Relazione di Elisabetta Zamparutti al VI° Congresso di NtC

Se c’è un altro aspetto di comunanza con Papa Francesco, questo riguarda le condizioni francescane in cui opera Nessuno tocchi Caino. In particolare per quanto riguarda l’anno che si sta concludendo la cui esiguità di risorse finanziarie è stata tale da portarci a prendere in considerazione anche la chiusura.
Registriamo ad oggi, per quanto riguarda la gestione economica del 2015, una perdita di circa 23mila euro a fronte di circa 185.000 euro di entrate. La voce più consistente delle nostre entrate, circa 65mila euro, è quella delle iscrizioni individuali, alla quale seguono i 51mila euro di contributi dagli enti locali e ringrazio in particolare la regione Basilicata per aver approvato un importante stanziamento triennale di 35mila euro l’anno e poi vi sono i 40mila euro del Ministero degli Affari esteri, parte di un più ampio stanziamento di 80mila, i 15mila euro dei contributi ad iniziative varie ed infine i 10mila euro del 5xmille. Siamo così riusciti, con grande fatica, ad assicurare la nostra attività di monitoraggio ed informazione sulla pena di morte, con le newsletter telematiche quotidiana e settimanale, la pubblicazione del Rapporto annuale ed il Premio l’Abolizionista dell’anno per la quale sono impegnate 5 persone.
Se si esclude quindi il Ministero degli Affari Esteri, sono venute praticamente a mancare le entrate dai progetti che negli anni precedenti riuscivamo ad ottenere dall’Unione europea o da Governi, fosse la Svizzera piuttosto che la Norvegia e questo ci pone in una condizione di grandissima difficoltà per quanto riguarda le forze necessarie ad animare una battaglia planetaria come quella per la moratoria universale delle esecuzioni capitali che abbiamo contribuito in maniera determinante, con il Partito Radicale, ad incardinare all’ONU. Proprio qui, il prossimo anno è previsto un nuovo voto da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite rispetto al quale è necessario far aumentare il numero dei Paesi che votano a favore. Ma un impegno ancor più urgente e necessario lo sentiamo là dove gli odiosi atti di terrorismo diventano il pretesto per mettere in discussione il rispetto dei diritti umani fondamentali e per questo ha un’importanza vitale l’approvazione del progetto che abbiamo presentato quest’anno all’Unione europea il cui titolo è “Contenere la pena di morte in tempi di guerra al terrorismo” riferito a Paesi africani in cui abbiamo registrato una tragica recrudescenza nel ricorso alla pena di morte con il venir meno del rispetto degli standard minimi in tema di garanzie processuali e cioè la Somalia, l’Egitto e la Tunisia. Si saprà se questo progetto triennale di un importo di 800mila euro, presentato al momento in forma di nota sintetica per un primo vaglio di ammissibilità previsto per gennaio, sarà approvato solo nell’autunno 2016. Questo significa che, nella migliore delle ipotesi, e cioè che la nota progettuale sia accettata a gennaio, dobbiamo capire come far fronte all’anno che abbiamo davanti consapevoli però che se già a gennaio l’esito sarà negativo, in discussione è la stessa esistenza di Nessuno tocchi Caino.
Perché è certo che anche se riuscissimo ad assicurare entrate pari a quelle di quest’anno queste non sono sufficienti a farci proseguire tenuto conto anche di quelle che sono le condizioni del Partito Radicale che finora ha sostenuto tutti i costi di struttura, parlo di locali, telefoni, luce, riscaldamento ma che a partire dal 1 gennaio 2016 non è più in grado di farlo, dopo aver dovuto licenziare tutti i dipendenti, dico tutti i dipendenti compresi quelli dell’amministrazione. E c’è anche da chiedersi quale sia il senso dell’esistenza di Nessuno tocchi Caino senza il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito di cui è soggetto costituente.
Ma proprio per questa complessiva condizione di difficoltà, voglio ringraziare una ad una le persone che hanno deciso di iscriversi quest’anno. Sono oltre 800 con molte di loro ho parlato personalmente per senso di riconoscenza, iscriversi a Nessuno tocchi Caino di questi tempi non è proprio scontato, nel tentativo anche di risalire quella china che l’anno scorso ci aveva visti chiudere l’anno 2014 con soli 700 iscritti. Ci sono persone che si sono iscritte alla quota annuale di 100 euro, altre che hanno dato un contributo superiore soprattutto per la tenuta del Congresso, ci sono le persone che hanno voluto iscriversi a tutti i soggetti radicali con la formula di un costo complessivo ridotto, quella del pacchetto, e che va al Partito Radicale per far fronte alle spese di struttura.
E se ringrazio, lo ripeto uno ad uno gli 800 iscritti, voglio in particolare dire che a Nessuno tocchi Caino quest’anno si sono iscritti oltre 50 ergastolani presenti in questa sala, 50 militanti del Consiglio della resistenza iraniana, un Paese dove la pena di morte è praticata più che in ogni altra parte del mondo, così come penso sia importante dire che sono iscritti quest’anno 43 parlamentari tra deputati e senatori di tutti gli schieramenti politici. Noi non abbiamo preclusioni di sorta, persona fisica o giuridica che sia, perché l’unico criterio che conta e che riguarda chi si avvicina a noi, è la condivisione degli obiettivi, non abbiamo probiviri perché quell’inclusività che politicamente proponiamo, vogliamo anche praticarla a partire dalla forma organizzativa che abbiamo scelto di darci.
Rispetto all’anno scorso, vi è il 20% di nuovi iscritti. Questo significa che Nessuno tocchi Caino è come un corpo mingherlino sì ma capace di rigenerare le cellule da cui trae l’energia vitale. Ed è su questo che intendo continuare a lavorare a partire dalla forza delle parole di chi interverrà, per la prima volta a questo nostro Congresso, che considero come un nuovo inizio di una battaglia che parte dall’Italia ma che deve avere un respiro europeo per arrivare a porre l’abolizione dell’ergastolo nel mondo.
In questo senso, e concludo, voglio anche dire che sono stata nominata rappresentante italiana al Comitato del Consiglio d’Europa contro la tortura ed i trattamenti disumani e degradanti. Ringrazio il Governo, in particolare il Ministro della Giustizia Andrea
Orlando, degli Esteri Paolo Gentiloni e il Sottosegretraio alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi per questa decisione e chi come Emma e Marco, con i compagni radicali, mi hanno sostenuta. E’ un incarico che mi impegnerà parzialmente e senza retribuzione, se non a copertura delle spese che affronterò per viaggi e soggiorni, che intendo svolgere, nel rispetto delle norme sulla riservatezza e sulle competenze relative al paese di provenienza, avendo come priorità l’isolamento nelle carceri di massima sicurezza e quella pena di morte nascosta che è l’ergastolo.