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Sergio D'Elia, deputato della RNP e segretario di NtC
Sergio D'Elia, deputato della RNP e segretario di NtC
PENA DI MORTE, RADICALI: DOPO IL CAGRE DI OGGI, LO SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA PER LA MORATORIA UNIVERSALE DEVE CONFERMARSI, ESTENDERSI E RAFFORZARSI

23 aprile 2007: Il Ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema ci sembra cada in un patente equivoco, in un errore di fatto, nell'interpretare le posizioni e le decisioni del Parlamento italiano, oltre che ignorare posizioni e delibere del Parlamento europeo.
Il Parlamento italiano, infatti, ha da tempo impegnato il Governo a presentare la Risoluzione nell'Assemblea Generale in corso e ribadito nettamente quel mandato, essendo noto che ormai - almeno da otto anni - la maggioranza alla proposta di moratoria è largamente acquisita e sempre più chiaramente confermata nell'Assemblea Generale. Certo, se si accumulassero oltre che ritardi anche gravissimi errori, qualsiasi risultato positivo potrebbe essere impedito: come di già accadde nel 1999 quando gli Ambasciatori dei Paesi europei presenti ed operanti a New York si trovarono, all'improvviso ed all'ultimo momento utile, dinanzi alla disposizione giunta "da Bruxelles" di ritirare la Risoluzione già pronta con certezza di successo.
La stessa situazione di pretesi "rinvii cautelativi" si è ripresentata nel 2003; in entrambe queste occasioni si è trattato di un evidente comportamento offensivo dei mandati parlamentari.
È chiarissimo anche che il Parlamento italiano, così come il Parlamento europeo, con un'inedita, straordinaria maggioranza ha anch'esso deliberato e richiesto al Consiglio ed alla Commissione di sostenere nell'assemblea attualmente in corso la Risoluzione, della quale invece il CAGRE di oggi conferma non esservene tuttora nemmeno una bozza o una traccia. Ed infine ricordiamo il caldo, immediato, deciso sostegno all'iniziativa italiana e del Parlamento europeo del nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon.
Vorremmo ricordare che già nel 1994 la Risoluzione fu battuta, sol perchè 4 Stati abolizionisti europei votarono contro la Risoluzione. Questo comportamento fu determinante per impedire, dunque, già 13 anni fa all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di deliberare la moratoria universale della pena di morte. Ci chiediamo se l'opinione pubblica europea e mondiale, oltre a quella dei paesi appena citati, sia stata informata di quell'infausto, inspiegabile ed inscusabile comportamento.
Certo, lo ripetiamo, se proprio è quel che si desidera, da qualche parte "europea", è pur sempre possibile, anche se non probabile, che si torni a perdere sol perchè un comportamento di fatto ostracistico ha sicuramente di nuovo pesato negativamente.
Nel mese di gennaio, dopo l'esecuzione del dittatore iracheno, da parte di quasi tutti i governi, ivi compresi alcuni che praticano tuttora la pena di morte, vi era stata una vera e propria sollevazione, una deprecazione pressoché globale. A questa situazione di opinione pubblica mondiale è stato deliberatamente deciso di dare la risposta della moratoria universale. Ora, invece, non si può di certo escludere che un qualche gravissimo atto terroristico possa ancora una volta provocare quel contesto meno favorevole, se non ostile che, ad oggi, sono solamente la cattiva volontà e ipocriti comportamenti a ritardare, rinviare, impedire.
Per questo, decidiamo di continuare l'azione nonviolenta attualmente in corso, estendendola e rafforzandola, rivolgendo un appello a tutti i militanti nonviolenti, autenticamente pacifisti o semplicemente consapevoli che a stragi di diritto e gravi inottemperanze degli esecutivi nei confronti dei parlamenti corrispondono eventi gravissimi, con conseguenze di incalcolabile danno per il diritto, l'umanità, di sostenere o partecipare allo sciopero della fame ad oltranza che conduciamo. Il Governo italiano, manifestamente, ha ora bisogno di questo sostegno ai suoi obiettivi ed impegni assunti. Nella speranza che non sia necessario attendere ancora un altro CAGRE (istituzionalmente, com'è noto incompetente, a meno dell'unanimità di tutti i suoi componenti), a continuare ad impedire che la moratoria universale venga sostenuta con pari dignità anche da Paesi di massimo prestigio delle varie Regioni del mondo. Ad esempio, il Sud Africa, ha dichiarato la sua piena disponibilità e pieno accordo ad essere co-sponsor di una Risoluzione, pur letteralmente ancora ignorata e non ufficialmente stilata, nemmeno come semplice bozza. (Fonti: Radicali, 23/04/2007)

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