MALESIA: QUATTRO CONDANNATI A MORTE PER POSSESSO DI ARMI
tre cittadini thailandesi e un malese sono stati condannati a morte in Malesia dall'Alta
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tre cittadini thailandesi e un malese sono stati condannati a morte in Malesia dall'Alta Corte per il possesso di sei armi da fuoco e 230 proiettili, che tenevano nascosti in una stanza d'albergo cinque anni fa.
I condannati sono i fratelli thailandesi Songsil Udtoom (42 anni) e Jukkis Udtoom (45 anni), il malese Loo Yeong Guang (35 anni) e la sua fidanzata thailandese Phailin Noochang Phuek (31 anni).
La polizia li aveva arrestati in una stanza d’albergo a Subang Jaya, nello Stato di Selangor, dopo aver accertato il loro coinvolgimento nella rapina in un negozio, dove rimasero uccise due guardie di sicurezza e un presunto rapinatore.
I quattro sono stati condannati ai sensi della Sezione 57(1) della Legge sulla Sicurezza Interna del 1960, che prevede la pena di morte obbligatoria per chiunque sia in possesso di armi da fuoco e proiettili in zone “protette”. L'area dove sono stati arrestati è infatti una zona di sicurezza istituita il 15 maggio 1969.
L’accusa è riuscita a provare la colpevolezza degli imputati oltre ogni ragionevole dubbio, e il giudice Siti Khadijah S. Hassan Badjenid ha emesso questa mattina le sentenze di morte.
I condannati sono i fratelli thailandesi Songsil Udtoom (42 anni) e Jukkis Udtoom (45 anni), il malese Loo Yeong Guang (35 anni) e la sua fidanzata thailandese Phailin Noochang Phuek (31 anni).
La polizia li aveva arrestati in una stanza d’albergo a Subang Jaya, nello Stato di Selangor, dopo aver accertato il loro coinvolgimento nella rapina in un negozio, dove rimasero uccise due guardie di sicurezza e un presunto rapinatore.
I quattro sono stati condannati ai sensi della Sezione 57(1) della Legge sulla Sicurezza Interna del 1960, che prevede la pena di morte obbligatoria per chiunque sia in possesso di armi da fuoco e proiettili in zone “protette”. L'area dove sono stati arrestati è infatti una zona di sicurezza istituita il 15 maggio 1969.
L’accusa è riuscita a provare la colpevolezza degli imputati oltre ogni ragionevole dubbio, e il giudice Siti Khadijah S. Hassan Badjenid ha emesso questa mattina le sentenze di morte.
— FONTI
- (Fonti: www.nst.com 8/2/2012)
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