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Il leader nordcoreano Kim Jong-Un
Il leader nordcoreano Kim Jong-Un
COREA DEL NORD: IL REGIME VIETA LE ESECUZIONI PUBBLICHE

16 dicembre 2016: Kim Jong-un ha dato istruzioni agli organi di governo tra cui il Ministero della Sicurezza del Popolo affinché siano vietate ulteriori esecuzioni pubbliche.
"Kim Jong-un ha dato istruzioni per 'vietare esecuzioni pubbliche' a organi giudiziari e della procura tra cui il Ministero della Sicurezza del Popolo (la polizia). L'istruzione che contiene gli ordini vieta sia i processi che le esecuzioni pubbliche," ha detto il 13 dicembre al Daily NK una fonte della Provincia di Pyongan Sud.
"L'istruzione non è finalizzata a ridurre o abolire le esecuzioni. Significa solo che in futuro le esecuzioni verranno condotte in segreto".
Le autorità nordcoreane hanno spesso condotto esecuzioni pubbliche contro coloro che infrangono le leggi draconiane, tra cui la distribuzione di spettacoli televisivi sudcoreani. Tali atti servono a diffondere la paura tra i cittadini e dissuaderli dall’impegnarsi in queste attività. Sotto il regime di Kim Jong Un, esecuzioni spietate di funzionari di alto livello sono state effettuate per azioni 'in contrasto con il Partito e la rivoluzione.' Il Servizio Nazionale di Intelligence della Corea del Sud (NIS) ha riportato nel mese di ottobre che il regime di Kim Jong Un ha ripreso le purghe che erano in temporaneo declino dopo l'esecuzione di Hyun Yong Chol, ex capo della difesa delle Forze Armate del Popolo (MPAF). Le persone giustiziate pubblicamente dal regime hanno raggiunto quota 64 a settembre, secondo il NIS.
Alcuni sospettano che la decisione di Kim Jong Un di tornare alle esecuzioni segrete sia stata influenzata dall’attenzione delle Nazioni Unite e delle ONG per le violazioni dei diritti umani in Corea del Nord, con la possibilità che le autorità nordcoreane possano essere messe sotto processo dalla Corte Penale internazionale (International Criminal Court).
"(Le autorità) effettuano continuamente esecuzioni pubbliche al fine di diffondere la paura tra la popolazione, ma sembrano aver compreso gli svantaggi della misura. Il regime non vuole che scene di esecuzioni pubbliche arrivino al mondo esterno," ha spiegato una fonte nella Provincia di Pyongan Nord. E’ stato anche sottolineato che le attuali istruzioni non possono essere viste come una misura per migliorare i diritti umani, ma semplicemente una mossa per evitare aperte critiche da parte della comunità internazionale. Anche se alcune differenze avranno origine dalla misura, compresa la sostituzione delle pistole con armi contundenti, è probabile che il numero delle esecuzioni rimanga lo stesso.
Le esecuzioni segrete in Corea del Nord sono di solito effettuate in una cella di prigione, stanza degli interrogatori, o tra le montagne. I boia immobilizzano i prigionieri su una sedia e li uccidono colpendo ripetutamente i loro punti vitali con armi contundenti come mazze di legno o gomma e martelli.
Testimonianze affermano inoltre che elettrocuzione e iniezioni letali vengano utilizzate durante le esecuzioni segrete.
"Le esecuzioni segrete sono generalmente più temute dai prigionieri e dalle loro famiglie. Senza nemmeno un pubblico 'processo', diventa ancora più facile per il regime giustiziare chiunque senza conseguenze", ha aggiunto una fonte della Provincia di Ryanggang.
"Un funzionario provinciale del Ministero della Sicurezza del Popolo che mi ha dato questa informazione ha anche detto che saranno formate nel Paese unità speciali all'interno di organismi di sicurezza regionale, composte da boia. L'adozione di esecuzioni segrete causerà una grande pressione psicologica e ansia per i prigionieri." (Fonti: dailynk.com, 16/12/2016)

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