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Tarek Aziz

NESSUNO TOCCHI TAREK AZIZ

Appello alle autorità irachene affinché sia evitato il ricorso alla pena di morte nei confronti di Tarek Aziz

Al Presidente iracheno Jalal Talabani

Al Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki

Al Ministro della Giustizia iracheno Hashim al-Shibli

Al Presidente del Parlamento iracheno Hajim al-Hassani

Al Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi

Al Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso

PREMESSO CHE L’ex Vice Premier e già Ministro degli Esteri, Tarek Aziz, si trova da cinque anni custodito nella base militare USA a Baghdad in attesa che si concluda il processo a suo carico.            

In tutto questo periodo la Croce Rossa è riuscita a incontrarlo per accertare le sue condizioni di salute solo poche volte;

l’art. 7 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici condanna l’uso della tortura e di trattamenti crudeli, inumani e degradanti e la detenzione di Tarek Aziz in una cella di isolamento certamente li rappresenta, pur essendo quest’ultimo imputato di crimini gravissimi.

Noi sottoscritti,

Fermamente convinti/e che non vi può essere impunità per i crimini compiuti dal deposto regime iracheno e che i crimini di cui Tarek Aziz è imputato insieme ad altri rappresentano violazioni gravi dei diritti umani per le quali non vi può essere nessuna immunità;

Fermamente convinti/e che è  necessario che il processo nei confronti di Tarek Aziz sia condotto nel pieno rispetto di tutte le garanzie internazionalmente riconosciute, affinché il processo sia giusto e imparziale, con ciò evitando di fornire pretesti a coloro i quali vogliono screditare l’azione giudiziaria presentandola come la giustizia dei vincitori sui vinti o la vendetta delle vittime nei confronti del loro carnefice;

Fermamente convinti/e
che il sistema penale iracheno nel suo insieme debba applicare regole internazionali e che, in particolare, il processo a Tarek Aziz, così come quello degli altri già giustiziati, debba rispecchiare i principi fissati per i tribunali penali internazionali, i quali escludono il ricorso alla pena di morte;

Fermamente convinti/e
che la decisione di sospendere l’applicazione della pena di morte da parte del parlamento e del governo iracheni sarebbe l’esempio più evidente di un cambiamento di fondo rispetto ai metodi del vecchio regime e un segnale forte del proprio impegno a rispettare la dignità umana nell’intera regione;

Ci appelliamo
al Governo e al Parlamento iracheni perché sia evitato il ricorso alla pena di morte nei confronti di Tarek Aziz e dei suoi coimputati se verranno condannati per i gravi crimini di cui sono accusati, coerentemente con il nuovo impegno a rispettare la dignità fondamentale che l’Iraq riconosce come propria di ogni essere umano.

Chiediamo
alle autorità irachene di reintrodurre la moratoria sulla pena di morte stabilita in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, al fine di rafforzare il completamento della transizione democratica dell’Iraq secondo i principi di uno stato di diritto.

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