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CINA - Mantenitore

Governo: Stato comunista
Stato dei diritti civili e politici: Non libero
Costituzione: 4 dicembre 1982, emendata più volte, l'ultima nel 2004.
Sistema Giuridico: basato sul diritto civile, di derivazione sovietica e ricavato dai principi legali del codice civile continentale
Sistema Legislativo: monocamerale, Congresso Nazionale del Popolo (Quanguo Renmin Daibiao Dahui)
Sistema Giudiziario: Corte Suprema del Popolo, giudici nominati dal Congresso Nazionale del Popolo; Corti locali del popolo e corti speciali del popolo
Religione: taoisti, buddisti, cristiana, 3-4%, mussulmani 1%. (ufficialmente atei)

Metodi di esecuzione: colpo di pistola o iniezione letale

Trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:
  • Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (solo firmato)
  • Convenzione sui Diritti del Fanciullo
  • Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti


SITUAZIONE

La Legge di Procedura Penale, che è stata riscritta ed è entrata in vigore nel gennaio 1997, ha “ridotto” a 69 il numero dei reati capitali, ma già due mesi dopo sono stati aggiunti emendamenti che ne hanno aumentato il numero.
La Cina prevede due tipi di sentenza capitale: l’esecuzione immediata e la condanna “con sospensione” della pena per due anni, che diventa definitiva qualora il condannato abbia commesso altri reati durante il periodo di sospensione.
Tra i reati capitali figurano reati non violenti come evasione delle tasse, traffico di droga, appropriazione indebita, falsificazione, frode, gioco d’azzardo, bigamia, gestione di un bordello, furto abituale, corruzione, disturbo della quiete pubblica, appropriazione indebita di fondi pubblici, contrabbando di sigarette, organizzazione di circoli pornografici, contrabbando di macchine, sfruttamento della prostituzione, speculazione, pubblicazione di materiale pornografico, furto o traffico di tesori nazionali, frode fiscale, vendita di false fatture, vendita delle pelli dei panda giganti, furto di mucche, cammelli e cavalli, vendita di falsi certificati di controllo nascite, vendita di falsi certificati di sterilità, vendita di denaro contraffatto e caccia al panda gigante e alla scimmia d’oro.
La Cina ha anche introdotto la pena di morte per la pirateria informatica e altri crimini legati a Internet.
In Cina è prevista la pena di morte per chiunque sia stato condannato per traffico di un quantitativo pari o superiore a 50 grammi di eroina
Secondo un documento legale rilasciato dalla Corte Suprema a gennaio 2007, una serie di casi di furto di gas e petrolio potrebbero concludersi con la pena di morte. Si tratta del primo documento che si occupa in maniera specifica di furto di petrolio e gas e di danni alle attrezzature, finalizzato a ridurre il tasso di reati industriali. Qualunque atto di furto di petrolio e gas che causi “conseguenze gravi” come la morte di più di una persone o il ferimento di almeno tre persone, e che causi un’esplosione, che porti una grave contaminazione o crei “pesanti perdite economiche” (oltre 64.000 dollari Usa), sarà condannato alla pena capitale.
Il 28 giugno 2007 un’altra direttiva della Corte Suprema ha stabilito che chiunque danneggi volontariamente i mezzi di telecomunicazione militari, rischia lunghe pene detentive o la pena di morte. La Corte ha stabilito che gli atti di vandalismo che ostacolano “importanti comunicazioni militari”, interferiscono con operazioni o causano perdite all’esercito, che abbiano come risultato la morte di più di tre persone, oltre 10 feriti o la perdita di più di un milione di yuan (128.200 U.S. dollari), possono essere puniti con pene che vanno dai dieci anni di carcere alla pena di morte. Le stesse pene sono previste per azioni che interferiscono nelle comunicazioni mentre le truppe conducono operazioni di soccorso o manovre militari, o che abbaino a che fare con emergenze, e che causino risultati “estremamente gravi”.
Il 21 agosto 2007 sempre la Corte Suprema ha dichiarato che la Cina potrà applicare la pena di morte a chi causerà danni agli impianti di energia elettrica causando conseguenze gravi. È prevista una condanna di 10 anni, ergastolo e pena di morte, per chi danneggia impianti elettrici causando conseguenze gravi che rientrino in quattro diverse tipologie: 1. la morte di una o più persone o il grave ferimento di almeno tre, o il ferimento minore di 10 o più persone; 2. un black-out di 6 o più ore che coinvolga 10.000 abitazione o la produzione industriale; 3. la diretta perdita economica di oltre 1 milione di yuan (131.000 dollari), e 4. altre gravi conseguenze che  compromettano la pubblica sicurezza.
Nonostante un positivo sviluppo registrato recentemente nella legge di procedura penale, nella pratica il sistema giudiziario penale cinese non è in condizione di garantire processi equi, imparziali e giusti. L'imputato di un reato capitale non ha pieno diritto all'assistenza legale immediata: ciò avviene, solitamente, al termine degli interrogatori condotti dalla polizia e anche in questo caso tale diritto viene spesso negato o limitato. È proprio durante i primi interrogatori che la persona arrestata viene torturata e costretta a “confessare” il reato e la “confessione” può così essere usata in tribunale e determinare la condanna a morte. Dal primo luglio 2006 le udienze dei processi capitali presso le Corti d’Appello si devono svolgere pubblicamente.
Le sentenze avvengono normalmente in campi sportivi o pubbliche piazze colmi di spettatori urlanti, con musica assordante, e sono eseguite con un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata al cuore oppure alla nuca con il condannato in ginocchio, le caviglie ammanettate e le mani legate dietro la schiena.
Nel 1997, la Cina ha introdotto il metodo dell’iniezione letale (applicata per la prima volta nello Yunnan) e, di recente, in molte Province sono state allestite delle unità mobili su dei furgoni da 24 posti, opportunamente modificati, che raggiungono il luogo dell’esecuzione. Il detenuto è assicurato con delle cinghie a un lettino di metallo posto sul retro del furgone. Una volta inserito l’ago, un poliziotto preme un bottone e automaticamente la sostanza letale viene iniettata nella vena. L’esecuzione può essere seguita su un monitor accanto al posto di guida ed eventualmente registrata. Le esecuzioni possono così effettuarsi in pochi minuti dopo l’emissione della condanna a morte, senza la necessità di trasferirsi in luoghi pubblici dove possono verificarsi tumulti.
Dagli attacchi dell'11 settembre 2001 contro gli USA, il governo cinese sta usando la lotta al terrorismo come pretesto per aumentare il pugno di ferro contro tutte le forme di dissenso politico o religioso nella regione. I sospetti separatisti o estremisti religiosi da anni rischiano detenzioni arbitrarie, l’isolamento, la tortura e, al termine di processi iniqui, il carcere o l'esecuzione. In particolare, la Cina fa passare la repressione dei Tibetani e degli Uiguri come lotta contro il terrorismo ed esercita pressioni su Paesi confinanti come il Kirghizistan, il Kazakistan, il Nepal e il Pakistan per costringerli a rimpatriare i militanti Uiguri.
Nel 2005, sono continuati in Cina gli attacchi, gli interrogatori, le incarcerazioni e i maltrattamenti fisici nei confronti di membri di movimenti religiosi o spirituali non autorizzati dallo Stato: congregazioni cattoliche e protestanti; musulmani uiguri; buddisti tibetani; Falun Gong o altri movimenti spirituali non ufficialmente registrati. Centinaia di luoghi di culto, moschee “clandestine”, templi, seminari, chiese cattoliche e chiese protestanti “domestiche”, sono stati chiusi dalla polizia e, in alcuni casi, demoliti. Centinaia di migliaia di praticanti del Falun Gong sono ancora costretti in prigione, nei campi di rieducazione e nei manicomi: centinaia di loro sono morti in carcere per le torture e i maltrattamenti subiti da quando la loro persecuzione è iniziata nel 1999.
Il 14 marzo 2005, il premier Wen Jiabao ha dichiarato che la Cina non ha intenzione di abolire la pena capitale, tuttavia sta attuando riforme affinchè venga usata con prudenza. “Considerata la situazione del nostro paese, non possiamo abolirla”, ha detto Wen, ma “stiamo istituendo un efficace sistema che consentirà di emettere condanne a morte con prudenza ed equità.”
I dat sulla pena di morte continuano ad essere in Cina un segreto di stato ma negli ultimi anni hanno iniziato a trapelare alcune notizie ufficiose dagli ambienti accademici, parlamentari e giudiziari.
Il 27 febbraio 2006, Liu Renwen, professore dell’Accademia delle Scienze Sociali cinese, ha ribadito che sono circa 8.000 le persone giustiziate ogni anno in Cina secondo stime che circolano in ambiente accademico.
Il 15 marzo 2007, Liu Jiachen, consigliere politico ed ex vice presidente della Corte Suprema del Popolo, ha dichiarato che il numero di condanne a morte emesse in Cina nel 2006 è il più basso degli ultimi dieci anni, senza però rivelarne il numero esatto.
Il 7 giugno 2007, John Kamm, fondatore della Fondazione Dui Hua, ha reso noto che le esecuzioni capitali in Cina sarebbero diminuite negli ultimi anni di almeno il 40% per un totale di circa 7.500 esecuzioni l’anno. Un effetto che dipenderebbe, secondo Kamm, dall’assegnazione avvenuta sei anni fa delle Olimpiadi del 2008 a Pechino.
L’8 giugno 2007, Ni Shouming, un portavoce della Corte Suprema, ha dichiarato che nei primi cinque mesi dell’anno, il numero di esecuzioni praticate in Cina è diminuito del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un effetto, ha spiegato il magistrato, legato prevalentemente alla riforma che restituisce alla Corte Suprema il potere esclusivo di rivedere e ratificare le condanne a morte che ha reso la stessa Corte ed i tribunali di grado inferiore più prudenti nell’emettere condanne capitali.
Per Chen Weidong, docente di diritto penale presso la Renmin University of China, le condanne a morte emesse nel 2007 sono destinate a diminuire del 20%.
Sono stime che confermano comunque la Cina come primo paese boia al mondo, un primato che molto probabilmente resterà imbattuto nella storia moderna della pena di morte e che, oltre a suscitare le critiche delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, ha iniziato a far riflettere le stesse autorità cinesi, tant’è che si sono iniziati a registrare alcuni progressi.
Il più significativo è sicuramente quello dell’approvazione il 31 ottobre 2006 di un emendamento che prevede che tutte le condanne a morte devono essere confermate dalla Corte Suprema, così come avveniva in Cina fino al 1983. La nuova disposizione, entrata in vigore il 1° gennaio 2007, è ritenuta una delle più importanti riforme degli ultimi vent’anni sulla pena di morte in Cina, e segna un’inversione rispetto alle campagne del “colpire duro” avviate negli anni 80.
Prima di questa riforma, una gran parte delle sentenze capitali erano approvate dalle Alte Corti delle Province, che sono 300 in tutto il paese, e solo i casi più importanti arrivavano alla Corte Suprema. La restituzione alla Corte Suprema di questo potere esclusivo, dovrebbe portare a una notevole riduzione del numero di esecuzioni praticate nel Paese.
Ma questa riforma, come pure la proposta di pene detentive più lunghe invece che la pena di morte da applicare in casi particolari, non interviene ancora sulle 'confessioni' estorte sotto tortura, l’accesso limitato ad avvocati di fiducia e le interferenze politiche nei processi giudiziari.
Nel 2007 e nei primi cinque mesi del 2008 si sono succedute notizie in base alle quali le condanne a morte emesse nel 2007 dai tribunali cinesi sarebbero diminuite rispetto all’anno precedente, fino al 30%. Il dato è emerso il 9 maggio 2008, nel corso di un forum svoltosi nella provincia cinese di Liaoning, che ha visto giuristi, ricercatori e magistrati di Cina e Gran Bretagna affrontare il tema della limitazione e dell’abolizione della pena di morte. Secondo Li Wuqing, giudice presso il 1° tribunale penale della Corte Suprema, la restituzione alla stessa Corte del potere esclusivo di approvare le condanne a morte ha portato i tribunali del paese a gestire i casi capitali in maniera più prudente. Per Wu Sheng, giudice del tribunale di Liaocheng, città nella provincia del Shandong, il numero di condanne a morte emesse nella città l’anno scorso è inferiore del 40% rispetto al 2006.
Secondo quanto riferito dal Beijing Morning Post l’8 marzo 2008, la stessa Corte Suprema cinese, l’unica a conoscere il numero esatto delle condanne a morte e delle esecuzioni, avrebbe comunicato di aver annullato il 15% delle condanne a morte emesse nel 2007 dai tribunali di grado inferiore. Il giudice della Corte Suprema Huang Ermei ha dichiarato al giornale che le condanne a morte sono state respinte “per le circostanze non chiare alla base del giudizio di colpevolezza, prove insufficienti, pena inappropriata, procedure illegali e altri motivi”. Pur riconoscendo il trend abolizionista sul piano internazionale – ha aggiunto Huang – in Cina non ci sono tuttavia le condizioni per l’abolizione della pena capitale.
Nessuno tocchi Caino stima che sia nel 2006 che nel 2007 siano state effettuate almeno 5.000 esecuzioni l'anno.
Il 18 dicembre 2008 la Cina ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.



NOTIZIE

23 luglio 2010: le autorità cinesi stanno esaminando l’ipotesi di ridurre il numero di reati punibili con la pena di morte, riporta il giornale cinese South Weekend.
In questo senso, il massimo organo legislativo dibatterà il mese prossimo una bozza di emendamento al codice penale.
Attualmente sono 68 i crimini che in Cina comportano la condanna a morte.
Il South Weekend cita un docente di diritto dell’Università di Pechino secondo cui questo numero di reati capitali non è necessario e danneggia l’immagine del Paese.
L’articolo del giornale è stato pubblicato su numerosi media online cinesi.
Il South Weekend, giornale “liberal” con sede a Guangzhou, scrive che la bozza di emendamento sarà discussa dal Comitato Permanente del Congresso Nazionale del Popolo.
Il giornale suggerisce, tra l’altro, che la pena di morte sia “inadatta” alle persone anziane. (Fonti: BBC, 23/07/2010)

8 giugno 2010: i tribunali cinesi devono applicare gli standard più stringenti nella verifica di prove e circostanze, nei casi che si possono concludere con condanne capitali, ha dichiarato il vice-presidente della Corte Suprema del Popolo, Zhang Jun.
Il personale giudiziario – ha detto Zhang - deve presentare fatti e prove solide, senza lasciare nulla al caso, prima di giungere al verdetto.
Zhang ha espresso le proprie raccomandazioni nel corso di una teleconferenza a livello nazionale, aggiungendo che il personale giudiziario nel corso dei processi non deve ammettere evidenze inattendibili, abbracciando invece i principi di equità e giustizia. (Fonti: Xinhua, 08/06/2010)

29 marzo 2010: Amnesty International ha esortato la Cina a rendere pubblico il numero dei prigionieri giustiziati. Amnesty ha dichiarato che “fonti degli anni precedenti e un numero di fonti recenti segnalano una cifra ancora intorno alle migliaia”. “Le autorità cinesi sostengono che vi siano meno esecuzioni”, ha spiegato Claudio Cordone, segretario generale ad interim di Amnesty. “Se ciò fosse vero, perché non rivelare a tutto il mondo il numero esatto delle esecuzioni?”. (Fonti: BBC, 29/03/2010)

7 marzo 2010: sono 198 le persone finora condannate in Cina in relazione alle violenze etniche verificatesi nella regione dello Xinjiang lo scorso luglio, ha dichiarato il capo del governo locale, Nur Berkri.
“Indagini, imputazioni e processi sono ancora in corso e la cifra finale delle persone condannate è destinata a crescere”, ha aggiunto, precisando che le condanne sono state emesse in 97 casi distinti.
Berkri ha rifiutato di chiarire quanti siano gli imputati condannati a morte o giustiziati, tuttavia in base alla stampa ufficiale sono 26 le persone finora condannate a morte e almeno nove quelle già giustiziate, per la maggior parte di etnia uigura, a giudicare dai loro nomi.
Berkri ha addebitato la responsabilità degli scontri di luglio a terroristi, separatisti ed estremisti religiosi, negando che le violenze siano legate alle politiche di sviluppo imposte dalle autorità cinesi nella regione.
“Ci sono dei secessionisti – ha detto - che non accettano di vedere persone di tutti i gruppi etnici vivere felicemente sotto la guida del Partito Comunista cinese”. “Faranno qualsiasi cosa per sabotare le relazioni tra etnie diverse, stravolgere la storia dello Xinjiang e propagandare le loro idee secessioniste…ma qualunque sarà il metodo usato sono destinati al fallimento”. (Fonti: Afp, 07/03/2010)

27 febbraio 2010: tre condannati a morte in Cina sono in uno sciopero della fame dal 23 febbraio. I tre hanno detto che non ci sono prove contro di loro e che le loro confessioni sono state estorte sotto tortura. Fang Chunping, Huang Zhiqiang e Cheng Fagen sono stati condannati a morte a luglio 2003 per ‘omicidio, rapina e stupro’. (Fonti: Asianews.it, 27/02/2010)

9 febbraio 2010: la Corte Suprema del Popolo cinese ha diramato le linee guida sull'utilizzo della pena di morte nel paese, chiedendo ai tribunali che la sua applicazione venga limitata in accordo con una politica di 'giustizia temperata con la misericordia'. Lo scrive l'agenzia Nuova Cina.
Le linee guida sottolineano come la pena di morte dovrebbe essere data solo a coloro che hanno commesso crimini 'estremamente gravi' e contro i quali ci siano ampie e valide prove.
Queste nuove linee guida rispecchiano il principio della "giustizia con misericordia" gia' presente in un documento approvato nel 2006 dal 16/o Comitato Centrale del Partito Comunista cinese.
In base a questo principio i tribunali devono comminare sia pene dure che lievi, sulla base della gravità del crimine considerato. Secondo le linee guida, i crimini che riguardano funzionari che sfruttano le proprie posizioni per trarne vantaggio o relativi ad organizzazioni mafiose dovrebbero essere puniti 'con severita'', trattamento da riservare anche ai recidivi. Minori e anziani che commettono reati devono invece essere puniti con clemenza. Severita' e' richiesta anche contro omicidi e rapine, per i quali la commutazione della pena capitale in pene minori deve essere limitata fortemente. (Fonti: ANSA, Xinhuanet.com, 09/02/2010)

26 gennaio 2010: l’iniezione letale sostituirà il colpo di pistola come metodo d’esecuzione a Pechino, in Cina, ora che i boia del Tribunale Intermedio del Popolo di Pechino hanno terminato la loro formazione, ha riportato il Beijing Youth Daily. (Fonti: China Daily, 26/01/2010)


Pena di morte per reati economici o finanziari

23 luglio 2010: Chen Shaoji, ex consigliere politico di alto grado della provincia meridionale cinese di Guangdong, è stato condannato a morte, con due anni di sospensione, per corruzione, dal tribunale intermedio n.1 del popolo di Chongqing. La corte ha ordinato anche la confisca di tutti i suoi beni. (Fonti: Global Times, 23/07/2010)

16 luglio 2010: un uomo è stato giustiziato nella Cina orientale per aver illegalmente fabbricato e venduto armi da fuoco.
Wu Zhiqiao era stato condannato a morte dal Tribunale Intermedio del Popolo il 22 aprile 2009, con sentenza poi confermata dalla Corte Suprema del Popolo cinese.
Originario della provincia di Guizhou, l’uomo era stato arrestato nel novembre 2007 per aver venduto più di 50 armi da fuoco e 200 proiettili. Al momento dell’arresto era stato trovato in possesso di 40 pezzi e 160 caricatori. (Fonti: Indo-Asian News Service, 17/07/2010)

21 maggio 2010: la più alta corte municipale di Chongqing, nel sud della Cina, ha confermato la condanna a morte per l’ex capo della polizia, Wen Qiang, 55 anni, per aver preso bustarelle da leader di bande criminali locali mentre era direttore dell’Ufficio Giudiziario Municipale di Chongqing. La notizia è stata riportata dal sito web del tribunale. Wen era stato condannato a morte lo scorso aprile. (Fonti: Business Week, 21/05/2010)

20 maggio 2010: un ex alto funzionario del Ministero del Commercio cinese è stato condannato a morte con due anni di sospensione per guadagni illeciti, tra cui l’aver preso bustarelle dal gigante dell’elettronica GOME, hanno detto media di stato. Un tribunale di Pechino ha condannato Guo Jingyi, 44 anni, per aver preso bustarelle per 8,45 milioni di yuan (1,24 milioni di dollari) mentre lavorava per il ministero e il dipartimento legale, ha riportato il Legal Evening News. (Fonti: Agence France Presse, 20/05/2010)

13 maggio 2010: un ex alto funzionario giudiziario cinese, Wen Qiang, 54 anni, si è appellato contro la sua condanna a morte emessa dall’Alta Corte del Popolo di Chongqing, nel sud-ovest della Cina. Wen era stato condannato a morte ad aprile dal tribunale intermedio del popolo n. 5 di Chongqing per una serie di reati tra cui aver fornito protezione al crimine organizzato, corruzione e stupro. (Fonti: Global Times, 13/05/2010)

15 aprile 2010: Wang Yi, 54 anni, ex vicepresidente della Banca dello Sviluppo in Cina, è stato condannato a morte con due anni di sospensione per aver ricevuto tangenti per un totale di 11,96 milioni di yuan (circa 1,76 milioni di dollari) dal novembre 1999 al febbraio 2008. È stato inoltre privato dei diritti politici a vita e gli sono stati confiscati tutti i suoi beni, secondo il Tribunale Intermedio del Popolo n. 1. (Fonti: China Daily, 15/04/2010)

14 aprile 2010: l’ex capo della polizia Wen Qiang, 55 anni, è stato condannato a morte in Cina per aver ricevuto tangenti per oltre 2,4 milioni di dollari, da un gruppo criminale che proteggeva come direttore dell’Ufficio Giudiziario Municipale di Chongqing, ha riportato l’agenzia di stampa statale Xinhua. (Fonti: New York Times, 14/04/2010)

26 marzo 2010: nella provincia cinese di Hunan, il funzionario governativo Li Shubiao, 46 anni, è stato giustiziato per corruzione e peculato. Shubiao si sarebbe appropriato di 120 milioni di yuan di fondi pubblici, pari a 18 milioni di dollari americani. Anche i beni personali di Li sono stati confiscati. (Fonti: China Daily, 26/03/2010)

26 marzo 2010: l’Alta Corte del Popolo della provincia sud-occidentale cinese del Guizhou ha confermato la condanna a morte con due anni di sospensione per Qiao Hong, direttore generale della ex fabbrica di liquori Kweichow Moutai. Qiao, 56 anni, a gennaio era stato riconosciuto colpevole dal Tribunale Intermedio del Popolo della città di Zunyi di aver accettato tangenti tra il 2000 e il 2007. (Fonti: China Daily, 26/03/2010)

12 marzo 2010: il tribunale intermedio del popolo di Bengbu, nella provincia orientale cinese di Anhui, ha condannato a morte, con due anni di sospensione, un funzionario governativo, Wang Haifeng, 56 anni. L’uomo è stato giudicato colpevole di aver accettato tangenti per 15 milioni di yuan, tra il 1997 e il 2008. Haifeng è stato anche privato a vita dei suoi diritti politici e tutti i beni personali gli sono stati confiscati. (Fonti: Arab News, 12/03/2010)

9 febbraio 2010: Sun Shanwu, 63 anni, ex vice presidente del comitato CPPCC della provincia di Henan, in Cina, è stato condannato a morte con due anni di sospensione. Il Tribunale Intermedio del Popolo di Weifang, nella provincia di Shandong, ha giudicato Sun colpevole di aver accettato tangenti per oltre 9,1 milioni di yuan tra il 2002 e il 2006. (Fonti: BBC, 10/02/2010)

8 febbraio 2010: un dirigente locale del partito comunista è stato condannato a morte nella provincia cinese dell’Anhui per aver accettato tangenti ed aver “incastrato” un testimone che l’aveva accusato.
Si tratta di Zhang Zhi'an, ex capo del partito nel distretto Yingquan della città di Fuyang, condannato a morte con pena sospesa per due anni dal Tribunale Intermedio del Popolo di Wuhu, città della provincia di Anhui.
Zhang è inoltre stato privato a vita dei diritti politici e tutte le sue proprietà personali sono state confiscate. Non è chiaro se l’uomo presenterà o meno appello. (Fonti: English.People.com, 08/02/2010)

15 gennaio 2010: Qiao Hong, 56 anni, ex direttore generale della Moutai, è stato condannato a morte, con sospensione di due anni, per corruzione e tangenti. Il tribunale intermedio del popolo della città di Zunyi, a sud-ovest della Cina, nella provincia di Guizhou, ha privato Qiao dei suoi diritti politici a vita e ha ordinato la confisca dei beni. (Fonti: Chinaview.cn, 15/01/2010)


Pena di morte per reati di droga

23 giugno 2010: due uomini sono stati giustiziati nella provincia sud-orientale cinese di Fujian dopo essere stati riconosciuti colpevoli di traffico di droga. La notizia è stata diffusa dal Tribunale Intermedio del Popolo di Zhangzhou, che identifica i giustiziati come Chen Mingxiong e Jian Zhicheng.
Accusati del traffico di 12,242 kg di eroina verso Taiwan, i due erano stati arrestati nell’ottobre 2007 e condannati a morte da un tribunale di Zhangzhou, con sentenza confermata in appello.
Le condanne a morte erano state infine approvate dalla Corte Suprema cinese. (Fonti: BBC, 26/06/2010)

23 giugno 2010: sei uomini sono stati giustiziati per traffico di droga in Cina, nella provincia del Fujian, alla Vigilia della Giornata Internazionale Contro l’Abuso di Droga e il Traffico Illecito.
I primi tre - Zhang Jinxuan, Li Weiliang, e Dong Yunshi – erano stati condannati a morte nel giugno 2009 dal Tribunale Intermedio del Popolo di Putian, città in cui sono stati giustiziati.
Lu Jianjun, Shi Zhongping e Li Dezhong sono stati invece messi a morte a Quanzhou.
Lu e Shi erano stati riconosciuti colpevoli nel 2008 di aver confezionato e venduto eroina dal 2006 al 2007.
Li era stato condannato alla pena capitale nell’agosto 2009 per la vendita di 25 kg di chetamine. (Fonti: Xinhua, 23/06/2010)

12 maggio 2010: due persone sono state condannate a morte per traffico di droga in Cina, nella provincia orientale di Zhejiang, rendono noto fonti giudiziarie, secondo cui i due avrebbero trafficato ingenti quantità di metanfetamine note come “ice”.
La Corte Intermedia del Popolo di Wenzhou, nella provincia dello Zhejiang, ha condannato a morte Hu Zhongyi, originario della città, per il traffico di 3 kg di metanfetamine tra gennaio e aprile 2009.
Wu Yiwei, originario sempre di Wenzhou, è stato condannato a morte per il traffico di 1,4 kg di metanfetamine e per il possesso di un altro chilo.
Nello stesso caso, altre otto persone sono state condannate a morte con sospensione della pena, condannate all’ergastolo od a lunghe pene detentive. (Fonti: Xinhua, 12/05/2010)

23 aprile 2010: due leader di una banda criminale della provincia settentrionale cinese di Henan sono stati condannati a morte per traffico di droga attraverso malati di Aids. (Fonti: Shanghai Daily, 23/04/2010)

9 aprile 2010: un tribunale cinese ha confermato la condanna a morte di una donna sudafricana, Janice Bronwyn Linden, 35 anni, per spaccio di droga, ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. La polizia ha trovato tre kg di metamfetamina nascosta nel bagaglio della donna all’Aeroporto internazionale di Guangzhou Baiyun nel novembre 2008.
Nel respingere l’appello, l’Alta Corte provinciale del Guangdong ha stabilito che la Linden non meriti alcuna clemenza. Spetta ora alla Corte Suprema cinese l’ultima parola sulla sua condanna capitale. (Fonti: RTTnews.com, Bbc, 09/04/2010)

9 aprile 2010: tre cittadini giapponesi sono stati giustiziati in Cina, nella provincia nord-orientale di Liaoning, per traffico di droga. L’annuncio è stato dato dalla Corte Suprema del Popolo cinese, che identifica i tre giustiziati come Teruo Takeda, 67 anni, Hironori Ukai, 48, e Katsuo Mori, 67.
Secondo l’accusa, Takeda avrebbe comprato circa 5 kg di metanfetamine nel giugno 2003 in Cina, incaricando i due connazionali di portare la droga fuori dal Paese.
Takeda era stato arrestato nel giugno 2004 per il traffico di più di 2,9 kg di droghe stimolanti.
Ukai era stato arrestato nel settembre 2003 presso l’aeroporto di Dalian, mentre cercava di superare un controllo con 1,5 kg di droga nascosti sotto i vestiti.
L’ultimo, Mori, era stato arrestato mentre cercava di imbarcarsi su un aereo in partenza da Shenyang verso il Giappone, con 1,25 kg di droga, nel luglio 2003. (Fonti: Times of India, 09/04/2010)

6 aprile 2010: il cittadino giapponese, Mitsunobu Akano, è stato giustiziato nella provincia cinese Liaoning per traffico di droga, ha reso noto la Corte Suprema del Popolo cinese. Non sono stati resi noti altri dettagli. L’agenzia di stampa giapponese Kyodo ha detto che Akano era stato condannato nel 2008 per tentato spaccio di 2,5 kg di droga dalla Cina al Giappone nel 2006. (Fonti: Associated Press, 08/04/2010)

2 aprile 2010: la Cina ha informato il Ministro degli Esteri giapponese, Katsuya Okada, che presto giustizierà tre cittadini giapponesi condannati per traffico di droga. Secondo il Ministero, Teruo Takeda, 67 anni, Hironori Ukai, 48, e Katsuo Mori, 67, verranno giustiziati a Pechino entro sette giorni. (Fonti: Japan Times, 03/04/2010)

1 aprile 2010: cinque persone sono state giustiziate in Cina per reati di droga. Non sono noti ulteriori dettagli. (Fonti: http://www.capitalpunishmentuk.org/april10.html)

30 marzo 2010: fonti governative giapponesi hanno reso noto che Pechino avrebbe comunicato che giustizierà un cittadino giapponese al massimo entro il prossimo lunedì. L’uomo era stato arrestato a settembre 2006 mentre tentava di contrabbandare 2,5 kg di droga dall’aeroporto di Dalian in Giappone. (Fonti: BeforeItsNews.com, 30/03/2010)

9 marzo 2010: un cittadino nigeriano è stato condannato a morte in Cina dopo essere stato riconosciuto colpevole di traffico di droga.
La condanna contro Osonwa Okey Noberts, 37 anni, è stata emessa dall’Alta Corte del Popolo della provincia di Guandong, secondo cui l’imputato avrebbe venduto 5,9781 kg di eroina a dei trafficanti cinesi nel distretto Baiyun del capoluogo provinciale Guangzhou, tra febbraio e aprile 2008.
Nello stesso caso Zhang Dongxiang, 27enne fidanzata cinese di Noberts, ed altri due cinesi, Wu Xianjun e Jiang Xuzhi, sono stati condannati a morte con pena sospesa per due anni.
La condanna capitale del nigeriano sarà ora esaminata dalla Corte Suprema del Popolo.
In base al codice penale cinese, il traffico di più di 50 gr di eroina può essere punito con la morte. (Fonti: China Daily, 11/03/2010)

6 gennaio 2010: il sito web della televisione iraniana ha reso noto che dieci cittadini iraniani sono stati condannati a morte in Cina per spaccio di droga e che saranno giustiziati nei prossimi giorni. (Fonti: Day.Az, 06/01/2010)


Commutazione di condanne a morte

17 marzo 2010: la Cina ha commutato in ergastolo la condanna a morte di un cittadino malesiano, Umi Azlim Mohamad Lazim, 26 anni, giudicato colpevole di traffico di droga. La donna era stata arrestata a Shantou nel 2007 con 2 kg. di eroina. Attualmente è detenuta nel carcere di Guanzhou. (Fonti: New Straits Times, 17/03/2010)


Pena di morte per stupro

7 luglio 2010: Wen Qiang, ex capo della magistratura della provincia del Chongqing, in Cina, è stato giustiziato. L’uomo era stato condannato a morte nell’aprile scorso con l’accusa di stupro e di aver accettato tangenti per coprire bande criminali. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Xinhua, la Corte Suprema del popolo aveva confermato la condanna a maggio. (Fonti: aljazeera.net, 07/07/2010)

21 gennaio 2010: Jiang Yongsheng è stato giustiziato in Cina per diversi stupri. Non sono noti ulteriori dettagli. (Fonti: http://www.capitalpunishmentuk.org)


Pena di morte per reati non violenti

14 maggio 2010: quattro persone sono state condannate a morte in Cina per aver rubato oggetti da tombe antiche, nella provincia dello Hunan.
I quattro “tombaroli”, identificati come Lin Xisheng, Liu Shengli, Long Shouyun e Liu Zhihua, avrebbero rubato più di 200 oggetti, 11 dei quali classificati al più alto livello di protezione. Le condanne capitali sono state emesse dal Tribunale Intermedio di Changsha, capoluogo provinciale, che ha sospeso per due anni la pena di Liu Zhihua.
Secondo l’accusa, gli imputati farebbero parte di una banda autrice di furti ai danni di dodici tombe presso Changsha, dall’aprile 2008 a gennaio 2009.
Nello stesso processo, gli altri 23 membri dell’organizzazione sono stati condannati a pene detentive comprese tra 13 anni e l’ergastolo.
“La polizia ha recuperato tutti i reperti sottratti dalla banda”, ha dichiarato Wang Lifu, investigatore, aggiungendo che uno degli oggetti rubati, un sigillo di un Re di Changsha, proveniente da una tomba della Dinastia Han Occidentale (206 A.C.- 25 D.C.), godeva di una protezione statale di prima classe.
I 27 imputati provengono da diverse provincie, comprese quelle di Hunan, Shandong, Jiangxi, Shanxi e Gansu. Per effettuare sondaggi e scavi utilizzavano sofisticate attrezzature, oltre ad esplosivi.
“ Stiamo parlando del più grosso caso di furti nelle tombe mai registratosi nello Hunan," ha concluso Wang. (Fonti: Xinhua, 14/05/2010)


Legislazione

30 maggio 2010: in Cina le prove ottenute illegalmente – ad esempio usando mezzi di tortura durante un interrogatorio – non possono essere usate, soprattutto nei processi che possono concludersi con la condanna a morte dell’imputato. E’ quanto stabilito da due nuovi regolamenti, in base ai quali la condanna capitale può essere pronunciata solo dopo aver acquisito prove sufficienti di colpevolezza, in modo legale.
Il primo dei due regolamenti riguarda principi e regole per valutare evidenze nei casi capitali, l’altro dispone dettagliate procedure per escludere evidenze ottenute illegalmente.
Sono stati emessi congiuntamente dalla Corte Suprema, dalla Procura Suprema e dai ministeri di Pubblica sicurezza, sicurezza di Stato e Giustizia, e rappresentano le prime regole specifiche in Cina su raccolta di prove e relativa revisione nei casi penali.
Secondo gli esperti la loro applicazione servirà a ridurre sensibilmente le condanne a morte e le confessioni forzate.
I regolamenti stabiliscono con chiarezza che le prove di origine incerta, le confessioni ottenute per mezzo della tortura o testimonianze ottenute con la violenza e intimidazioni non sono valide, particolarmente nei casi capitali, oltre a fornire la definizione di prova illegale.
Lu Guanglun, giudice della Corte Suprema del Popolo, ha detto che disposizioni del genere non esistono nel Codice di Procedura Penale e nelle sue interpretazioni giuridiche.
“Questa è la prima volta che una legge chiara ed esplicita stabilisce che le prove ottenute con mezzi
illegali è non solo illegittima, ma anche inutile”, osserva Zhao Bingzhi, rettore della facoltà di Diritto dell’Università di Pechino.
“Fino ad ora in molti casi prove raccolte in questo modo erano di fatto considerate valide. Si tratta di un importante passo in avanti, sia per il nostro sistema legale sia per la tutela dei diritti umani. Servirà a ridurre il numero delle esecuzioni”.
Zhao ha detto che le nuove regole aiuteranno a cambiare la mentalità degli operatori giudiziari ed a ridurre le torture negli interrogatori, una delle cause di sentenze sbagliate.
Il tema delle sentenze sbagliate e delle incarcerazioni ingiuste è tornato prepotentemente alla ribalta con il caso di Zhao Zuohai, rimasto in carcere per 11 anni accusato di aver ucciso un uomo che invece lo scorso 30 aprile è tornato improvvisamente a casa. Zhao ha poi raccontato di essere stato torturato in carcere e costretto a confessare un omicidio mai commesso. Tre ex poliziotti sono stati arrestati con l’accusa di aver torturato l’uomo.
“Casi come questo minano seriamente l’immagine del sistema giudiziario e la fiducia del popolo nei confronti del governo” ha detto Bian Jianlin, professore all’Università cinese di Scienze Politiche e Diritto. Nel 2008 la Suprema Corte ha fatto sapere che almeno il 15% delle sentenze di morte pronunciate dai tribunali cinesi nel 2007 si sono poi rivelate infondate. (Fonti: China Daily, 31/05/2010)


Pena di morte per reati violenti

21 luglio 2010: il tribunale intermedio del popolo di Tongren, in Cina, ha condannato a morte He Shengkai, 30 anni, per omicidio, nella Provincia sud-occidentale di Guizhou. Shengkai pensava di essere stato ingiustamente condannato nel 2005 e per questo il 14 settembre 2009 aveva accoltellato quattro funzionari del tribunale, uccidendone uno. La corte lo ha privato dei diritti politici a vita. (Fonti: Shanghai Daily, 22/07/2010)

14 luglio 2010: l’Alta Corte proviciale di Heilongjiang, in Cina, ha confermato la condanna a morte per Wang Wenxiang, fondatore e presidente del Gruppo Xinheng, per aver assoldato due killer per uccidere un suo ex partner in affari, Zhong Yishi, il 18 luglio 2009. Bai Peng e Yu Yi erano stati catturati grazie a un video in cui si vedevano strangolare Yishi in un parcheggio sotterraneo. (Fonti: Beijing News, 14/07/2010)

9 luglio 2010: il tribunale Intermedio del Popolo di Foshan, nella provincia del Guangdong nella Cina meridionale, ha respinto l’appello presentato da Cheng Ruilong, 37 anni, contro la sua condanna a morte. L’uomo era stato giudicato colpevole di stupro e rapina, oltre che dell’uccisione di 11 persone a sud e ad ovest della Cina tra maggio 1996 e gennaio 2005. (Fonti: CRIenglish.com, 12/07/2010)

28 giugno 2010: in Cina, un venditore di prodotti alimentari non autorizzato presenterà appello contro la condanna a morte inflittagli per l’omicidio di due agenti della sicurezza locali. Tuttavia, la moglie e l’avvocato affermano che Xia Junfeng, 34 anni e originario di Shenyang nel nord della Cina, stava tentando di difendersi dalle percosse e dai calci degli agenti. (Fonti: Guardian.co.uk, 28/06/2010)

14 giugno 2010: due uomini sono stati condannati a morte in Cina, nella provincia nord-orientale di Heilongjiang. Bai Yuku e Xu Guangdong sono stati giudicati per l’omicidio di un funzionario dei trasporti, Li Xingguang, ucciso il 17 agosto 2009, hanno riportato funzionari del tribunale. Il predecessore di Li è stato giudicato colpevole di aver pagato Xu 260.000 yuan per uccidere Li. (Fonti: BBC, 14/06/2010)

11 giugno 2010: il tribunale intermedio del popolo di Zhanjiang, a Guangdong, in Cina, ha condannato a morte l’ex insegnante Chen Kangbing, 33 anni, per un aggressione con un coltello nella scuola elementare della città di Leizhou, nel sud della Cina, avvenuta ad aprile. Benché non ci siano stati morti, 16 alunni e un maestro sono rimasti feriti, ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Secondo quanto riportato, Chen soffrrima di una malattia mentale. (Fonti: Associated Press, 12/06/2010)

11 giugno 2010: Zhou Yezhong, 36 anni, accusato di aver pugnalato a morte otto persone, tra cui 3 membri di una stessa famiglia, l’8 maggio 2010, è stato condannato a morte da un tribunale della provincia orientale cinese di Jiangxi. Zhou è stato processato, in primo grado, per omicidio premeditato, dal tribunale intermedio del popolo della città di Ji'an, nella provincia di Jiangxi, ha riportato Long Xiaomao portavoce del tribunale. (Fonti: DNAIndia.com, 14/06/2010)

27 maggio 2010: un tribunale nella provincia sudoccidentale dello Yunnan, in Cina, ha condannato a morte, con due anni di sospensione, due persone per avere spinto un uomo malato di mente nel pozzo di una miniera di carbone e, in seguito, avere sostenuto che i membri della famiglia della vittima avessero richiesto di uccidere la vittima in cambio di un compenso. La dichiarazione non spiegherebbe come gli accusati avrebbero incontrato la vittima, Cai Qianwen. Nel documento si legge che i due uomini avrebbero detto a Cai di volerlo aiutare a trovare un lavoro e una moglie. (Fonti: CTV.ca, 27/05/2010)

27 maggio 2010: il Tribunale Intermedio del Popolo di Taizhou, nella provincia di Jiangsu, in Cina, ha confermato la condanna a morte, emessa il 15 maggio 2010, per Xu Yuyuan, 47 anni. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di aver attaccato e ferito i bambini e le maestre (complessivamente 32 persone) in un asilo nella città di Taixing, il 29 aprile 2010. (Fonti: Xinhua, 27/05/2010)

25 maggio 2010: la più alta corte municipale di Chongqing, in Cina, ha confermato la condanna a morte per Chen Mingliang per aver capeggiato un giro mafioso di prostituzione, traffico di droga, gioco d’azzardo, sequestro e altri crimini. Chen, 52 anni, era stato condannato a morte il 3 febbraio 2010 dal terzo tribunale intermedio del popolo di Chongqing. (Fonti: Xinhua, 25/05/2010)

18 maggio 2010: l’idraulico Ren Wenli, 41 anni, del distretto cinese di Shijingshan, è stato giustiziato per l’omicidio e lo smembramento della sua ex-moglie Liu. Ren avrebbe strangolato la donna nel sonno il 5 marzo 2009 dopo che lei si era rifiutata di dargli del denaro. Il tribunale intermedio n. 1 del popolo di Pechino aveva anche ordinato a Ren di pagare 690.000 yuan alla famiglia di Liu come risarcimento. (Fonti: Asiaone.com, 19/05/2010)

17 maggio 2010: l’Alta Corte municipale di Chongqing, in Cina, ha ascoltato gli appelli del presunto boss criminale Fan Qihang e dell’affiliato alla sua banda, Wu Chuanjiang, contro le condanne a morte. I due uomini erano stati condannati il 10 febbraio, dalla stessa corte, per l’omicidio di un uomo avvenuto il 3 giugno 2009 a Chongqing. (Fonti: Xinhua, 17/05/2010)

15 maggio 2010: un tribunale della Cina orientale ha condannato a morte Xu Yuyuan per aver accoltellato 29 bambini e tre adulti con un coltello da macellaio, in un asilo nido della città di Taixing il 29 aprile 2010. Xu, disoccupato da 9 anni, ha detto alla corte di aver agito per rabbia contro la società e si è appellato contro la condanna a morte dicendo che nessuno è rimasto ucciso. (Fonti: Agence France Presse, 15/05/2010)

5 maggio 2010: un uomo è stato condannato a morte, in Cina, per aver preso otto persone in ostaggio in un ospedale e per aver ucciso il fratello della sua ex moglie. Il tribunale intermedio del popolo della città di Fuzhou, nella provincia di Fujian, ha giudicato colpevole Zeng Jianfeng del presunto omicidio di Zhan Kuanlin avvenuto il 5 aprile. Zeng è stato privato di tutti i diritti politici a vita e tutti i suoi beni sono stati confiscati. È stato giudicato colpevole anche di sequestro di persona, rapina, e di aver intenzionalmente ferito delle persone. (Fonti: Xinhua, 05/05/2010)

28 aprile 2010: un ex medico pubblico, Zheng Minsheng, 42 anni, è stato giustiziano con un colpo di pistola a Nanping, in Cina. L’uomo era stato condannato per aver ucciso otto bambini in una scuola elementare. Secondo la polizia l’uomo avrebbe ucciso sulla scia della rabbia dovuta alla rottura con la sua fidanzata. Zheng era stato condannato l’8 aprile e il suo appello era stato respinto. (Fonti: BBC, 28/04/2010)

23 aprile 2010: un lavoratore migrante di un cantiere, di cognome Yu, è stato condannato a morte dal Tribunale Intermedio del Popolo di Xiamen, per rapina e omicidio di una prostituta, Ah Zhu. Yu avrebbe pugnalato Zhu con un coltello da frutta più di dieci volte, il 15 luglio 2009 nel villaggio Hongdaitou. (Fonti: WhatsonXiamen.com, 23/04/2010)

20 aprile 2010: l’Alta Corte provinciale di Fujian, in Cina, ha condannato a morte un ex medico, Zheng Minsheng, per aver pugnalato otto bambini, fuori la scuola il 23 marzo 2010, in un attacco di rabbia in seguito alla rottura con la sua fidanzata. “I fatti, nel verdetto originario, erano chiari, le prove abbondanti e attendibili, e la condanna era appropriata,” ha detto la corte. (Fonti: Agence France Presse, 20/04/2010)

16 aprile 2010: un tribunale di primo grado dell’Hubei, provincia della Cina centrale, ha condannato a morte una donna per il traffico di più di 40 bambini.
Nello stesso caso altre due persone sono state condannate all’ergastolo. In base al comunicato del Tribunale Intermedio Ferroviario e dei Trasporti di Wuhan, capoluogo dell’Hubei, i 23 membri della banda sono stati riconosciuti colpevoli di aver comprato 49 bambini nella contea di Shizong, nella provincia dello Yunnan, e di averli venduti a persone della contea di Shexian, nella provincia settentrionale dell’Hebei.
L’organizzazione di trafficanti, sgominata tra maggio e giugno dell’anno scorso, avrebbero ricavato dalla vendita di ogni bambino fino a 40.000 yuan (5.860 dollari) e fino a 20.000 per ciascuna bambina, tra marzo 2005 e luglio 2009. La donna ritenuta a capo della banda, identificata come Yu Lixiang, è stata condannata a morte per il traffico di 33 bambini e per aver causato la morte di uno di essi, mentre i due condannati all’ergastolo sono Du Minghua e Yu Xiaofen, sorella della capobanda.
Gli altri 20 imputati sono stati condannati a pene detentive comprese tra due e 15 anni.
I Tribunale Ferroviari e dei Trasporti si occupano in Cina di casi penali legati alle ferrovie e al trasporto in genere. (Fonti: Xinhua, 19/04/2010)

2 aprile 2010: il tribunale intermedio del popolo n. 2 di Shanghai, in Cina, ha condannato a morte, con due anni di sospensione, Mao Xingguo, 65 anni, per aver accoltellato e strangolato la madre adottiva, Liu Wenmei, 88 anni, il 27 aprile. La sospensione di due anni è stata concessa perché l’omicidio è avvenuto nel corso di una lite e perché Mao si è costituito alla polizia. (Fonti: Shanghai Daily, 02/04/2010)

25 marzo 2010: due uomini sono stati giustiziati a Shenzhen, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, per l’omicidio di due bambini che avevano sequestrato a scopo di riscatto.
La notizia delle esecuzioni è stata diffusa dal Tribunale Intermedio del Popolo di Shenzhen.
Xu Qingxi e Xu Qifang erano stati condannati a morte in due casi distinti, il primo per aver soffocato nel maggio 2008 un ragazzo di 13 anni nel tentativo di zittirlo, il secondo per aver soffocato una bambina di sei anni che aveva imbavagliato e nascosto sotto un letto, nel marzo 2006.
Le autorità cittadine di Shenzhen hanno lanciato una campagna repressiva nel dicembre 2009 per contrastare il boom di sequestri a scopo di riscatto e di altri crimini. (Fonti: China Daily, 26/03/2010)

17 marzo 2010: Yao Lan, funzionario del secondo tribunale intermedio del popolo di Pechino, in Cina, ha detto che due uomini sono stati condannati a morte e giustiziati. Li Guiyong, un contadino della provincia di Hebei, e Si Hailong, avrebbero presumibilmente rapinato e ucciso nove tassisti senza licenza nei distretti di Chaoyang e Shunyi tra il 1999 e il 2006. (Fonti: Global Times, 18/03/2010)

16 marzo 2010: Li Jia, 41 anni, di Pechino, Cina, è stato giustiziato per l’omicidio dell’ex moglie, Ren Liwen, uccisa a marzo del 2008. Un funzionario della stampa del tribunale intermedio n. 1 ha detto che la donna era stata strangolata in seguito a una disputa e che l’imputato ne aveva poi smembrato il corpo. All’uomo sono state anche confiscate tutte le proprietà. (Fonti: China Daily, 18/03/2010)

21 febbraio 2010: un cittadino cinese è stato condannato a morte per una serie di reati avvenuti tra maggio’96 e gennaio 2005. Cheng Ruilong, 37 anni è stato giudicato per rapina, stupro e omicidio di 13 persone. Il tribunale intermedio del popolo di Foshan ha ordinato la confisca di tutti i suoi beni. (Fonti: China Daily, 22/02/2010)

11 febbraio 2010: il boss della mafia Yue Ning è stato condannato a morte, in Cina, con due anni di sospensione, per banda di crimine organizzato e giro di prostituzione nella città sud-occidentale di Chongqing tra il 1998 e il 2009. Il tribunale intermedio del popolo di Chongqing lo ha imputato anche per violenza e corruzione di funzionari e gli ha confiscato tutte le proprietà. (Fonti: China Daily, 11/02/2010)

10 febbraio 2010: il tribunale municipale intermedio del popolo di Chongqing, in Cina, ha condannato a morte otto uomini di cui sei con due anni di sospensione, per crimine organizzato. I capi banda, Fan Qihang e Wu Chuanjiang avrebbero ucciso un uomo, a in Chongqing, il 3 giugno 2009. (Fonti: The Guardian, 10/02/2010)

10 febbraio 2010: il Tribunale Intermedio del Popolo di Wenzhou, nella provincia orientale cinese di Zhejiang, ha condannato a morte tre capi di bande, per traffico di donne, stupro e rapina, mentre altri quattro membri delle bande sono stati condannati a morte con due anni di sospensione.
Due dei leader, identificati come Xia e Li, avrebbero rapito 13 donne, mentre il terzo, Shao, ne avrebbe rapite otto. (Fonti: English.cri.cn, 10/02/2010)

5 febbraio 2010: un tribunale di Chongqing, in Cina, ha condannato a morte Chen Mingliang, soprannominato il padrino più ricco della città, e Zhou Yong, per gioco d’azzardo, corruzione di funzionari, assalto e racket di prostituzione. (Fonti: Radio News Australia, 05/02/2010)

4 febbraio 2010: sono 25 le persone condannate a morte per sequestro a scopo di riscatto nella provincia meridionale cinese del Guangdong. Lo rende noto l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, precisando che le condanne capitali sono state emesse nell’ambito di nove casi distinti, da due tribunali del capoluogo provinciale Guangzhou.
Nonostante la Cina sia di gran lunga il Paese che pratica il maggior numero di esecuzioni capitali, un così alto numero di condanne emesse in una sola volta è inconsueto.
In uno dei sequestri a scopo di riscatto – precisa l’agenzia Xinhua – il rapito è morto per i maltrattamenti subiti nel corso della prigionia.
Sempre per sequestro di persona, i due tribunali di Guangzhou hanno condannato altre 26 persone a pene detentive fino a 20 anni. (Fonti: Ap, 04/02/2010)

1 febbraio 2010: due ex poliziotti sono stati condannati a morte in Cina dopo essere stati riconosciuti a capo di un’organizzazione di stampo mafioso. Le condanne capitali nei confronti di Yue Cun, 47 anni, ex dirigente della Stazione di Polizia di Nanbin Road, nella municipalità di Chongqing, e del suo braccio destro Yin Zhiwei sono state pronunciate dal Tribunale Intermedio del Popolo n° 5 di Chongqing.
I due avrebbero guidato una gang riconosciuta colpevole di 12 capi d’accusa, inclusi tre omicidi, lesioni volontarie, estorsione e commerci illeciti.
Un terzo elemento della banda – composta in totale da 40 persone – è stato condannato a morte con pena sospesa.
Altri tre membri sono stati condannati all’ergastolo, mentre i rimanenti 34 sono stati condannati a pene detentive comprese tra due e 20 anni.
La municipalità di Chongqing si trova nella Cina sud-occidentale e conta circa 30 milioni di abitanti. (Fonti: Shanghai Daily, 02/02/2010)

20 gennaio 2010: Gao Hualiang, un fabbricante di esplosivi, è stato condannato a morte, in Cina, dal Tribunale Intermedio del Popolo di Handan. L’uomo è stato giudicato per aver fabbricato, venduto e trasportato esplosivi illegali. (Fonti: Ap riportato da Amnesty International)

19 gennaio 2010: la Corte intermedia n. 1 del popolo di Chongqing, in Cina, ha giustiziato due leader di una banda criminale. Yang Tianqing e Liu Chenghu erano stati condannati a morte per una serie di reati tra cui omicidio ed estorsioni.
L’Alta Corte del Popolo di Chongqing aveva confermato le condanne e le esecuzioni erano state approvate dalla Corte Suprema. (Fonti: China Daily, 19/01/2010)

14 gennaio 2010: un ragazzo cinese di 21 anni, di cui non è nota l’identità, è stato condannato a morte, con due anni di sospensione, dal tribunale intermedio del popolo di Zhongshan, nella provincia meridionale di Guangdong.
Il ragazzo, gay, avrebbe ucciso il suo ex compagno, un cittadino tedesco di 68 anni, con un martello, dopo che l’uomo lo aveva perseguitato. Il ragazzo è stato arrestato il 23 luglio 2009. (Fonti: China Daily, 19/01/2010)

13 gennaio 2010: due membri di una banda del crimine organizzato della provincia cinese Hubei, sono stati giustiziati dopo che la Corte Suprema del Popolo ha approvato le loro condanne il 23 dicembre 2009. Liu Lieyong e Chen Xiaohui sono stati giudicati colpevoli di omicidio e altri crimini. (Fonti: Chinaview.cn, 13/01/2010)

7 gennaio 2010: sette uomini sono stati giustiziati per ordine del Tribunale Intermedio del Popolo della Municipalità di Shijiazhuang, nella provincia settentrionale cinese di Hebei.
I giustiziati sono stati identificati come Zhang Baoyi, 47 anni, Gao Yuehui,49, He Pidong, 39, Liu Luntao, Zhang Guo, Li Qing e Zhang Zhiyu, ed erano stati riconosciuti colpevoli di vari crimini, compresi organizzazione di bande criminali, omicidi e furti. (Fonti: Chinaview.cn, 08/01/2010)

3 gennaio 2010: tre malavitosi sono stati condannati a morte dal Tribunale Intermedio del Popolo della città di Zhangzhou, nella Provincia cinese di Fujian. Ke Yinlai ha ricevuto la pena di morte per l'organizzazione di una banda criminale, lesioni volontarie e gestione di un casinò clandestino. Ke Zhiyi è stato condannato a morte per omicidio, lesioni intenzionali e gestione di bische illegali. Xu Weichao ha ricevuto una condanna a morte con pena sospesa per omicidio e gestione di bische illegali. Tutti e tre hanno ricevuto multe e sono stati privati dei diritti politici a vita. (Fonti: Chinaview.cn, 04/01/10)


Pena di morte per i militanti Uiguri

26 gennaio 2010: un tribunale cinese ha condannato a morte quattro persone in relazione agli scontri etnici avvenuti lo scorso luglio ad Urumqi, capoluogo della regione dello Xinjiang.
Giungono così ad almeno 26 le condanne capitali pronunciate in Cina per le uccisioni e devastazioni che videro contrapposte le etnie uigura ed Han.
Nove di queste 26 sono già state eseguite.
A giudicare dai loro nomi, questi ultimi quattro condannati sono tutti uiguri, un’etnia turcofona originaria della regione. (Fonti: Reuters, 26/01/2010)


Pena di morte per appartenenti a minoranze religiose

26 maggio 2010: il Tribunale Intermedio del Popolo di Lhasa, in Cina, ha condannato a morte il tibetano Sonam Tsering, 23 anni, con pena sospesa per due anni, in relazione alle rivolte in Tibet di due anni fa.
La notizia della condanna è stata diffusa dal Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia, che ha sede in India, secondo cui Sonam, che è originario di Ganzi, è il settimo tibetano ad essere condannato a morte per le rivolte, inclusi due già giustiziati.
Per il governo di Pechino le dimostrazioni del 2008 fanno parte di una campagna violenta organizzata dal Dalai Lama e dai suoi sostenitori per cacciare le autorità cinesi dal Tibet e sabotare le Olimpiadi di Pechino dell’agosto di quell’anno. 
Il Dalai Lama respinge queste accuse, sostenendo di puntare ad una significativa autonomia del Tibet sotto l’autorità di Pechino. (Fonti: Associated Press, 26/05/2010)


Pena di morte per cittadini all'estero

28 maggio 2010: cinque cittadini cinesi sono stati condannati a morte in Vietnam per traffico di droga. Le condanne a morte sono state pronunciate dal Tribunale del Popolo della provincia di Quang Ninh, nel nord del Paese, che li ha riconosciuti colpevoli di aver trasportato illegalmente 8 tonnellate di resina di marijuana.
Il capo del gruppo è stato identificato come Lu Minh Cheng, 53 anni.
La marijuana sarebbe stata introdotta in Vietnam nell’aprile 2008, proveniente dal Pakistan.
La banda avrebbe avuto intenzione di portare la resina fino in Canada, ma è stata bloccata dalla polizia vietnamita il 12 maggio 2008. (Fonti: Viet Nam News, 31/05/2010)


Estradizione

4 marzo 2010: un cittadino cinese, Huang Haiyong (alias Wong Ho Wing), rischia l’estradizione dal Perù verso la Cina per accuse che comportano la pena di morte. Haiyong era stato arrestato a ottobre 2008 al suo arrivo in Perù. Secondo il suo avvocato, il mandato fa riferimento all’imputazione di frode. Il 31 marzo 2009, la Commissione Inter-Americana (IACHR) ha chiesto alle autorità peruviane di non estradare Huang fino a che la IACHR non si sia espressa circa la sua richiesta di protezione. (Fonti: Amnesty.org, 04/03/2010)


Condannati riconosciuti innocenti

9 maggio 2010: un uomo, che ha trascorso almeno 10 anni in carcere in Cina, per omicidio, è stato liberato dopo che la presunta vittima è stata ritrovata viva. Zhao Zhenshang , vicino di casa di Zhao Zuohai, era scomparso dopo che i due avevano litigato e Zuohai era stato accusato in seguito al ritrovamente di un cadavere decomposto e senza testa rinvenuto 18 mesi dopo. Suo fratello ha detto che la polizia aveva costretto Zhao a bere dell’acqua piena di peperoncino e gli aveva puntato un’arma alla testa per farlo confessare. L’Alta corte provinciale di Henan aveva ordinato delle indagini sul caso. Zhao era stato inizialmente condannato a morte e in seguito la sentenza era stata commutata in il 29 anni di carcere. (Fonti: Bbc, 09/05/2010)

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