esecuzioni nel mondo:

Nel 2022

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

COSTA D'AVORIO

 
governo: repubblica; regime presidenziali multipartitico stabilito nel 1960
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: approvata tramite referendum il 23 luglio 2000
sistema giuridico: si basa sul sistema francese e su norme di diritto consuetudinario
sistema legislativo: monocamerale, Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale)
sistema giudiziario: Corte Suprema
religione: musulmani 35-40%, credenze indigene 25-40%, cristiani 20-30%
braccio della morte:
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


situazione:
La nuova Costituzione, approvata con il referendum del 23 e 24 luglio 2000, prevede l’abolizione della pena di morte. All’art. 2 si afferma: “è vietata qualunque pena che preveda la soppressione della vita umana”.
In base alla legge ivoriana la Costituzione prevale sui codici penali, per cui da allora i tribunali non hanno potuto più emettere condanne a morte.
Fra le norme previste dalla nuova Costituzione c’è anche l’interdizione delle mutilazioni genitali femminili e altri diritti politici e civili.
Fino al 2000, il codice penale della Costa d’Avorio prevedeva la pena di morte per omicidio e dirottamento aereo, ma questa pena non è mai stata usata dall’indipendenza nel 1960.
Nel settembre 2002, un tentato colpo di stato ha gettato il paese nel caos. Nel gennaio 2003, è stata firmata in Francia una prima bozza di accordo dai 32 delegati in rappresentanza dei partiti politici ivoriani e dei tre movimenti ribelli. In base all’accordo, il Presidente regolarmente eletto nel 2000, Laurent Gbagbo, potrà rimanere alla presidenza della Costa d’Avorio fino allo scadere del suo mandato (2005), ma dovrà comporre un nuovo Governo di riconciliazione nazionale e nominare un nuovo Primo Ministro che sarà garante del panorama politico istituzionale fino alle elezioni. Faranno parte del nuovo esecutivo anche esponenti dell’opposizione e membri dei gruppi ribelli.
Un rapporto delle Nazioni Unite, presentato da una commissione d'inchiesta all'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani nel maggio del 2004, ha riportato che le forze di sicurezza e le milizie filogovernative hanno ucciso almeno 120 persone in un'azione volta a reprimere una protesta dell'opposizione in marzo. Il rapporto dice che la violenza è stata "attentamente programmata" dalle forze di sicurezza e dalle milizie ad Abidjan "sotto la direzione e la responsabilità delle più alte autorità dello Stato". “Quel che è successo il 25 e il 26 marzo è stata l'uccisione indiscriminata di civili innocenti e il compimento di gravi violazioni di diritti umani", si legge nel rapporto, secondo il quale molte delle uccisioni hanno avuto luogo "non per le strade, ma nelle case di presunti dimostranti e di civili innocenti perseguitati dalle forze di sicurezza per via del loro nome, della loro origine o del loro gruppo di appartenenza".
Le elezioni nazionali fissate per l’ottobre del 2005, alla scadenza dei cinque anni di mandato del Presidente Gbagbo, sono state rinviate dopo che il presidente ha chiesto di approvare una legge che gli consentisse di rimanere al potere.
Il 18 dicembre 2008 la Costa d’Avorio ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il l 21 dicembre 2010 la Costa d’Avorio ha cosponsorizzato la risoluzione ma era assente al momento del voto.

 

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