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Il Governatore della California Gavin Newsom
USA - Governatore Gavin Newsom (California)
USA - California. Il Governatore e 6 procuratori dichiarano che la pena di morte in California è usata

28 ottobre 2020:

Il governatore della California e 6 procuratori distrettuali appoggiano il ricorso di Donte McDaniel che sostiene che la pena di morte dello Stato è arbitraria e "infettata dal razzismo".
Definendo i procedimenti di condanna a morte della California "infettati dal razzismo", il governatore Gavin Newsom ha presentato una memoria alla Corte Suprema della California sostenendo l'affermazione di Donte McDaniel, un detenuto del braccio della morte, secondo cui la pena capitale, come attualmente praticata nello stato, viola il codice penale e la costituzione dello stato. Newsom, 53 anni, bianco, Democratico, è stato sindaco di San Francisco, vicegovernatore della California per 2 mandati, ed ha iniziato il mandato come Governatore nel gennaio 2019. 
In un comunicato stampa, l'ufficio del governatore ha detto che il 26 ottobre 2020, nel ricorso di Donte Lamont McDaniel, è stata depositata una dichiarazione “amicus curiae”. “È la prima volta nella storia della California che un governatore in carica ha depositato un amicus che richiama l'attenzione sull'applicazione ingiusta e non uniforme della pena di morte". Lo stesso giorno anche sei procuratori ed ex procuratori distrettuali della California hanno annunciato di aver presentato un amicus curiae a sostegno di McDaniel, sostenendo che le procedure di pena di morte della California hanno portato a condanne sistematicamente arbitrarie, in violazione della costituzione dello stato.
Amicus curiae è un termine giuridico che, tradotto letteralmente dal latino, significa "amico della corte". Chi propone sé stesso come “amico della corte” è qualcuno, spesso una associazione, una Ong o una organizzazione con una solida esperienza legale, che offre volontariamente informazioni alla corte su un aspetto della legge o su altre parti del caso, per “aiutare la corte a decidere”. Le informazioni possono essere racchiuse in un'opinione legale in forma di memoria oppure in forma di saggio su un argomento che riguarda il caso. La decisione sull'ammissibilità dell'informazione è a discrezione della corte. La prassi è molto diffusa negli Stati Uniti.
"In questa fase in cui a livello nazionale si fanno i conti con il razzismo e l'ingiustizia storica", ha detto Newsom in una dichiarazione che accompagna la presentazione, "lo Stato della California continua ad affrontare le carenze del nostro sistema di giustizia penale. Il programma di pena capitale della California è ora, ed è sempre stato, infettato dal razzismo".
Donte McDaniel, oggi 40 anni, nero, venne condannato a morte nella Los Angeles County nel 2009 (vedi NtC 20/03/2009 e 30/03/2009) con l’accusa di aver ucciso George Brooks e Annette Anderson il 6 aprile 2004 in un contesto di spaccio di droga, e di aver ferito, nella stessa occasione, altre 2 donne.
McDaniel contesta la non unanimità della sua condanna. Una recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti (vedi NtC 12/01/2016 “Hurst v. Florida”) ha ricordato che nei casi capitali la giuria popolare deve essere unanime non solo nel verdetto finale (e questo nel processo di McDaniel c’è stato), ma anche in alcuni passaggi preliminari, ossia decidere che il reato contestato merita la pena capitale, e, nella valutazione di attenuanti e aggravanti, essere unanimi nel considerare quali prevalgano sulle altre.
McDaniel chiede alla Corte Suprema di ribaltare una precedente sentenza che attualmente consente a ciascun giurato di valutare in autonomia il valore di ogni singola aggravante o attenuante. In pratica McDaniel chiede che l’unanimità ci sia anche sulla valutazione di ogni singola circostanza attenuante o aggravante, non solo sul bilancio finale.
L’istanza di Newsom è stata preparata da Elisabeth Semel, direttrice della Death Penalty Clinic dell’Università di Berkeley, e da Dean Erwin Chemerinsky, rettore della facoltà di legge della stessa università. La memoria, inserendosi a margine del tema dell’unanimità, sostiene che la pena di morte della California è afflitta da arbitrarietà geografica e disparità basate sia sulla razza dell'imputato che sulla razza delle vittime. Queste disparità, dice il brief, sono il prodotto di numerosi fattori, tra cui l'esclusione sproporzionata dei giurati di colore dalle giurie popolari, e circostanze aggravanti che si applicano in modo sproporzionato agli imputati di colore.
Il brief afferma che le decisioni della giuria nella seconda fase del processo, quella che, una volta decretata la colpevolezza deve stabilire la pena, dovrebbero essere soggette alla stessa unanimità e agli stessi standard di ragionevole dubbio che si applicano alle altre decisioni della giuria, incluso se le singole circostanze aggravanti sono state dimostrate e se le circostanze aggravanti prevalgono sulle circostanze attenuanti. "Sin dal suo inizio, la pena di morte americana è stata applicata in modo sproporzionato, prima, agli africani e agli afroamericani ridotti in schiavitù, e poi ai neri liberi", ha detto il governatore Newsom. "Presentando questa memoria, chiariamo che tutti i californiani meritano lo stesso diritto a un processo con giuria che sia equo, e che questa è una questione di vita o di morte".
A conclusioni sovrapponibili giunge la memoria presentata da 4 procuratori in carica e 2 ex procuratori, coordinati dalla “Prosecutors Alliance of California”, un'organizzazione di procuratori progressisti.
I procuratori distrettuali Diana Becton (Contra Costa County), Chesa Boudin (San Francisco), Jeffrey Rosen (Santa Clara County) e Tori Verber Salazar (San Joaquin County) e l'ex procuratore distrettuale Gil Garcetti (Los Angeles County) e George Gascón (San Francisco) sostengono che “la pena di morte nello stato è stata inflitta arbitrariamente”. Questa è stata la prima volta che i pubblici ministeri della California si schierano così esplicitamente non tanto contro la pena di morte come principio astratto, ma contro la sua applicazione concreta.
"Lo statuto delle circostanze speciali (aggravanti) della California ... rende quasi tutti gli omicidi di primo grado idonei alla pena di morte", afferma la memoria dei procuratori. Di conseguenza, quali imputati vengono o non vengano condannati a morte alla fine "è influenzato sia da fattori irrilevanti, come la geografia e se l'imputato è rappresentato da un difensore pubblico o da un avvocato nominato dal tribunale, sia da fattori inammissibili come la razza e l'etnia dell’imputato e della vittima."
"L'assenza di requisiti procedurali come un maggiore onere della prova e l'unanimità della giuria", scrivono, "amplifica l'arbitrarietà, violando ulteriormente il comandamento costituzionale che la pena di morte sia riservata ai peggiori reati".
Boudin ha criticato la pena di morte della California come "incompatibile con i valori di una società umana" e "che risente dei pregiudizi razziali". La pena di morte, ha detto, è imposta "in modo sproporzionato nei casi in cui le vittime erano bianche o dove gli imputati erano neri o latini".
"Ognuno di noi cerca una società sicura in cui le nostre famiglie possano prosperare", ha detto Salazar. Tuttavia, ha detto, questo obiettivo può essere raggiunto “senza utilizzare una forma arcaica di punizione che è piena di errori. Spesso assistiamo alla rivittimizzazione delle famiglie attraverso il lungo e costoso processo di appello per un metodo che ha dimostrato di non scoraggiare i crimini violenti ".
Rosen, che ha recentemente annunciato che il suo ufficio non perseguirà più procedimenti capitali, ha dichiarato: "Sia che siate d'accordo o in disaccordo con la pena di morte, possiamo tutti essere d'accordo sul fatto che non dovrebbe essere applicata in modo arbitrario".
"C'è un crescente riconoscimento tra i pubblici ministeri che il modo in cui viene applicata la pena di morte in California è ingiusto e che i pregiudizi razziali continuano a essere un problema molto serio", ha detto Cristine Soto DeBerry, direttore della Prosecutors Alliance. "Ciò ha spinto un certo numero di procuratori distrettuali a chiedersi se si debba ancora fare ricorso alla pena di morte".

https://deathpenaltyinfo.org/news/california-governor-6-district-attorneys-file-briefs-calling-states-death-penalty-infected-by-racism

https://www.gov.ca.gov/wp-content/uploads/2020/10/10.26.20-Governor-Newsom-McDaniel-Amicus-Brief.pdf

(Fonti: DPIC, 28/10/2020)

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