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Fermiamo la pena di morte. Per fare giustizia non è necessario uccidere.

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Campagna “Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni
all’Abolizione della pena di morte in Africa”

Dopo il voto dell’ONU sulla Risoluzione per la Moratoria Universale delle esecuzioni, Nessuno tocchi Caino si propone di dare attuazione alla Risoluzione a partire dal continente africano, dove vi è il maggior numero di paesi abolizionisti de facto (21 su 33 Stati membri dell’ONU che non eseguono sentenze capitali da oltre dieci anni). La situazione in Africa è matura per attuare la moratoria della pena di morte e, in alcuni casi, per abolirla completamente.


Finalità della Campagna contro la pena di morte in Africa

Il progetto di Nessuno tocchi Caino è volto a sostenere, nel quadro dello sviluppo del processo democratico nel continente e nel quadro della lotta all'impunità, una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione in Africa per una moratoria delle esecuzioni capitali, in vista della abolizione completa della pena di morte. Conferenze, spot radiofonici, pagine sui giornali, proposte di legge. Sono questi gli strumenti principali della campagna.


Nessuno tocchi Caino

E’ una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per la moratoria delle esecuzioni, in vista della abolizione della pena di morte nel mondo. E´ un´associazione senza fine di lucro, fondata a Bruxelles nel 1993. Il nome è tratto dalla Bibbia dove non c’è scritto solo “occhio per occhio, dente per dente”, c’è scritto anche: “Il signore pose su Caino un segno perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”. Oggi questo vuol dire che lo Stato non può disporre della vita dei suoi cittadini.


Info

www.nessunotocchicaino.it
info@nessunotocchicaino.it
Tel. 06 68803840
Fax 06 68979211


Cronologia: cosa abbiamo fatto
e stiamo facendo sulla moratoria

  • Nel 1994, su iniziativa di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale Transnazionale, il Governo italiano ha presentato, per la prima volta nella storia, una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La risoluzione non fu approvata per soli 8 voti!
  • Nel 1997, il Governo italiano ha presentato la Risoluzione pro Moratoria alla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani di Ginevra che l’ha approvata con la maggioranza assoluta dei voti.
  • Da allora, ogni anno e fino al 2005, la risoluzione è stata sempre approvata dalla Commissione di Ginevra ed è anche grazie a questo se la situazione della pena di morte nel mondo risulta oggi radicalmente cambiata: il numero dei paesi mantenitori della pena di morte passa dai 97 nel 1994 ai 48 di oggi.
  • Nel 1999, la risoluzione per la moratoria viene presentata di nuovo all’Assemblea Generale dell’ONU, questa volta non dal Governo italiano ma dall’Unione Europea in quanto tale, la quale però all’ultimo momento la ritira, perché “da Bruxelles – racconta Francesco Paolo Fulci, all’epoca ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro - giunse l’ordine a New York, a noi Ambasciatori europei, di sospendere qualsiasi iniziativa al riguardo.”
  • Nell’ultimo anno, Nessuno tocchi Caino e il Partito Radicale hanno coinvolto parlamenti, governi e opinione pubblica di tutto il mondo per ottenere la presentazione e il voto della risoluzione per la Moratoria all’Assemblea Generale della Nazioni Unite in corso a New York.
  • Siamo riusciti a far approvare, all’unanimità, risoluzioni alla Camera dei Deputati e al Parlamento Europeo; l’8 aprile scorso, alcune migliaia di persone hanno partecipato alla Marcia di Pasqua dal Campidoglio a San Pietro per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali; abbiamo raccolto decine di migliaia di sottoscrizioni all’Appello per la Moratoria in 158 paesi tra cui quelle di 55 Premi Nobel; abbiamo “occupato” la Rai per cinque giorni e cinque notti per ottenere che i cittadini fossero informati sulla campagna in corso; Marco Pannella ha fatto otto giorni di sciopero della sete nella campagna “Nessuno tocchi Saddam” poi rilanciata sull’obiettivo più generale della Moratoria Universale delle esecuzioni; con lui, da aprile a settembre 2007, numerosi dirigenti e militanti radicali hanno condotto due scioperi della fame ad oltranza per ottenere la presentazione della Risoluzione pro Moratoria al Palazzo di Vetro: il primo durato 64 giorni, il secondo 25 giorni, per complessivi 89 giorni.
  • Il 18 giugno 2007, il Consiglio Affari Generali dell’Unione Europea, riunito a Lussemburgo, ha deciso di presentare, “nell’ambito di un’alleanza interregionale”, la risoluzione sulla Moratoria alla apertura della 62ª Assemblea Generale dell’ONU a settembre.
  • Il 15 novembre 2007, il Terzo Comitato dell’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la Risoluzione per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali, presentata dall’Italia insieme ad altri 86 paesi rappresentativi di tutti i continenti. La risoluzione è stata approvata con 99 voti a favore e 52 contrari.
  • Grazie ai tredici anni di impegno di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale siamo ora giunti al traguardo di una lotta straordinaria: il voto finale dell’Assemblea Generale dell’Onu che chiede agli Stati membri di “stabilire una moratoria delle esecuzioni, in vista dell’abolizione della pena di morte”.
  • Dopo il voto dell’ONU sulla Risoluzione per la Moratoria Universale delle esecuzioni, Nessuno tocchi Caino si propone di dare attuazione alla Risoluzione a partire dal continente africano, dove vi è il maggior numero di paesi abolizionisti de facto (21 su 33 Stati membri dell’ONU che non eseguono sentenze capitali da oltre dieci anni). La situazione in Africa è matura per attuare la moratoria della pena di morte e, in alcuni casi, per abolirla completamente.
  • Il progetto di Nessuno tocchi Caino è volto a sostenere, nel quadro dello sviluppo del processo democratico nel continente e nel quadro della lotta all'impunità, una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione in Africa per una moratoria delle esecuzioni capitali, in vista della abolizione completa della pena di morte. Conferenze, spot radiofonici, pagine sui giornali, proposte di legge. Sono questi gli strumenti principali della campagna.