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ARABIA SAUDITA·PENA DI MORTE·11 GIUGNO 2014·1 MIN DI LETTURA

ARABIA SAUDITA: MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DIFENDE LE DURE PUNIZIONI DELLA SHARIA

il ministro della Giustizia saudita ha difeso le dure punizioni della sharia come la decapitazione, il taglio delle

corano
il ministro della Giustizia saudita ha difeso le dure punizioni della sharia come la decapitazione, il taglio delle mani e le frustate, sostenendo che "non possano essere modificate", perché fanno parte della Legge Islamica.
"Queste punizioni sono basate su testi religiosi divini e non possiamo cambiarle," ha detto Mohammed Al Eissa durante un recente discorso a Washington.
Il Ministro ha sostenuto che la legge islamica abbia contribuito a ridurre la criminalità nel Regno conservatore.
La pena capitale viene applicata in molti altri paesi, compresi gli Stati Uniti, e non è limitata agli Stati islamici, ha detto.
Le frustate – ha continuato -  vengono date solo a quelli condannati per gravi reati legati all’"onore", mentre la legge della Sharia  non approvava il taglio delle mani per i sospetti ladri.
"L'Islam simpatizza con la vittima, non il criminale", ha detto Al Eissa.
Parlando con avvocati, consulenti legali e accademici americani, Al Eissa ha criticato i gruppi internazionali per i diritti umani che chiedono modifiche al sistema giudiziario del Regno, sostenendo che commettano "grandi errori", perché hanno frainteso il Paese e l'Islam.
"Ogni attacco alla magistratura sarà considerato un attacco alla sovranità del Regno", ha detto.
Per Al Eissa il sistema di giustizia penale del suo Paese è migliorato negli ultimi anni.
"Nei tribunali sauditi, i procedimenti penali vengono svolti in pubblico per garantire trasparenza ed equità", ha concluso.
— FONTI
  • (Fonti: arabianbusiness.com, 11/06/2014)