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SOMALIA - Mantenitore

Governo: governo federale-parlamentare di transizione: non c'è un governo nazionale permanente
Stato dei diritti civili e politici: Non libero
Costituzione: 23 settembre 1979
Sistema Giuridico: non esiste un sistema nazionale; insieme di common law inglese, diritto italiano, legge islamica e norme tradizionali somale
Sistema Legislativo: monocamerale, Assemblea Nazionale
Sistema Giudiziario: non è operativo: in seguito alla caduta del Governo Nazionale, molte regioni hanno reintrodotto la legge islamica e norme del diritto consuetudinario somalo, con possibilità di appello
Religione: musulmani sunniti

Metodi di esecuzione: fucilazione
Esecuzioni: 5
Condanne a morte: 9

Trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:
  • Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici
  • Primo Protocollo Opzionale al Patto
  • Convenzione sui Diritti del Fanciullo (solo firmato)
  • Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti


SITUAZIONE

Il codice penale somalo è un amalgama di vari sistemi giuridici e tradizioni. In Somalia, fino al 1991, esistevano almeno 3 tipi di tribunali. Quello statale, quello islamico e quello tradizionale, incaricato di dirimere le controversie tra le persone appartenenti allo stesso clan. Da quando nel 1991 i “clan” hanno deposto il dittatore Siad Barre, il paese è stato lacerato da una sanguinosa lotta di potere tra clan avversari che ha comportato decine di migliaia di vittime. Dopo tredici anni di anarchia, di tentativi di stabilire un governo e due anni di colloqui di pace svoltisi sotto l’egida della Comunità Internazionale che ha cercato di tenere in considerazione le principali divisioni in clan, nell’ottobre 2004 il Parlamento di transizione ha eletto Abdullahi Yusuf Ahmed come nuovo Presidente del paese e ha dato vita all’esecutivo. L’elezione è avvenuta in Kenya perchè Mogadiscio era considerata troppo pericolosa. Attualmente il Governo risiede in Somalia, a Baidoa. In questa situazione, si è rafforzato il ruolo dei tribunali islamici la cui giurisdizione è stata estesa ai reati comuni, e le sentenze di queste corti sono difficilmente appellabili. Le Corti vengono viste da una parte sempre maggiore della popolazione come l'unica forza in grado di riportare un pò d'ordine dopo quindici anni di caos totale. Nel  giugno 2006, le corti islamiche che hanno preso il controllo di gran parte della capitale Mogadiscio e di Johar sconfiggendo i signori della guerra, hanno raggiunto un accordo a Khartoum, in Sudan, con il governo ad interim della Somalia per un reciproco riconoscimento. L’autoproclamata Repubblica del Somaliland è la sola parte del distrutto Stato somalo ad avere stabilito la pace, un governo e un sistema multipartitico. Le elezioni parlamentari si sono tenute nel settembre 2005 e la nuova repubblica è in attesa di essere riconosciuta a livello internazionale. Il Somaliland, il cui sistema giuridico è basato sul vecchio codice penale somalo, mantiene la pena di morte, sebbene gruppi locali a difesa dei diritti umani ne chiedano l’abolizione. Negli anni più recenti, molti condannati a morte sono stato giustiziati, mentre altri hanno visto le loro sentenze commutate grazie al pagamento del “prezzo del sangue” (diya) per via della applicazione della Sharia.
Almeno 10 persone, tra cui un minorenne, sono state giustiziate nel 1999 e almeno una nel 2001. Non esistono dati ufficiali ma, secondo Amnesty International, esecuzioni sarebbero avvenute in Somalia anche nel 2002. Nel 2003, sarebbero state effettuate 4 esecuzioni.
Secondo AI, almeno una esecuzione sarebbe avvenuta in Somalia nel 2004 e una nel 2005. Se ne sono registrate almeno sette nel 2006 e almeno 5 nel 2007. 
Il 18 dicembre 2008 la Somalia ha votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.



NOTIZIE

Esecuzioni extra-giudiziarie

1 luglio 2010: miliziani somali Al-Shabaab hanno giustiziato in pubblico un uomo accusato di aver insultato il profeta Maometto, rende noto il governatore della regione somala di Bakol, Sheik Adan Yare.
L’esecuzione di Muhammad Guul Hashim Idiris, cristiano convertito dall’Islam, sarebbe avvenuta nel distretto di Hudur, in un campo di calcio.
I miliziani Al-Shabaab hanno costretto ad assistere all’esecuzione centinaia di persone, inclusi bambini. (Fonti: Persecution.org, 07/07/2010)

14 giugno 2010: miliziani islamici hanno giustiziato in Somalia due persone che non avevano rispettato il divieto di guardare in Tv le partite del Mondiale di calcio.
I miliziani del gruppo Hizbul Islam – riporta l’agenzia Reuters – hanno fatto irruzione in diverse abitazioni del distretto di Afgoi, situato 19 miglia a sud della capitale somala Mogadiscio, arrestando decine di altre persone “colpevoli” di aver ignorato la proibizione.
Ali Yasin Gedi, vice-presidente dell’associazione per i diritti umani Elman, ha detto che “gli integralisti inaspettatamente sono entrati nelle abitazioni del distretto di Afgoi ed hanno aperto il fuoco sulle persone che cercavano di scavalcare i muri per fuggire”.
I gruppi islamisti hanno proibito ai somali di guardare in TV le partite del Mondiale, comportamento ritenuto “anti-islamico”. Secondo gli integralisti assistere alle partite distrarrebbe i somali dal proprio dovere di rovesciare il governo. (Fonti: The Australian, 16/06/2010)

6 aprile 2010: l’amministrazione islamica dei Mujahideen Harakat Al-shabab ha giustiziato in pubblico il combattente Muse Abdi Abud. L’uomo è stato giustiziato in un campo della regione di Shabelle, hanno detto i funzionari. Abud era stato condannato per l’omicidio di Ahmed Abdi Yusuf, avvenuto nel villaggio Balow nel sud della Somalia. (Fonti: AllAfrica.com, 06/04/2010)

16 gennaio 2010: un uomo è stato lapidato in Somalia da miliziani al Shabaab dopo essere stato riconosciuto colpevole dello stupro di una ragazza.
Si tratta di Hussein Ibrahim Mohamed, 26 anni, condannato a morte da un tribunale di Barwe e messo a morte nella stessa città.
Sono circa duecento le persone radunatesi presso un’area aperta nel centro cittadino per assistere all’esecuzione, tuttavia alcuni residenti hanno detto di essere stati costretti a farlo.
“Non era mia intenzione guardare uno spettacolo così cruento, ma mi è stato ordinato di farlo. Mi è dispiaciuto assistere all’uccisione di un giovane che conoscevo da più di dieci anni”, ha dichiarato un residente a condizione di mantenere l’anonimato. (Fonti: Mareeg.com, NewsBlaze , 17/01/2010)

9 gennaio 2010: la milizia pro-governo in Somalia ha giustiziato in pubblico un comandate del gruppo ribelle al Shabaab, nella regione centrale di Galagadud.
La milizia Ahlu Sunna Waljamaca aveva condannato l’uomo a morire tramite plotone dopo che si era rifiutato di ripudiare l’ideologia di al Shabaab. (Sources: Reuters, 10/01/2010)


Pena di morte per terrorismo

17 maggio 2010: militanti di al Shabaab hanno giustiziato un uomo a Mogadiscio, in Somalia, per spionaggio in favore del governo federale di transizione. Mohamed Hashi Siad, 34 anni, era stato condannato a morte dal giudice di al Shabaab, Sheikh Omar, in un tribunale ad hoc. L’uomo è stato processato, senza un avvocato, dopo essere stato catturato nel distretto di Mogadiscio Abdi Aziz. L’esecuzione è avvenuta nel distretto di Deynile. (Fonti: Mareeg.com, 17/05/2010)

14 aprile 2010: un tribunale di Somaliland, regione a nord della Somalia, ha condannato a morte tre persone non identificate per quattro attentati alle forze di sicurezza, hanno detto fonti del tribunale. Negli attentati, perpetrati tra novembre e gennaio, sono rimaste uccise cinque persone tra cui quattro ufficiali di polizia morti in un unico attentato a gennaio. (Fonti: Reuters, 14/04/2010)


Pena di morte per reati violenti

26 aprile 2010: militanti al-Shabab hanno giustiziato a Mogadiscio, in Somalia, un uomo accusato di omicidio.
Lo riferiscono diversi testimoni, secondo i quali centinaia di residenti hanno assistito alla fucilazione, effettuata da tre miliziani con il volto coperto.
Un testimone identificato come Abdulle Lugey ha detto che gli stessi miliziani hanno mozzato la mano ad un altro uomo accusato di furto, dopo che due infermiere gli avevano iniettato dell’anestetico. Subito dopo un’ambulanza ha portato di corsa l’uomo all’ospedale.
I miliziani hanno distribuito tra i presenti dei materassi, che il ladro avrebbe portato via da un camion.
Al-Shabab è nota per praticare amputazioni, lapidazioni e fustigazioni, come punizioni per certi reati. (Fonti: Canadian Press, 26/04/2010)

27 gennaio 2010: un tribunale di Bossasso, dello stato semi-autonomo del Puntland, in Somalia, ha condannato a morte Abdinasir Ahmad Ali Aware e Feisal Ali Hirad per l’omicidio del legislatore Mohammed Hassan Jibril e del giudice Sheikh Mohamed Abdi Aware. Quest’ultimo è stato ucciso l’11 novembre 2009 mentre Jibril lo scorso 19 gennaio. (Fonti: GaroweOnline.com, 27/01/2010)

24 gennaio 2010: il giudice Haji Ali Hasan della Corte Marziale del Governo Federale di Transizione della Somalia (TFG) ha annunciato che due soldati del governo sono stati condannati a morte per omicidio nella Regione di Banaadir. Abdirashid avrebbe ucciso suo zio, Haji Rooble Alasow, mentre non sono note le accuse contro l’altro condannato, Sidi Osman Hasan. (Fonti: BBC, 25/01/2010)

23 gennaio 2010: un tribunale dello stato semi-autonomo del Puntland, in Somalia, ha condannato a morte Abdi Fatah Ahmed Dahir Qodah per aver ucciso il parlamentare Abdullahi Ali Osman il 5 gennaio nella città commerciale di Bossasso, in Bari. Il pubblico ministero ha detto che il movente era quello di mettere a rischio la sicurezza della regione. (Fonti: Garowe Online, 23/01/2010)

21 gennaio 2010: un uomo è stato condannato a morte per omicidio nello stato semi-autonomo del Puntland, in Somalia.
Si tratta di Ahmed Said Jabril, riconosciuto colpevole dell’omicidio del padre, secondo quanto stabilito dal giudice Sheikh Abdirizak Haji Adan del tribunale di Bossasso, centro commerciale della regione di Bari. (Fonti: All Africa, 21/01/2010)


Pena di morte per cittadini all'estero

29 giugno 2010: un tribunale dello Yemen ha condannato a morte otto persone dopo averle riconosciute colpevoli di traffico di droga. La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa ufficiale Saba, secondo cui i condannati sono cinque cittadini yemeniti, un somalo, un tanzaniano ed un keniano. Avrebbero trafficato 1,7 tonnellate di droga. L’agenzia di stampa non precisa il tipo di sostanza trafficata. (Fonti: Reuters, 29/06/2010)

18 maggio 2010: un tribunale yemenita ha condannato a morte sei pirati somali per il dirottamento di una petroliera partita dal porto di Al-Mukalla e per l’uccisione di due uomini il 26 aprile 2009. Le forze yemenite hanno ripreso la nave il giorno seguente dopo a uno scontro a fuoco con i pirati. Gli imputati, di cui non è nota l’identità, hanno tra i 18 e i 47 anni e hanno chiesto di appellarsi alla sentenza. (Fonti: Agence France Presse, 18/05/2010)

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