SADDAM. PER LONDRA, PARIGI E BERLINO DECISIONE SU ESECUZIONE SPETTA A IRACHENI
mentre l’Unione Europea attraverso la presidenza
2 MIN DI LETTURA


mentre l’Unione Europea attraverso la presidenza Finlandese esprime contrarietà alla pena di morte in qualsiasi caso e in qualsiasi Paese, compreso quello di Saddam Hussein, Londra, Parigi e Berlino non entrano nel merito della condanna in appello dell’ex dittatore, pur riaffermando la propria contrarietà in linea di principio alla pena capitale.
Per Londra ''spetta alle autorita' irachene'' decidere il destino dell'ex Rais. ''La nostra posizione Eè immutata. Come ha detto il primo ministro Tony Blair, la questione compete interamente al tribunale indipendente iracheno'', ha dichiarato un portavoce del ministero degli esteri britannico.
Un portavoce del ministero degli Esteri francese, Denis Simmonneau, ha commentato che la decisione di condannare a morte l'ex dittatore ''appartiene al popolo iracheno e alle autorita'
sovrane del Paese'', ribadendo nel contempo la posizione di Parigi a favore dell'abolizione della pena di morte. ''Per quanto ci riguarda - ha aggiunto - la cosa piu' importante Eè la riconciliazione del popolo iracheno e il ritorno della piena sovranità del Paese''.
Nel rispondere a una domanda sulle possibili conseguenze in Iraq dell'esecuzione di Saddam, il portavoce del ministero degli Esteri ha osservato come finora la decisione della Corte d'appello irachena di confermare la sentenza di morte abbia provocato reazioni minime.
Anche il Governo tedesco ha affermato di non poter commentare il verdetto di una Corte, ''per via del principio dell'indipendenza del potere giudiziario''. Berlino, comunque, ''rifiuta categoricamente la pena di morte'', ha precisato un portavoce del governo, aggiungendo pero' che non vi Eè motivo di dubitare sulla correttezza formale del processo all'ex leader iracheno.
Per Washington infine la decisione della Corte d'appello irachena ''segna un'importante pietra miliare nello sforzo del popolo iracheno di sostituire la tirannia con uno stato di diritto''.
Per Londra ''spetta alle autorita' irachene'' decidere il destino dell'ex Rais. ''La nostra posizione Eè immutata. Come ha detto il primo ministro Tony Blair, la questione compete interamente al tribunale indipendente iracheno'', ha dichiarato un portavoce del ministero degli esteri britannico.
Un portavoce del ministero degli Esteri francese, Denis Simmonneau, ha commentato che la decisione di condannare a morte l'ex dittatore ''appartiene al popolo iracheno e alle autorita'
sovrane del Paese'', ribadendo nel contempo la posizione di Parigi a favore dell'abolizione della pena di morte. ''Per quanto ci riguarda - ha aggiunto - la cosa piu' importante Eè la riconciliazione del popolo iracheno e il ritorno della piena sovranità del Paese''.
Nel rispondere a una domanda sulle possibili conseguenze in Iraq dell'esecuzione di Saddam, il portavoce del ministero degli Esteri ha osservato come finora la decisione della Corte d'appello irachena di confermare la sentenza di morte abbia provocato reazioni minime.
Anche il Governo tedesco ha affermato di non poter commentare il verdetto di una Corte, ''per via del principio dell'indipendenza del potere giudiziario''. Berlino, comunque, ''rifiuta categoricamente la pena di morte'', ha precisato un portavoce del governo, aggiungendo pero' che non vi Eè motivo di dubitare sulla correttezza formale del processo all'ex leader iracheno.
Per Washington infine la decisione della Corte d'appello irachena ''segna un'importante pietra miliare nello sforzo del popolo iracheno di sostituire la tirannia con uno stato di diritto''.
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 27/12/2006)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE11 SETTEMBRE 2026
Nessuno tocchi Caino, continueremo le battaglie di Emma Bonino. 'Fondò l'associazione nel 1993 insieme a Marco Pannella'

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
Oman: nuova legge prevede pena di morte per il traffico di droga

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
USA - Florida. Daniel Conahan, 72 anni, bianco, è stato giustiziato il 10 settembre

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
Pakistan: assolto in appello prigioniero nel braccio della morte

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
IRAN - 3 uomini giustiziati a Isfahan il 9 settembre

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
