esecuzioni nel mondo:

Nel 2019

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

VIETNAM

 
governo: stato comunista
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 15 aprile 1992
sistema giuridico: si basa sulla teoria comunista e sul sistema francese
sistema legislativo: monocamerale, Assemblea Nazionale (Quoc-Hoi)
sistema giudiziario: Corte Suprema del Popolo, capo eletto per cinque anni dall'Assemblea Nazionale su raccomandazione del Presidente
religione: 9,3% buddhisti, 6,7% cattolici, altre minoranze, 80% nessuna
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione
braccio della morte: almeno 91 (a maggio 2008, secondo Amnesty International)
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 59
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Convenzione sui Diritti del Fanciullo


situazione:
Il codice penale vietnamita, che considera la pena capitale “una sanzione speciale applicabile a crimini estremamente gravi”, è stato modificato nel 1999 con la riduzione dei reati capitali da 44 a 29, tra cui una serie di reati economici oltre a omicidio, tradimento, traffico di droga, violenza sessuale nei confronti di minori e i casi più gravi di rapina a mano armata.
Le leggi prevedono la pena di morte per chi si sia indebitamente appropriato di beni dello stato di un valore pari o superiore a 500 milioni di dong (circa 24.000 euro).
Una legge del 1997 considera un reato capitale il possesso o lo spaccio di almeno 100 grammi di eroina o di almeno 5 chilogrammi di oppio. Nel luglio 2001, la Corte Suprema del Popolo ha emanato una direttiva che raccomanda per il traffico di droga pene diverse a seconda della quantità di stupefacente: 20 anni di reclusione da 100 a 300 grammi di eroina, carcere a vita da 300 a 600 grammi e pena di morte per quantità superiori a 600 grammi. La direttiva non sempre viene rispettata dai tribunali.
Per evitare le critiche delle organizzazioni umanitarie e dei governi occidentali, nel 2003 il Vietnam ha posto il segreto di stato sulla pena di morte. Il 5 gennaio 2004, il governo vietnamita ha stabilito anche essere un reato diffondere informazioni sulla pena di morte.
Il 10 febbraio 2006, il Vietnam ha reso noto che sta valutando l’ipotesi di eliminare la pena di morte per nove diversi tipi di reato, compresi contrabbando, frode, contraffazione e corruzione, secondo quanto riportato dal giornale statale Ho Chi Minh City Law. In base alla proposta che il Ministro della Sicurezza Pubblica ha presentato alla Commissione Centrale per la Riforma Giudiziaria, i reati capitali passerebbero quindi dagli attuali 29 a 20. Il Ministro ha proposto inoltre di introdurre l’iniezione letale come metodo di esecuzione più umano, considerato che attualmente i prigionieri del braccio della morte vengono fucilati da un plotone di tiratori. Per diventare legge, la proposta deve essere approvata dall’Assemblea Nazionale vietnamita.
In base alla legge vietnamita, una volta respinta la domanda di grazia, lo stato è tenuto a eseguire la sentenza il più presto possibile. Ma i condannati a morte in Vietnam generalmente attendono in carcere almeno un anno prima di essere giustiziati.
L’esecuzione viene effettuata, spesso in pubblico e all’alba, da un plotone composto da cinque persone. Il condannato viene bendato e legato a un palo prima di essere fucilato. Una decisione del ministero degli interni del 1974 vieta la consegna dei corpi dei giustiziati alle proprie famiglie.
Nelle zone rurali del Vietnam, le persone vengono a volte processate da tribunali “ambulanti” in caso di prove schiaccianti che indichino la loro colpevolezza. I processi sono presieduti da funzionari giudiziari locali e spesso si svolgono all’aperto. In questi procedimenti gli imputati non godono di garanzie adeguate.
Gli imputati raramente possono scegliersi un avvocato, il quale peraltro ha un minimo accesso al suo cliente. Secondo un esperto citato dal Dipartimento di Stato americano più del 95% delle persone portate in tribunale sono riconosciute colpevoli.
Il Vietnam continua a condurre una durissima campagna contro le chiese cristiane "illegali" che la propaganda del regime bolla come “contaminate dai protestanti americani e quindi contrarie agli interessi del paese”. Particolarmente grave la repressione nei confronti dei Montagnard, conosciuti anche come Degar, la minoranza etnica di religione cristiana che abita gli Altipiani Centrali. La Montagnard Foundation, un gruppo a tutela dei diritti umani del popolo Degar che ha base in South Carolina, ha riportato esecuzioni sommarie di membri della comunità Degar avvenute nel corso del 2004.
Secondo un rapporto pubblicato il 12 settembre 2005 da Forum Asia Democracy, un cartello indipendente di organizzazioni non governative fondato nel luglio 2001 per promuovere la libertà, la democrazia e lo Stato di diritto in Asia, le esecuzioni in Vietnam sono più di 100 all’anno, la maggior parte per reati di droga.
L’escalation nella applicazione della pena di morte registrata negli ultimi anni, in particolare per reati di droga, ha raggiunto il suo culmine nel 2004. In base alle notizie ricavate da media statali e da fonti giudiziarie, le condanne a morte comminate nel corso dell’anno sono state almeno 115 e almeno 82 le esecuzioni, tra cui almeno 11 nei confronti di donne. Le persone messe a morte nel 2003 erano state almeno 69 e almeno 34 quelle giustiziate nel 2002. Ma il numero reale delle esecuzioni nel paese è molto probabilmente più alto di quello che filtra pubblicamente.
Le esecuzioni nel 2006 sono state almeno 14 contro le almeno 27 nel 2005. Ma sarebbe irrealistico ritenere che in Vietnam vi sia stato effettivamente un calo così clamoroso delle esecuzioni rispetto alle 82 del 2004. E’ molto più probabile che sia l’effetto della decisione del 2003 con la quale il governo vietnamita ha classificato come segreto di stato le statistiche sulla pena di morte nel paese. Secondo Amnesty International sono almeno 25 le esecuzioni nel 2007.
Il 18 dicembre 2008 il Vietnam si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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