresso nell’attesa della propria esecuzione.
Era stato condannato a morte nel dicembre 2004 per tre omicidi commessi a Peinan, nella contea di Taitung. Nel giugno 2002 avrebbe ucciso la propria ragazza con un coltello, in seguito ad un litigio, poi si sarebbe recato a casa di una ex fidanzata, uccidendo sia la ragazza che il fidanzato di quest’ultima.
Dopo aver fallito l’obiettivo dell’abolizione della pena di morte nel Paese, il Ministero della Giustizia cerca di praticare il minor numero possibile di esecuzioni. Questa sarebbe la causa dell’insostenibile attesa di Huang.
— FONTI
- (Fonti: Taipei Times, 24/01/2006)
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