EGITTO: ANNULLATE TRE CONDANNE A MORTE
le autorità egiziane hanno annullato le condanne a morte emesse nei confronti di tre uomini
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le autorità egiziane hanno annullato le condanne a morte emesse nei confronti di tre uomini per coinvolgimento in attentati nella penisola del Sinai, dopo che i loro processi sono stati ritenuti iniqui, rende noto un’organizzazione egiziana per i diritti umani.
I tre uomini, Mohammed Gayez Sabbah, Osama al-Nakhlawi e Yunes Abu-Gareer, erano stati condannati a morte per gli attentati del 2004 nelle località del Mar Rosso di Taba e Nuweiba e del 200 a Sharm el-Sheikh.
La decisione di revocare le condanne è arrivata dopo l'adozione, da parte dell'Unione Africana, di una decisione della Commissione Africana sui Diritti Umani e dei Popoli, fa sapere l’Iniziativa Egiziana per i Diritti della Persona (EIPR), che si è occupata del caso insieme al gruppo per i diritti umani “Interights.”
La Commissione Africana ha dichiarato che “l’Egitto ha violato la Carta Africana dei Diritti Umani e dei Popoli per la tortura dei tre uomini e per i processi iniqui svolti nel tribunale speciale”. “Sono stati sottoposti per mesi a interrogatori e torture da parte dei servizi di intelligence, non hanno ricevuto cure mediche e non gli è stata concessa la possibilità di incontrare degli avvocati”.
EIPR ha dichiarato: “Sono stati condannati sulla base di confessioni estorte sotto tortura e sono stati condannati a morte senza diritto di appello.”
La Commissione, che ha trovato molteplici violazioni dei diritti, ha chiesto l'immediato rilascio dei tre uomini e che vengano adeguatamente risarciti.
La Commissione ha inoltre chiesto una riforma dei Tribunali per la Sicurezza dello Stato "in modo che diventino indipendenti e in grado di fornire un processo equo ... e di portare le loro leggi di emergenza in linea con gli standard internazionali.”
Hossam Bahgat, direttore di EIPR, ha dichiarato che “ la decisione è uno sviluppo positivo e significativo, ma il governo egiziano deve ora prendere ulteriori misure per prevenire questi abusi, mettendo fine allo stato di emergenza”.
Le principali località balneari del Mar Rosso, Sharm el-Sheikh, Taba e Dahab sono state tutte colpite da stragi tra il 2004 e il 2006 che hanno portato alla morte di 130 persone.
Dopo gli attentati, il governo dell’ex presidente Hosni Mubarak lanciò una massiccia repressione nel Sinai, arrestando centinaia di beduini, alcuni dei quali per anni sono stati torturati in carcere senza essere sottoposti a processo.
La decisione di revocare le condanne è arrivata dopo l'adozione, da parte dell'Unione Africana, di una decisione della Commissione Africana sui Diritti Umani e dei Popoli, fa sapere l’Iniziativa Egiziana per i Diritti della Persona (EIPR), che si è occupata del caso insieme al gruppo per i diritti umani “Interights.”
La Commissione Africana ha dichiarato che “l’Egitto ha violato la Carta Africana dei Diritti Umani e dei Popoli per la tortura dei tre uomini e per i processi iniqui svolti nel tribunale speciale”. “Sono stati sottoposti per mesi a interrogatori e torture da parte dei servizi di intelligence, non hanno ricevuto cure mediche e non gli è stata concessa la possibilità di incontrare degli avvocati”.
EIPR ha dichiarato: “Sono stati condannati sulla base di confessioni estorte sotto tortura e sono stati condannati a morte senza diritto di appello.”
La Commissione, che ha trovato molteplici violazioni dei diritti, ha chiesto l'immediato rilascio dei tre uomini e che vengano adeguatamente risarciti.
La Commissione ha inoltre chiesto una riforma dei Tribunali per la Sicurezza dello Stato "in modo che diventino indipendenti e in grado di fornire un processo equo ... e di portare le loro leggi di emergenza in linea con gli standard internazionali.”
Hossam Bahgat, direttore di EIPR, ha dichiarato che “ la decisione è uno sviluppo positivo e significativo, ma il governo egiziano deve ora prendere ulteriori misure per prevenire questi abusi, mettendo fine allo stato di emergenza”.
Le principali località balneari del Mar Rosso, Sharm el-Sheikh, Taba e Dahab sono state tutte colpite da stragi tra il 2004 e il 2006 che hanno portato alla morte di 130 persone.
Dopo gli attentati, il governo dell’ex presidente Hosni Mubarak lanciò una massiccia repressione nel Sinai, arrestando centinaia di beduini, alcuni dei quali per anni sono stati torturati in carcere senza essere sottoposti a processo.
— FONTI
- (Fonti AFP, 15/2/2012)
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