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COMMERCIO LETALE

Come un Paese abolizionista collabora alla pratica della pena di morte negli Stati Uniti

a cura di Nessuno tocchi Caino e Reprieve    


Roma, 1 dicembre 2010


INIEZIONE LETALE NEGLI STATI UNITI CON IL PENTOTAL PRODOTTO IN ITALIA E NEL REGNO UNITO
 


La penuria di Pentotal in USA

Il Sodio Tiopentale, noto anche come Pentotal, è il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati USA: nei protocolli con tre farmaci costituisce il primo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto.
Nella seconda metà del 2010, a causa della mancanza degli ingredienti base del farmaco, la Hospira Inc., che ha sede in Illinois ed è l’unica casa farmaceutica a produrre il Pentotal negli Stati Uniti, ha annunciato che non sarebbe stata in grado di tornare a distribuirlo prima di gennaio-marzo 2011. Alcuni Stati sono stati così costretti a sospendere o a rinviare le esecuzioni per la mancanza assoluta di Pentotal o per l’imminente data di scadenza del farmaco.
Già dall’inizio dell’anno, l’Ohio ha stabilito il calendario delle esecuzioni proprio basandosi sulla difficoltà a reperire il Pentotal.
Il 25 agosto 2010, il Kentucky ha reso noto di avere in magazzino solo 9,5 grammi del farmaco. Questo ha indotto il governatore democratico Steve Beshear, dopo che i funzionari penitenziari non hanno trovato altro Pentotal né sul mercato né in prestito da altri Stati, a firmare solo uno dei 3 mandati di esecuzione che gli erano stati sottoposti, e a disporre un rinvio per gli altri due. I funzionari del Kentucky hanno inoltre raccontato che mentre loro stessi contattavano altri Stati alla ricerca di Pentotal, altri Stati avevano contattato loro per lo stesso problema.
In Missouri sono slittate tutte le esecuzioni perché il Pentotal scade a gennaio 2011 e altro non se ne trova.
In California è successo qualcosa di inimmaginabile fino a poco tempo fa. Il 30 settembre 2010, il giudice federale Jeremy Fogel ha concesso ad Albert Greenwood Brown, un nero di 56 anni, un rinvio dell’esecuzione di soli due giorni, sufficienti però a superare il 1° ottobre, data di scadenza dell’unica dose di Sodio Tiopentale a disposizione del boia californiano.
Il 19 novembre 2010, in mancanza del Pentotal, il giudice federale Stephen P. Friot ha autorizzato lo Stato dell’Oklahoma a ricorrere a un potentissimo barbiturico, il Pentobarbital, noto per essere usato dai veterinari per uccidere cavalli azzoppati o animali malati in stato terminale. Il 14 ottobre, un condannato a morte era stato giustiziato in Oklahoma con una dose di Pentotal prestata dal vicino Arkansas.
L’unico a non avere problemi col Pentotal, almeno fino a marzo 2011, sembra essere il Texas, campione americano di pena di morte. L’Attorney General texano ha stabilito che deve essere resa pubblica la fonte di approvvigionamento dei farmaci usati nella procedura dell’iniezione letale. Da quanto è stato riportato, il Texas ha quantità sufficienti di Pentotal per 39 esecuzioni, ma il farmaco scade a marzo 2011.

Approvvigionamento all’estero

La penuria di Pentotal su tutto il territorio nazionale ha indotto molti Stati americani ad approvvigionarsi all’estero.

In un memorandum datato 30 settembre 2010, è documentato che il Department of Correction del Tennesse ha ordinato un quantitativo di Pentotal proveniente da un fornitore estero, probabilmente britannico. Il 2 novembre 2010, Reprieve, un’organizzazione umanitaria che si batte contro la pena capitale e la tortura in tutto il mondo, ha reso pubblico il contratto di vendita (Allegato 1), che prevede l’acquisto di 40 grammi di Sodio Tiopentale, sufficiente per quattro “applicazioni” o dosi, al prezzo di 18.000 dollari.
Clive Stafford Smith, direttore di Reprieve e difensore di Edmund Zagorski, detenuto nel braccio della morte del Tennessee, ha dichiarato: “E’ paradossale che Ed Zagorski sia nel braccio della morte per il ruolo che avrebbe giocato in un affare di droga andato male. Se il governo britannico continua a seguire la sua politica ipocrita, Zagorski morirà a seguito di un altro affare di droga finito male, questa volta grazie a una azienda britannica che si è intascata 18.000 dollari di prezzo del sangue”.
Lo Stato dell’Arizona si è procurato un quantitativo di Pentotal prodotto da un’azienda farmaceutica in Gran Bretagna, con il quale il 25 ottobre 2010 è stata eseguita l’iniezione letale nei confronti di Jeffrey Landrigan nella prigione di Florence a Phoenix.
A seguito di un’ordinanza del tribunale emessa il 5 novembre 2010, lo Stato della California ha messo agli atti il 22 novembre un documento (Defendants’ Notice, Allegato 2) in cui si riporta che il California Department of Corrections and Rehabilitation ha ordinato 521 grammi di Sodio Tiopentale la cui consegna secondo il dipartimento penitenziario dovrebbe avvenire durante la settimana che parte dal 29 novembre 2010. Questo quantitativo di droga, la cui scadenza è prevista nel 2014 (lo stesso anno di scadenza del farmaco importato dal Regno Unito che è servito a giustiziare Jeffrey Landrigan in Arizona nell’ottobre scorso), molto probabilmente proviene dall’Europa e, considerato che per una iniezione letale ne bastano 5 grammi, può essere potenzialmente usato per uccidere circa 90 persone condannati a morte.

Le iniziative legali nel Regno Unito e in Italia

Dopo l’esecuzione in Arizona con il farmaco letale importato dal Regno Unito, Reprieve ha intrapreso un’azione legale volta a evitare che il Pentotal britannico sia nuovamente esportato per l’esecuzione di altri detenuti americani, tra cui Ralph Baze in Kentucky e Edmund Zagorski, la cui esecuzione è stata programmata in Tennessee per l’11 gennaio 2011.
In Gran Bretagna esiste una sola fabbrica autorizzata, la Archimedes Pharma UK di Reading, che nega – a quanto le è dato sapere – di aver fornito la droga a tal fine e sostiene di non aver nessun controllo sul suo utilizzo una volta che è stata venduta al committente.
Il 28 ottobre 2010, Reprieve e gli avvocati inglesi dello studio Leigh Day & Co hanno contattato il Governo e hanno chiesto misure di emergenza da adottare per evitare che il Regno Unito si rendesse complice di una serie di esecuzioni negli USA. L’avvocato Richard Stein ha dichiarato: “Esiste una lista [di esportazioni proibite dal Regno Unito] che comprende ghigliottine, camere a gas e sedie elettriche. Chiediamo solo a Vince Cable [Secretary of State for Business Innovation & Skills] di aggiungere alla lista il Sodio Tiopentale”. Ma Vince Cable ha declinato dicendo: “il Sodio Tiopentale è un farmaco. Il suo uso primario è come anestetico … Il suo legittimo commercio a fini medici sarebbe compromesso da restrizioni all’export di tale prodotto dal Regno Unito”. La sua messa al bando, ha aggiunto, sarebbe poi inefficace poiché la fornitura potrebbe essere ottenuta da qualsiasi altra parte.
Dopo questa sua decisione, Reprieve, insieme agli avvocati di Leigh Day & Co. hanno portato il caso all’Alta Corte. Hanno provato che il Sodio Tiopentale non è usato a fini medici negli Stati Uniti (con ciò negando il primo argomento addotto dal Segretario di Stato Cable per non imporre un bando) e hanno denunciato l’idea che la Gran Bretagna debba agire in modo eticamente discutibile sol perché, secondo la logica di Vince Cable, se non lo facessero loro, lo farebbero altri. Inoltre, hanno provato che potrebbe non esserci un commercio legittimo tra Regno Unito e Stati Uniti di Pentotal poiché non lo consente la legislazione della FDA (Food and Drugs Administration), l’agenzia USA che controlla i farmaci sul mercato americano.
Il 28 novembre scorso, la notte precedente l’udienza finale davanti all’Alta Corte, Vince Cable ha revocato la prima decisione e fatto quello che Reprieve aveva suggerito sin dall’inizio: imporre un controllo all’esportazione del Sodio Tiopentale. Ha anche detto che avrebbe “esplorato con la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e altri Stati Membri la possibilità di porre un controllo sulla esportazione di Sodio Tiopentale a livello europeo.”

Dopo la decisione del Governo britannico, la Hospira è veramente la fonte più importante (fra poco l’unica fonte) del farmaco per i penitenziari americani. 
Il 16 novembre 2010, Reprieve ha reso noto che la Hospira Spa, una sussidiaria della multinazionale americana con base a Liscate, in provincia di Milano, era stata incaricata di produrre il Pentotal e che, a partire da gennaio 2011, avrebbe iniziato a esportare la sostanza negli Usa.
Un comunicato della società con sede a Liscate sottolinea che “il medicinale non ha alcuna indicazione d’impiego nella pena capitale e Hospira non supporta il suo uso in questa procedura. Nella primavera del 2010, Hospira ha preso contatti con gli istituti di correzione negli Stati Uniti per rendere nota la nostra posizione, come già fatto in numerose occasioni nel corso degli anni, anche quando la società era parte di Abbott”. Per Giuseppe Riva, amministratore delegato della società milanese, “è un problema tutto americano: non riguarda i nostri stabilimenti. Il Sodium Thiopental viene prodotto per gli interventi chirurgici. L’uso per la pena capitale è improprio e avviene solo negli Stati Uniti. E comunque, non riguarda l’esecuzione ma la fase della preparazione del condannato. È usato come anestetico: se noi smettessimo di fornirlo, lo farebbero altri”. “Chi produce coltelli da cucina è responsabile se poi qualcuno li utilizza per uccidere?”, ha detto Riva, senza cogliere la differenza tra un accoltellamento in una disputa privata e la morte somministrata per mano dello Stato.
Sul caso Hospira di Liscate, il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli, ha presentato il 16 novembre 2010 un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, “al fine di impedire che il farmaco Sodium Thiopental sia utilizzato e che quindi provochi la morte in violazione della costituzione e dei trattati internazionali e valutare con urgenza se esistono le condizioni del sequestro preventivo del farmaco”.
Un’analoga iniziativa è stata presa dal Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia. “Se i vertici della Hospira Spa di Liscate avessero la consapevolezza che il farmaco inviato/da inviare negli Stati Uniti venga utilizzato per uccidere delle persone – indipendentemente dal fatto che negli Stati Uniti a cagionare la morte sarebbe lo Stato – dovrebbero rispondere del reato di concorso in omicidio, anche nella forma soggettiva del dolo eventuale”, ha scritto D’Elia nel suo esposto alla Procura della Repubblica di Milano, predisposto dall’avvocato Giuseppe Rossodivita del Partito Radicale.

Ipocrisie e falsità

La difesa di Hospira è ipocrita e per molti versi falsa, come dimostra ampiamente la serie di dati di fatto che qui documentiamo e che in sintesi sono: per anni Hospira Inc. con sede in Illinois è stato il fornitore esclusivo di anestetico per iniezioni letali; ora, la Hospira Spa di Liscate ha rilevato la catena di produzione; il Pentotal è un farmaco obsoleto negli Stati Uniti per gli ospedali dove è stato ampiamente sostituito da altre droghe più moderne ed efficaci, e il suo uso è ormai relegato alla sola pratica di iniezioni letali; il barbiturico è usato in tutti i protocolli dell’iniezione letale praticata in America e, in alcuni di essi, è l’unico e decisivo farmaco a provocare la morte.

Come la Hospira di Liscate, in Italia, anche la casa farmaceutica Hospira di Lake Forest, in Illinois, ribadisce che “la ditta produce questo farmaco per migliorare o salvare una vita umana e che il suo uso va limitato esclusivamente alle indicazioni scritte sull’etichetta del farmaco”.
Nonostante la ditta affermi che il Pentotal “non è indicato per la pena capitale”, la Hospira continua a essere il fornitore esclusivo di anestetico per iniezioni letali. Lo dimostra un carteggio tra l’ufficio del Governatore del Kentucky, Steve Beshear, e la Hospira di Lake Forest. In una lettera inviata il 23 agosto 2010 per conto del Department of Corrections, il Governatore lamenta che vi sono “ordinativi di Pentotal inevasi dal marzo 2010” e che “la disponibilità di Pentotal è cruciale per numerosi casi pendenti [esecuzioni] in Kentucky”. A causa delle difficoltà della ditta a procurarsi l’ingrediente base del farmaco, il Governatore viene informato che “la Hospira non sarebbe stata in grado di fornire il Pentotal al Department of Corrections del Kentucky fino al primo quadrimestre del 2011 (gennaio-marzo)” (Allegato 3).

Nel 2010, non solo per i problemi legati all’approvvigionamento dell’ingrediente base (API, active pharmaceutical ingredient), ma anche al controllo di qualità del processo di produzione (condizioni asettiche di incapsulamento e conservazione del farmaco nelle fiale), la Hospira ha deciso di smantellare la obsoleta linea di riempimento delle fiale nella fabbrica di Rocky Mount in North Carolina e di trasferire questo stadio di produzione in Italia, nella più moderna fabbrica della Hospira di Liscate. Un rappresentante della Hospira ha rivelato a Maya V. Foa di Reprieve che quando la ditta, per tutte queste difficoltà, stava considerando di cessare del tutto la produzione di questo peraltro ormai superato anestetico, le autorità americane gli hanno chiesto di non farlo. Qualcuno vuole che la Hospira continui a produrre il Pentotal per fare esecuzioni, ha riconosciuto il funzionario della società americana. La novità è che d’ora in poi si farà in Italia. L’ingrediente principale viene comprato da un venditore in Germania e portato nella fabbrica di Liscate, dove viene inserito nelle fiale e poi esportato negli Stati Uniti e in altri Paesi. (Allegato 4)

Inoltre, il Pentotal è usato praticamente solo per fare iniezioni letali, essendo un farmaco obsoleto che è stato ampiamente sostituito negli Stati Uniti da altre droghe più moderne ed efficaci.
In una testimonianza scritta resa alla Alta Corte di Giustizia britannica dove è in corso la causa legale intentata da Reprieve, Steven L. Shafer, professore di Anestesiologia alla Columbia University con oltre venticinque anni di pratica anestesista in America, ha dichiarato: “In 20 anni non ho usato il Sodio Tiopentale. Il suo uso clinico negli Stati Uniti è quasi inesistente. Il Pentotal è un farmaco obsoleto ed è stato sostituito dal Propofol. Alcuni ospedali americani possono avere una dose di Pentotal nei loro scaffali, ma non credo che vi sia attualmente una casa farmaceutica che venda Pentotal negli Stati Uniti”. (Allegato 5)

Infine, non è vero che il Pentotal “non riguarda l’esecuzione ma solo la fase della preparazione del condannato”. E’ il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati USA: nei protocolli con tre farmaci costituisce il primo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto.
Come è noto, negli ultimi anni molte polemiche si erano focalizzate sul secondo dei tre farmaci utilizzati nell’iniezione letale. Il secondo farmaco, quello che paralizza i muscoli, in realtà impedirebbe ai condannati soltanto di manifestare – ma non di provarlo – il dolore per il terzo farmaco, quello che blocca il cuore. Un dolore, peraltro, che sarebbe particolarmente forte, e non di brevissima durata. Diverse perizie affidate a esperti di anestesiologia hanno evidenziato la possibilità che il primo farmaco a venir iniettato, il barbiturico utilizzato per rendere incosciente il condannato in attesa dell’effetto dei due farmaci successivi, potrebbe non avere un effetto sufficiente o, in alcuni casi, potrebbe esaurire il suo effetto prima del previsto.
Dopo la fallita esecuzione di Romell Broom il 15 settembre 2009 (per difficoltà a trovare le vene dopo diciotto tentativi in più di due ore e mezza, l’esecuzione era stata interrotta), il 13 novembre 2009, l’Ohio ha adottato un nuovo protocollo dell’iniezione letale basata su un singolo farmaco. Il protocollo modificato prevede che la classica iniezione composta da tre diversi farmaci (un anestetico, un paralizzante, un veleno cardiaco) venga sostituita da una singola, massiccia iniezione di anestetico, il Sodio Tiopentale. Il nuovo protocollo dell’Ohio è stato applicato per la prima volta a Kenneth Biros, giustiziato con il nuovo sistema l’8 dicembre 2009. L’Abc News ha paragonato la fine del condannato a quella di un porcellino d’India, l’animale usato come cavia nelle ricerche scientifiche. Nonostante la novità dell’iniezione a base di un solo farmaco, anche stavolta non sono mancati i contrattempi: l’avvocato di Biros ha riferito che il boia ha dovuto fare ben nove tentativi prima di trovare la vena di Biros.
Il 2 marzo 2010, anche lo Stato di Washington ha aggiornato il suo protocollo, adottando lo stesso dell’Ohio, e il 10 settembre 2010 ha effettuato la prima esecuzione con il nuovo metodo. Cal Coburn Brown, 52 anni, bianco, è stato giustiziato con una dose di 5 grammi di Sodio Tiopentale.

Europa libera dalla pena di morte, eppure…

La EU Council Regulation 1236/2005 contiene il principio secondo cui gli Stati Membri dell’Unione Europea dovrebbero imporre controlli sulle esportazioni che potrebbero essere usate nella pratica della pena di morte. “Queste regole – è scritto – sono strumentali alla promozione del  rispetto della vita umana e di fondamentali diritti umani…”, ed esse “devono assicurare che operatori economici della Comunità non ricavino alcuno profitto da commerci che promuovano o facilitino la implementazione di politiche sulla pena capitale”. Quindi, stabilisce questa norma europea, “l’esportazione di merci che non hanno nessun utilizzo pratico se non quello per la pena capitale, la tortura o altri trattamenti crudeli e inumani … è proibita, indipendentemente dall’origine della merce”.
Pur essendo originariamente un anestetico e in quanto tale incluso nella lista dei farmaci essenziali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’utilizzo del Pentotal negli Stati Uniti è – come abbiamo visto – ormai destinato alla sola pratica dell’iniezione letale.

Per quanto riguarda l’Italia, oltre ai vincoli imposti da norme europee come la EU Council Regulation 1236/2005, esiste un ancora più stringente vincolo costituzionale.
Nel 1996, la Corte Costituzionale ha stabilito essere in conflitto con i principi fondamentali della Costituzione la possibilità di estradare negli Stati Uniti (Florida) un cittadino italiano (Pietro Venezia) lì sottoposto a un processo per un reato punito con la pena capitale, nonostante le assicurazioni offerte dalle autorità americane – che potevano essere considerate “sufficienti” secondo la norma sull’estradizione allora in vigore i Italia – in ordine alla mancata irrogazione o esecuzione di essa. “Il divieto contenuto nell’art. 27, quarto comma, della Costituzione, e i valori ad esso sottostanti – primo fra tutti il bene essenziale della vita – impongono una garanzia assoluta”, ha stabilito la Corte.
Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ha scritto: “Il divieto della pena di morte ha un rilievo del tutto particolare – al pari di quello delle pene contrarie al senso di umanità – nella prima parte della Carta costituzionale. Introdotto dal quarto comma dell’art. 27, sottende un principio ‘che in molti sensi può dirsi italiano’ – sono parole tratte dalla relazione della Commissione dell’Assemblea costituente al progetto di Costituzione nella parte dedicata ai rapporti civili –…, e tale principio configurandosi nel sistema costituzionale quale proiezione della garanzia accordata al bene fondamentale della vita, che è il primo dei diritti inviolabili dell’uomo riconosciuti dall’art. 2.”
In precedenza, nella sentenza n. 54 del 1979, la Corte Costituzionale aveva già affermato che “il concorso, da parte dello Stato italiano, all’esecuzione di pene che in nessuna ipotesi, e per nessun tipo di reati, potrebbero essere inflitte in Italia nel tempo di pace è di per sé lesivo della Costituzione”.

Il caso della Hospira Spa di Liscate è ancora più grave, perché – come si evince chiaramente dalle parole del suo amministratore delegato – ad oggi la ditta non è vincolata nemmeno da quelle “sufficienti assicurazioni” che non sia applicata la pena di morte pure presenti nel caso di Pietro Venezia. Meno che mai la casa farmaceutica milanese potrebbe fornire una “garanzia assoluta” che il Pentotal da loro prodotto non finisca per essere utilizzato nei protocolli dell’iniezione letale in vigore negli Stati Uniti d’America.
Anzi, una cosa è certa. Se la Hospira, che è l’unica azienda che ha l’autorizzazione ufficiale della FDA a fabbricare e vendere il Sodio Tiopentale sul territorio americano, riesce a riavviare la produzione del farmaco nella fabbrica a Liscate, non si potrà più far nulla per impedire che questo farmaco, prodotto in Italia da operai italiani, sia usato per uccidere esseri umani negli Stati Uniti. Ad oggi manca solo l’operatività dello stabilimento di Liscate per riattivare la macchina della morte americana.

Per evitare “il concorso da parte dello Stato italiano” – come dice la Corte Costituzionale – all’esecuzione della pena di morte negli Stati Uniti, la Deputata Radicale e Tesoriera di Nessuno tocchi Caino Elisabetta Zamparutti ha presentato il 25 novembre scorso una mozione al parlamento italiano che impegna il Governo “ad assumere ogni iniziativa di competenza volta a garantire che, nel pieno rispetto delle leggi interne e delle norme europee che vietano di cooperare in qualsiasi modo alla pratica della pena capitale, della tortura o di altri trattamenti crudeli e inumani, la produzione e la vendita all’estero di Sodio Tiopentale da parte dell’azienda farmaceutica Hospira con sede a Liscate siano autorizzate esclusivamente per scopi medici, a tal fine prevedendo che nella licenza a produrre, sull’etichetta del farmaco e nei contratti di compravendita sia chiaramente specificato che l’utilizzo del prodotto non è consentito per la pratica dell’iniezione letale”.

Dopo la decisione del Governo britannico di porre un bando alla esportazione di Pentotal, la Hospira è rimasta la fonte più importante (se non l’unica) del farmaco per i penitenziari americani. 
Sarebbe paradossale che proprio l’Italia, mentre è impegnata all’ONU per la Moratoria universale delle esecuzioni capitali, si rendesse complice della pena di morte negli Stati Uniti dove la carenza di veleno per l’iniezione letale sta determinando una moratoria di fatto delle esecuzioni.
 
La decisione di non produrre più il Pentotal
 
Il 21 gennaio 2011,  la casa farmaceutica Hospira ha reso noto di aver deciso di non produrre più in Italia il Pentothal, utilizzato per uccidere i condannati a morte negli Stati Uniti, dopo una serie di contatti con il governo italiano.
Nell'annuncio, dato con un comunicato della casa madre americana con sede a Lake Forest, in Illinois, si precisa che Hospira “cessa la produzione di Pentothal a livello globale, uscendo così dal mercato del tiopentale sodico”. E si sottolinea che la casa farmaceutica”'non ha mai avallato” l'uso del prodotto “nelle procedure impiegate per la pena di morte negli Stati Uniti”.
“Il Parlamento - si legge nella nota - ha richiesto che Hospira si faccia carico del controllo del prodotto lungo tutta la filiera fino all'utente finale in modo da evitare l'impiego nella pena capitale”. L'Azienda, “tenute in considerazione le conversazioni con il Governo, con i grossisti, che rappresentano il canale principale di distribuzione ai clienti, e infine a seguito di valutazioni interne”' ha quindi “maturato la convinzione che non è realizzabile nei fatti evitare che il farmaco possa pervenire agli Istituti di pena ed essere utilizzato per la pena capitale”.
Sulla base di queste considerazioni, Hospira precisa che “non intende incorrere nell'eventualità di risultare inadempiente verso le Autorità Italiane qualora il prodotto venisse infine utilizzato nelle procedure per la pena di morte” e “vuole assolutamente evitare di esporre i propri dipendenti e l'Azienda nel suo complesso a questo tipo di rischio”.
“A seguito delle criticità relative al prodotto”, spiega l'azienda, “tenendo in considerazione anche le richieste del Parlamento e le complessità operative per riportare il farmaco sul mercato, Hospira ha deliberato di cessare la produzione”. La casa farmaceutica ''si rammarica che fattori esulanti dal proprio controllo abbiano condotto infine a questa decisione, che impatta direttamente sulle numerose strutture sanitarie che utilizzavano il farmaco perchè ne riconoscono l'efficacia da un punto di vista medico e che non potranno più ricevere il prodotto da Hospira”.
“Ottima decisione, che va oltre le nostre aspettative,” ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. “Anche perché – afferma D’Elia - sarebbe stato per noi sufficiente che l’azienda si impegnasse a specificare nei contratti di compravendita che il prodotto è consentito solo per scopi medici e a vigilare che il Pentotal made in Italy non finisse per vie traverse nei penitenziari”.
In tal senso si era mossa la Camera dei Deputati, approvando a dicembre una mozione presentata dalla Deputata Radicale Elisabetta Zamparutti, e anche il Governo italiano che, in particolare con il Ministro Franco Frattini, aveva sposato la causa di Nessuno tocchi Caino, della Comunità di Sant’Egidio e dell’associazione umanitaria britannica Reprieve.
“Riconosciamo alla Hospira – prosegue D’Elia - di aver scelto una soluzione più radicale, sicura e in linea con l’impegno italiano a porre fine nel mondo all’assurda e arcaica pratica della pena di morte.” “Questa decisione – conclude il Segretario di Nessuno tocchi Caino - può significare ora una non breve moratoria di fatto delle esecuzioni in molti Stati della federazione americana, dove da mesi il boia risulta disoccupato proprio a causa della penuria del farmaco previsto per l’iniezione letale”.  
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