TEXAS (USA): COMMUTAZIONE IN ERGASTOLO
Delma Banks, 53 anni, nero, condannato a morte in Texas nel 1980, oggi ha avuto la pena
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Delma Banks, 53 anni, nero, condannato a morte in Texas nel 1980, oggi ha avuto la pena ridotta all’ergastolo dopo aver raggiunto un accordo con la pubblica accusa della Bowie County.
Banks venne condannato a morte nel 1980 con l’accusa di aver ucciso, a scopo di rapina, l’11 aprile 1980, un ragazzo bianco di 16 anni, Richard Whitehead. Venne giudicato da una giuria composta solo di bianchi, in un processo senza prove scientifiche, senza testimoni oculari, e con due tossicodipendenti come principali testi d’accusa.
Il 12 marzo 2003 la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva bloccato all’unanimità l’esecuzione di Banks 10 minuti prima che avesse luogo, e il 24 febbraio 2004 aveva annullato la condanna a morte, riconoscendo che la pubblica accusa aveva tenuto nascoste informazioni che avrebbero consentito alla difesa di mettere in dubbio la credibilità di due importanti testimoni.
Uno dei testimoni d’accusa infatti era un informatore che aveva più volte ricevuto denaro dalla polizia, e che aveva a lungo discusso del caso con alcuni poliziotti fino a pochi giorni prima dell’inizio del dibattimento.
L’altro testimone chiave dell’accusa, come rivelano alcuni verbali scoperti dalla difesa solo a processo terminato, era stato a lungo istruito sul comportamento da tenere durante la testimonianza in aula. La prossima udienza del caso Banks era prevista per ottobre, ma nel frattempo la pubblica accusa, con l’approvazione dei familiari della vittima, aveva proposto un accordo a Banks.
Secondo questo accordo Banks potrà chiedere la liberazione condizionale nel 2024.
Banks venne condannato a morte nel 1980 con l’accusa di aver ucciso, a scopo di rapina, l’11 aprile 1980, un ragazzo bianco di 16 anni, Richard Whitehead. Venne giudicato da una giuria composta solo di bianchi, in un processo senza prove scientifiche, senza testimoni oculari, e con due tossicodipendenti come principali testi d’accusa.
Il 12 marzo 2003 la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva bloccato all’unanimità l’esecuzione di Banks 10 minuti prima che avesse luogo, e il 24 febbraio 2004 aveva annullato la condanna a morte, riconoscendo che la pubblica accusa aveva tenuto nascoste informazioni che avrebbero consentito alla difesa di mettere in dubbio la credibilità di due importanti testimoni.
Uno dei testimoni d’accusa infatti era un informatore che aveva più volte ricevuto denaro dalla polizia, e che aveva a lungo discusso del caso con alcuni poliziotti fino a pochi giorni prima dell’inizio del dibattimento.
L’altro testimone chiave dell’accusa, come rivelano alcuni verbali scoperti dalla difesa solo a processo terminato, era stato a lungo istruito sul comportamento da tenere durante la testimonianza in aula. La prossima udienza del caso Banks era prevista per ottobre, ma nel frattempo la pubblica accusa, con l’approvazione dei familiari della vittima, aveva proposto un accordo a Banks.
Secondo questo accordo Banks potrà chiedere la liberazione condizionale nel 2024.
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