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ARIZONA (USA): FINE DELL’ISOLAMENTO NEL BRACCIO DELLA MORTE

19 dicembre 2017:

L’Arizona mette fine all’isolamento nel braccio della morte e ne traggono vantaggio tutti. Il 23 luglio l’Amministrazione Penitenziaria aveva annunciato che stava cercando un accordo con i difensori di diversi detenuti del braccio della morte che contestavano il regime di stretto isolamento che veniva applicato “in automatico” per tutti i condannati a morte.
Oggi Carson McWilliams, alto dirigente dell’Amministrazione Penitenziaria, ha dato la conferma ufficiale: il regime di detenzione è stato attenuato, e la cosa sembra avere inaspettati effetti positivi per tutti.
“Le nuove condizioni di detenzione creano un’’atmosfera dove i detenuti possono socializzare, con il risultato di minore ansietà, e questo aumenta il livello di sicurezza della prigione”.
Inoltre, secondo i dirigenti del carcere, sono diminuiti anche i costi di gestione del braccio della morte. Il regime precedente prevedeva che il detenuto rimanesse chiuso in una piccola cella per almeno 23 ore, e i colloqui con familiari e avvocati erano senza contatto fisico, e ogni volta che il detenuto lasciava la cella veniva ammanettato dietro la schiena e subiva perquisizioni anche alla cavità anale, e le opportunità di fare esercizio fisico e una doccia venivano limitate a tre volte a settimana.
Inoltre nel braccio della morte mancavano opportunità di lavoro, e non veniva svolta nessuna attività educativa.
McWilliams, nel rimarcare gli sviluppi positivi del nuovo regime, ha detto: “Più una persona è limitata all’interno di una cella, più è probabile che sviluppi depressione, ansia, o altri tipi di problemi mentali che alla fine creeranno problemi al sistema penitenziario, sia che si tratti di autolesionismo, o suicidio, o aggressioni nei confronti del personale penitenziario o di altri detenuti. Oggi abbiamo bisogno di meno agenti perché non c’è più bisogno di consegnare i 120 pasti uno a uno, o di scortare ogni singolo prigioniero in ogni movimento.
Kevin Curran, che ha lavorato come agente in diversi reparti, ha detto di sentirsi “più sicuro oggi nel braccio della morte che in altri reparti”.
Con il nuovo regime i detenuti possono socializzare, giocare a pallacanestro, pallavolo, giochi da tavolo, e consumare i pasti in compagnia. Un agente ha detto in una intervista che inizialmente era preoccupato per i cambiamenti, ma che la transizione è stata “molto positiva”, con solo pochi, piccoli incidenti, molti meno di quanto si fosse aspettato.

(Fonti: Arizona Republic, 19/12/2017)

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