ITALIA: NO ALL’ESTRADIZIONE IN TUNISIA DI ABDELMAJID TOUIL PERCHÉ RISCHIEREBBE LA PENA DI MORTE
la Corte d’Appello di Milano ha negato l’estradizione verso la Tunisia di un marocchino sospettato di avere fornito armi per l'attacco al Museo del Bardo nel marzo di quest'anno, perché rischierebbe la condanna a morte.
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la Corte d’Appello di Milano ha negato l’estradizione verso la Tunisia di un marocchino sospettato di avere fornito armi per l'attacco al Museo del Bardo nel marzo di quest'anno, perché rischierebbe la condanna a morte.
L'Italia si rifiuta di estradare sospetti in Paesi in cui rischierebbero l’esecuzione per il crimine di cui sono accusati.
Separatamente, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sul presunto collegamento tra Abdelmajid Touil e l’attentato del 18 marzo a Tunisi - in cui 21 turisti furono uccisi - per mancanza di prove, hanno riferito fonti giudiziarie.
"I crimini più gravi sono puniti con la morte secondo il codice penale tunisino", ha detto Giovanni Canzio, presidente della Corte d'Appello di Milano. "La pena capitale impedisce l'estradizione in quanto non è prevista dalla legge italiana."
La Tunisia non ha fornito alcuna garanzia all'Italia sulla non esecuzione di Touil, ha detto Canzio ordinando il rilascio del marocchino dal carcere in cui è rinchiuso da più di cinque mesi.
Non c'è nessun commento immediato da parte della Tunisia.
Touil è giunto in Italia su una barca di migranti dalla Libia nel mese di febbraio, prima dell'attacco, ed è stato arrestato a Milano a maggio su mandato di arresto internazionale. Touil ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attentato.
Un funzionario del governo tunisino ha detto che Touil ha fornito armi ai militanti prima dell'attacco e poi si è imbarcato per l'Italia.
L'Italia si rifiuta di estradare sospetti in Paesi in cui rischierebbero l’esecuzione per il crimine di cui sono accusati.
Separatamente, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sul presunto collegamento tra Abdelmajid Touil e l’attentato del 18 marzo a Tunisi - in cui 21 turisti furono uccisi - per mancanza di prove, hanno riferito fonti giudiziarie.
"I crimini più gravi sono puniti con la morte secondo il codice penale tunisino", ha detto Giovanni Canzio, presidente della Corte d'Appello di Milano. "La pena capitale impedisce l'estradizione in quanto non è prevista dalla legge italiana."
La Tunisia non ha fornito alcuna garanzia all'Italia sulla non esecuzione di Touil, ha detto Canzio ordinando il rilascio del marocchino dal carcere in cui è rinchiuso da più di cinque mesi.
Non c'è nessun commento immediato da parte della Tunisia.
Touil è giunto in Italia su una barca di migranti dalla Libia nel mese di febbraio, prima dell'attacco, ed è stato arrestato a Milano a maggio su mandato di arresto internazionale. Touil ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attentato.
Un funzionario del governo tunisino ha detto che Touil ha fornito armi ai militanti prima dell'attacco e poi si è imbarcato per l'Italia.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 28/10/2015)
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