Mozione generale del VI Congresso di Nessuno tocchi Caino

 
Opera (Milano), 18 e 19 dicembre 2015
 
Il VI° Congresso di Nessuno tocchi Caino, tenuto nella Casa di Reclusione di Opera (Milano) il 18 e 19 dicembre 2015,
 
Prende atto con soddisfazione che la nuova Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla moratoria della pena di morte in vista dell’abolizione, approvata il 18 dicembre 2014, è stata adottata con il numero record di 117 voti a favore (6 in più rispetto alla Risoluzione del 2012) e il più basso dei voti contrari (38, tre in meno rispetto al 2012), mentre gli astenuti (34, come nel 2012) e assenti al momento del voto (4, tre in meno rispetto al 2012) sono stati complessivamente 38. Degni di nota sono stati la cosponsorizzazione, per la prima volta, della Sierra Leone e, in particolare, il voto del Niger per la prima volta a favore, frutto di una missione nel Paese di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale che si è svolta dal 19 al 21 novembre. Insieme al Niger hanno per la prima volta votato a favore anche Eritrea, Figi, Guinea Equatoriale e Suriname, che si erano astenuti o erano assenti nel 2012. Come pure hanno votato a favore Kiribati e São Tomé e Principe, assenti al momento del voto nel 2012. Come ulteriore fatto positivo è da segnalare anche il passaggio dal voto contrario all’astensione di Bahrein, Myanmar, Tonga e Uganda.
Impegna gli organi dirigenti, in vista dell’Assemblea generale ONU del 2016, a intensificare l’azione di lobbying volta a ottenere altri sostegni alla nuova Risoluzione pro-moratoria e di rafforzarne il testo con la richiesta esplicita rivolta al Segretario Generale dell’ONU di istituire la figura di un Inviato Speciale che abbia il compito di far superare i “segreti di Stato” sulla pena di morte e di continuare a persuadere chi ancora la pratica ad adottare la linea stabilita dalle Nazioni Unite. A tal fine, impegna altresì gli organi dirigenti a promuovere per il 2016-2017 una campagna straordinaria di raccolta fondi, attraverso l’autofinanziamento e la presentazione di progetti a fondazioni e governi, volta a sostenere iniziative sia in quei Paesi, a partire dall’Africa, che negli anni più recenti hanno compiuto passi significativi verso l’abolizione della pena di morte sia in quei Paesi che nell’ultimo anno hanno fatto passi indietro sulla via dell’abolizione.
Fa propri gli obiettivi del progetto presentato da Nessuno tocchi Caino alla Commissione Europea dal titolo “Contenere la pena di morte in tempi di guerra al terrorismo” e quello del Partito Radicale dal titolo “Stato d’emergenza? Stato di Diritto!”, ancor più necessari e urgenti a seguito dei tragici fatti di Parigi e delle reazioni che stanno venendo in termini di stato di emergenza e lotta al terrorismo con le richieste addirittura di pena di morte.
In particolare sostiene: la campagna in corso coordinata da Matteo Angioli perché lo Stato italiano si ponga alla guida, a livello ONU e non solo, del processo di transizione verso lo Stato di Diritto e il Diritto alla Conoscenza, come unica alternativa concreta e durevole alle logiche emergenzialiste e securitarie; l’azione nonviolenta in corso, condotta da dirigenti e militanti Radicali, di dialogo e sostegno alle massime autorità dello Stato italiano, perché sia annunciato ufficialmente l’impegno a rientrare, in un tempo determinato, nella legalità costituzionale, nazionale, europea ed internazionale, a partire dalla cessazione delle violazioni alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e al Diritto comunitario; la richiesta urgente volta a ottenere dal servizio pubblico e privato radiotelevisivo un adeguato spazio informativo e di conoscenza per il popolo italiano con dibattiti, ad oggi negati, tra diverse opzioni politiche sulle grandi questioni di attualità della pace e della sicurezza internazionali e dello stato della Giustizia e del Diritto nel nostro Paese.
Saluta con soddisfazione la nascita del nuovo progetto di quotidiano garantista - "Il dubbio" - edito dal Consiglio Nazionale Forense e diretto da Piero Sansonetti, annunciato nel Congresso di Nessuno tocchi Caino.
Fa propri e rilancia gli obiettivi che Papa Francesco ha esplicitato il 23 ottobre del 2014 nel suo Discorso di straordinario valore umanistico, politico e giuridico, rivolto ai delegati dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale e nel quale, tra l’altro, ha definito l’ergastolo come “una pena di morte mascherata”, che dovrebbe essere abolita insieme alla pena capitale, e ha considerato l’isolamento nelle cosiddette “prigioni di massima sicurezza” come “una forma di tortura”.
Impegna gli organi dirigenti dell’Associazione a promuovere – di concerto con il Comitato Radicale per la Giustizia Pietro Calamandrei, esperti e giuristi del mondo accademico e forense – ricorsi in sede internazionale, in particolare al Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e, in Italia, alla Corte costituzionale, volti al superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime di cui all’articolo 41 bis e il sistema dell’ergastolo ostativo che, per modalità specifiche e durata eccessiva di applicazione, provocano – come ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica oltre che da numerosi casi concreti – danni irreversibili sulla salute fisica e mentale del detenuto, tali da configurare la fattispecie di punizioni inumane e degradanti.
A tal fine, invita a utilizzare il volume di Carmelo Musumeci e Andrea Pugiotto, “Gli ergastolani senza scampo. Fenomenologia e criticità costituzionali dell'ergastolo ostativo”, quale strumento di lavoro per la elaborazione di ricorsi mirati alla Corte costituzionale e alla Corte EDU, e sostiene il Progetto di ricerca europeo “Il diritto di sperare. L'ergastolo nel contesto europeo”, incardinato presso l’Università Statale di Milano e coordinato dal Prof. Davide Galliani, al fine anche di elaborare un Primo Rapporto di Nessuno tocchi Caino sull'ergastolo nel mondo, a partire dall’Europa.