USA: PENA DI MORTE E DETERRENZA
un importante studio definisce “non scientifici” tutti gli studi che negli ultimi anni hanno sostenuto
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un importante studio definisce “non scientifici” tutti gli studi che negli ultimi anni hanno sostenuto che la pena di morte ha potere deterrente. Il nuovo studio del prestigioso National Research Council of the National Academies ha esaminato gli studi degli ultimi 30 anni, ed oggi ha reso note le sue conclusioni: “il Comitato ritiene che le ricerche su eventuali effetti deterrenti della pena di morte hanno gravi difetti metodologici. Non forniscono informazioni corrette circa il tasso di omicidi che diminuisce, rimane uguale o aumenta a seguito delle condanne a morte. Il Comitato quindi raccomanda che questi studi non vengano utilizzati in sede parlamentare a supporto di iniziative legislative sulla pena di morte”.
Daniel Nagin, professore alla Carnegie Mellon, che ha presieduto il Comitato, ha detto: “Ci rendiamo conto che la nostra conclusione creerà qualche controversia, ma non si fa un buon servizio a nessuno quando si utilizzano informazioni prive di basi scientifiche. In quegli studi non c’è nessuna informazione su come i potenziali assassini percepiscano il rischio potenziale di una condanna a morte”.
I tre punti principali evidenziati dal Comitato sono: manca qualsiasi valutazione o comparazione sugli effetti deterrenti che avrebbero condanne non a morte; le valutazioni di percezione in prospettiva dei potenziali assassini circa la loro punizione sono incomplete o non plausibili; le stime sugli effetti deterrenti della pena di morte sono fatte su modelli statistici non credibili. Il titolo dello studio è "Deterrence and the Death Penalty".
Daniel Nagin, professore alla Carnegie Mellon, che ha presieduto il Comitato, ha detto: “Ci rendiamo conto che la nostra conclusione creerà qualche controversia, ma non si fa un buon servizio a nessuno quando si utilizzano informazioni prive di basi scientifiche. In quegli studi non c’è nessuna informazione su come i potenziali assassini percepiscano il rischio potenziale di una condanna a morte”.
I tre punti principali evidenziati dal Comitato sono: manca qualsiasi valutazione o comparazione sugli effetti deterrenti che avrebbero condanne non a morte; le valutazioni di percezione in prospettiva dei potenziali assassini circa la loro punizione sono incomplete o non plausibili; le stime sugli effetti deterrenti della pena di morte sono fatte su modelli statistici non credibili. Il titolo dello studio è "Deterrence and the Death Penalty".
— FONTI
- (Fonti: USA Today, DPIC, 18/04/2012)
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