ARABIA SAUDITA: APOSTATA SI PENTE DAVANTI AI GIUDICI
un giornalista saudita che rischia l’esecuzione per aver insultato il Profeta Maometto
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un giornalista saudita che rischia l’esecuzione per aver insultato il Profeta Maometto si sarebbe pentito davanti ai giudici, il che comporta una pena minore.
Secondo il quotidiano in lingua araba Sharq, Hamza Kashgari ha espresso il proprio pentimento in tribunale, nella capitale saudita Riad.
“Kashgari si è detto pentito ed ha espresso rammarico per aver offeso il Profeta…questo significa che riceverà una pena mite”, scrive il giornale, riportando le parole dei familiari del giornalista.
Kashgari, 23 anni, che lavora per il quotidiano in lingua araba Albilad, scappò il mese scorso in Malesia dopo l’ordine d’arresto che il Re Abdullah emanò con l’accusa di apostasia, in relazione ad un articolo pubblicato su Twitter. Alcuni giorni dopo, il giovane fu deportato in Arabia Saudita e subito arrestato.
All’indomani dell’arresto lo Sceicco Saleh bin Fowzan Al Fowzan, uno dei sette membri del Consiglio Supremo Religioso in Arabia Saudita, aveva ribadito che chiunque nell’Islam insulti Dio o Maometto deve essere condannato a morte per apostasia.
“Pentirsi non servirà…chiunque insulti Dio o il Profeta deve essere ucciso”, ha detto il Religioso.
“Dobbiamo prima verificare se quest’uomo (Kashgari) abbia insultato il Profeta Maometto nel suo articolo… se cosi è, allora deve esser ucciso…molte persone chiedono ora la sua esecuzione”.
Secondo il quotidiano in lingua araba Sharq, Hamza Kashgari ha espresso il proprio pentimento in tribunale, nella capitale saudita Riad.
“Kashgari si è detto pentito ed ha espresso rammarico per aver offeso il Profeta…questo significa che riceverà una pena mite”, scrive il giornale, riportando le parole dei familiari del giornalista.
Kashgari, 23 anni, che lavora per il quotidiano in lingua araba Albilad, scappò il mese scorso in Malesia dopo l’ordine d’arresto che il Re Abdullah emanò con l’accusa di apostasia, in relazione ad un articolo pubblicato su Twitter. Alcuni giorni dopo, il giovane fu deportato in Arabia Saudita e subito arrestato.
All’indomani dell’arresto lo Sceicco Saleh bin Fowzan Al Fowzan, uno dei sette membri del Consiglio Supremo Religioso in Arabia Saudita, aveva ribadito che chiunque nell’Islam insulti Dio o Maometto deve essere condannato a morte per apostasia.
“Pentirsi non servirà…chiunque insulti Dio o il Profeta deve essere ucciso”, ha detto il Religioso.
“Dobbiamo prima verificare se quest’uomo (Kashgari) abbia insultato il Profeta Maometto nel suo articolo… se cosi è, allora deve esser ucciso…molte persone chiedono ora la sua esecuzione”.
— FONTI
- (Fonti: emirates247, 08/03/2012)
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