esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

TAIWAN

 
governo: democrazia multipartitica
stato dei diritti civili e politici: Libero
costituzione: 25 dicembre 1947, emendata più volte, l'ultima nel 2005
sistema giuridico: si fonda sul diritto civile
sistema legislativo: unicamerale, Yuan Legislativo
sistema giudiziario: Yuan giudiziario, con giudici nominati del Presidente per nove anni con il consenso dell'Assemblea Nazionale
religione: maggioranze confuciane e buddiste; minoranze protestanti e cattoliche
metodi di esecuzione: iniezione letale plotone d'esecuzione
braccio della morte: 32 (secondo Taiwan Alliance to End the Death Penalty, al 26/03/2009)
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 7
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

situazione:
L’8 gennaio 2002, il Parlamento di Taiwan ha abolito la Legge sul Controllo e la Punizione del Banditismo, comunemente detta la “Legge sui banditi”, che elencava 10 diversi reati per cui era prevista obbligatoriamente la pena capitale che andavano dall’“organizzazione di gruppi, sulle montagne o nelle paludi, al fine di resistere all’autorità dei funzionari governativi” all’“occupazione con la forza di palazzi governativi, città, villaggi, ferrovie o basi militari”, all’assassinio, il furto e lo stupro.
Con l’approvazione della nuova legge, è stato emendato anche il Codice Penale e limitato il campo di applicazione della pena di morte: i tribunali potranno scegliere tra la pena di morte, l’ergastolo o la pena a 12 anni di reclusione per i rapitori che uccidono i sequestrati, mettendo i giudici in condizione di valutare altri elementi, come i moventi degli imputati e il loro comportamento dopo l’arresto.
Un altro emendamento consente ai giudici di emettere sanzioni meno dure per i sequestratori che rilasciano le loro vittime prima dell’arresto.
La “Legge sui banditi” è stata negli anni uno strumento di repressione e di recente era stata denunciata come più adatta al rigido passato autoritario di Taiwan che alla democrazia liberale inaugurata con l’abolizione della legge marziale nel 1987.
Il 29 ottobre 2003, il Governo di Taipei ha approvato una legge antiterrorismo che prevede la pena di morte. Il Ministro Hsu Chih-hsiung ha detto che la nuova legge non contraddice l’obiettivo del Governo di abolire le esecuzioni.
Taiwan è stato il primo paese dopo gli Stati Uniti a introdurre l’iniezione letale come metodo di esecuzione. Comunque, è stata usata una volta sola, nel 1997; poi non è stato giustiziato nessuno in questo modo. Le esecuzioni sono effettuate tramite fucilazione, solitamente all’alba. Sono praticate dagli stessi agenti di custodia, i quali sistemano il prigioniero sul pavimento con la faccia in giù e gli sparano mirando direttamente al cuore. Tre o più guardie sono impegnate di solito nella operazione. I condannati vengono sottoposti ad anestesia e privati dei sensi prima di essere fucilati.
Secondo dati forniti dal Ministero della Giustizia ci sono 109 detenuti nei bracci nella morte al 17 febbraio 2005, 15 dei quali in attesa di esecuzione per aver esaurito tutti i ricorsi. La popolazione carceraria è in aumento in considerazione della diminuzione delle esecuzioni.
Il 9 ottobre 2002 Taiwan ha compiuto il primo passo formale verso l'abolizione della pena di morte escludendola per i minori di 18 anni. Il 27 ottobre 2003, la Presidenza della Repubblica e il Ministero della Giustizia hanno annunciato di avere predisposto congiuntamente un progetto volto alla abolizione della pena di morte nel paese.
Il 7 gennaio 2005, il parlamento ha ratificato una riforma del Codice Penale che prevede l’abolizione graduale della pena di morte e nello stesso tempo impone norme più rigide sulla liberazione condizionale. Nel nuovo codice, è confermato il divieto di condanna a morte dei minori di 18 anni e delle persone ultraottantenni.
Il 7 settembre 2005, incontrando una delegazione della Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH), il presidente Chen Shui-bian , ha dichiarato: “Il mio obiettivo resta quello di azzerare le esecuzioni nel più breve tempo possibile e di abolire la pena di morte”. “L’abolizione costituisce un trend a livello mondiale. Quasi ogni anno ci sono paesi che eliminano la pena di morte”, ha detto Chen, il quale ha aggiunto: “Da quando nel 2000 sono diventato presidente, Taiwan ha lanciato la campagna per l’abolizione riducendo le esecuzioni e le condanne capitali, rendendo più difficile per i detenuti la libertà condizionata e imponendo loro il pagamento di maggiori risarcimenti alle vittime.
Tra il 1994 e il 2005, Taiwan ha giustiziato 191 persone, ma l’evoluzione positiva nel senso su descritto si è tradotta in una drastica riduzione delle condanne a morte e delle esecuzioni nel paese. Dalle 32 esecuzioni nel 1998, si è passati alle 24 nel 1999, alle 17 nel 2000, alle 10 nel 2001, alle 9 nel 2002, alle 7 nel 2003 e alle 3 effettuate nel 2004 e nel 2005.
L’ultima esecuzione è avvenuta nella prigione di Taichung, il 26 dicembre 2005, nei confronti di due uomini, Lin Meng-kai e Lin Hsin-hung, condannati a morte per omicidio.

 

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