E' entrato in vigore il nuovo codice sulla giustizia militare che abolisce la pena di morte.

04 Giugno 2018 :

24 marzo 2017: è entrato in vigore il nuovo codice sulla giustizia militare che abolisce la pena di morte. Era stato approvato il 7 marzo dall’Assemblea nazionale. Il nuovo codice introduce ulteriori garanzie, come quella per cui i tribunali militari non giudicheranno civili, nè minori e saranno composti da magistrati civili che giurino di servire nei tribunali militari.
Il progetto di riforma del codice di giustizia militare era stato avviato nel 2008 con un comitato di revisione dei codici penale, procedura penale e giustizia militare per sostituire norme del 1985. Dopo una sospensione, il progetto era stato presentato dal Ministro della giustizia, Flavien Mbata, e dal Ministro della difesa Joseph Yakété, al Consiglio dei ministri il 9 dicembre 2016, che lo aveva adottato per poi trasmetterlo all'Assemblea nazionale.
Il codice di giustizia militare è il secondo testo che non prevede la pena di morte, dopo che la la Corte penale speciale, istituita nel 2015, l’aveva esclusa integrando nel diritto interno lo Statuto di Roma, in linea con le norme della giustizia penale internazionale. Resta ora da armonizzazione il codice penale ai testi e alle convenzioni internazionali ratificate dalla Repubblica Centrafricana.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio del 1981, quando sono stati fucilati sei alti funzionari dello Stato.
Attualmente, non ci sono prigionieri nel braccio della morte e, almeno negli ultimi anni, nessuno è stato condannato a morte. Nel 2012, Nessuno tocchi Caino aveva condotto una missione a Banguj ottenendo il voto a favour della Risoluzione per la moratoria universal delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
All’inizio del 2013 la Repubblica Centrafricana è stata scossa da forti instabilità e ribellioni di un gruppo chiamato Seleka. Dopo un fallito trattato di pace con i ribelli, François Bozizé ha lasciato il Paese nel marzo 2013, fuggendo in Camerun.
Nel giugno 2015, il governo di transizione aveva promulgato una legge approvata nel mese di aprile per l’istituzione di un tribunale penale speciale nell’ordinamento del Paese, composto da personale nazionale e internazionale, con il compito di indagare e perseguire i crimini più gravi commessi nel Paese dal 2003, tra cui crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La pena massima prevista è l’ergastolo e questo avrebbe dovuto contribuire al sostegno internazionale per la Corte penale speciale oltre a essere un passo logico verso l’abolizione della pena di morte nella Repubblica Centrafricana.
Nell’ottobre 2013, la Repubblica Centrafricana è stata sottoposta alla Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha accettato tutte le raccomandazioni in materia di pena capitale, comprese quelle per accelerare il processo legale verso l’abolizione della pena di morte e aderire al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Il 19 dicembre 2016, la Repubblica Centrafricana ha votato, per la terza volta, a favore della Risoluzione petr la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel 2007, nel 2008 e nel 2010 il Centrafrica si era astenuto.

 

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