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ARABIA SAUDITA·PENA DI MORTE·23 GENNAIO 2013·2 MIN DI LETTURA

ARABIA SAUDITA: PERDONATO DOPO 18 ANNI TRASCORSI NEL BRACCIO DELLA MORTE

un uomo che ha trascorso 18 anni nel braccio della morte in Arabia Saudita per l'omicidio di

arabia
un uomo che ha trascorso 18 anni nel braccio della morte in Arabia Saudita per l'omicidio di un amico è stato rilasciato dalla prigione di Taif dopo che la sua tribù, parenti, amici e benefattori sono riusciti a mettere insieme il prezzo del sangue di 27 milioni di riyal.
Awad Eid Al-Harbi è stato accolto al portone della prigione dai propri parenti e da una folla che ha atteso tre ore fino al completamento delle procedure di rilascio, e che è stata felice di vederlo finalmente libero. Il figlio della vittima aveva detto che avrebbe perdonato Al-Harbi, responsabile dell’omicidio di Farraj Al-Subaie, a condizione che il prezzo del sangue venisse pagato prima del 12 gennaio, altrimenti l’omicida sarebbe stato decapitato.
Il figlio di Al-Subaie era solo un bambino quando suo padre fu assassinato.
Il giudice ha deciso di rimandare l'esecuzione fino a quando il figlio della vittima non avesse compiuto 18 anni e fosse abbastanza maturo per decidere il destino di Al-Harbi.
Mentre era in prigione, Al-Harbi ha sposato la figlia di un altro detenuto del braccio della morte.
Il matrimonio si è svolto all'interno del carcere ed ha visto la partecipazione di detenuti e guardie.
Quattro anni dopo il matrimonio, il suocero è stato giustiziato.
Mentre era ancora dietro le sbarre, la moglie di Al-Harbi ha dato alla luce una bambina che è stata chiamata Amal (speranza), nella convinzione che il nome sarebbe stato di buon auspicio per lui.
La bambina ha ormai tre anni e mezzo.
Al-Harbi ha dichiarato: "Non posso descrivere la mia felicità. Ringrazio di cuore Allah e tutti coloro che mi sono stati accanto".
Ha detto che per prima cosa sarebbe andato a casa a salutare la moglie e la figlia per poi recarsi alla Grande Moschea, effettuando la Umra (pellegrinaggio alla Mecca).
Il tribunale di Taif ha ripartito i soldi dandone un sesto alla moglie di Al-Subaie, un ottavo a sua madre e il resto al figlio.
Al-Harbi ha ringraziato la moglie per aver accettato la proposta di matrimonio anche se il suo destino non era chiaro e ha detto di voler vivere con lei e sua figlia a Medina.
— FONTI
  • (Fonti: saudigazette.com.sa, 25/01/2013)