MORATORIA. MARINI CITA PLUTARCO: UNA BATTAGLIA FILOSOFICA
Se vinta, la battaglia per la moratoria sulla pena di morte
Se vinta, la battaglia per la moratoria sulla pena di morte può farci dire che di fronte alla velocità dell'innovazione tecnologica e della ricerca, anche il pensiero politico e filosofico va avanti. EÈ questa la riflessione che il Presidente del Senato, Franco Marini, ha espresso oggi nel corso della presentazione del Rapporto 2007 Nessuno tocchi Caino e della premiazione del Presidente del Ruanda, Paul Kagame, come 'Abolizionista dell'anno'.
Una riflessione nata dalle letture estive, ha precisato il Presidente del Senato, e più precisamente delle opere di Plutarco, filosofo, storico e uomo politico del primo secolo dopo Cristo. Marini si è detto "colpito dalla assoluta attualità delle sue considerazioni politiche, pur se riferite a tumultuose assemblee dell'Atene democratica o della Sparta oligarchica".
Leggendo le opere di Plutarco, "mi veniva in mente che in questi 2000 anni la storia e l'evoluzione del pensiero politico e filosofico sono rimaste lì, mentre l'umanità corre su questo binario dell'innovazione tecnica, tecnologica e di ricerca, che cambia le cose in maniera impensabile".
"Questa battaglia per cancellare dalla pratica e dalla teoria degli stati la pena di morte - ha concluso Marini - è una battaglia che, se vinta, può farci dire che è vero che corre di più la tecnica, ma anche il pensiero va avanti".
Una riflessione nata dalle letture estive, ha precisato il Presidente del Senato, e più precisamente delle opere di Plutarco, filosofo, storico e uomo politico del primo secolo dopo Cristo. Marini si è detto "colpito dalla assoluta attualità delle sue considerazioni politiche, pur se riferite a tumultuose assemblee dell'Atene democratica o della Sparta oligarchica".
Leggendo le opere di Plutarco, "mi veniva in mente che in questi 2000 anni la storia e l'evoluzione del pensiero politico e filosofico sono rimaste lì, mentre l'umanità corre su questo binario dell'innovazione tecnica, tecnologica e di ricerca, che cambia le cose in maniera impensabile".
"Questa battaglia per cancellare dalla pratica e dalla teoria degli stati la pena di morte - ha concluso Marini - è una battaglia che, se vinta, può farci dire che è vero che corre di più la tecnica, ma anche il pensiero va avanti".
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 30/08/2007)
