
Presidente
CHI SIAMO
Nessuno tocchi Caino — Spes contra spem è un'associazione radicale, nonviolenta, transnazionale, transpartitica e non profit, fondata a Bruxelles nel 1993. Combattiamo per l'abolizione della pena di morte nel mondo, della pena fino alla morte, della morte per pena e della prevenzione quando sia peggiore della punizione. Siamo membri del Consiglio d'Europa e riconosciuti dall'ONU con lo status consultivo speciale.

CHI SIAMO
Il nome è tratto dalla Genesi: «Il Signore pose su Caino un segno, affinché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato». Nessuno tocchi Caino vuol dire giustizia senza vendetta. Conseguiamo il nostro primo grande traguardo nel 2007, quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Risoluzione per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali: non un'abolizione imposta per decreto, ma un successo costruito attraverso la via del dialogo. Nel 2019, otteniamo dalla Corte Europea per i diritti umani la sentenza che afferma il “diritto alla speranza” contro il “fine pena mai”. Oggi il nostro impegno è volto ad abolire il carcere, ridotto al senso originario del nome “carcar”: sotterrare, tumulare. In altre parole “un cimitero dei vivi” come lo ha definito Filippo Turati nel lontano 1904. Non solo pena di morte, pena fino alla morte e morte per pena, Nessuno tocchi Caino affronta anche il regime italiano della prevenzione quando si rivela peggiore della punizione.
COSA FACCIAMO
01 — PENA DI MORTE
Bisogna andare avanti, oltre la pena di morte, liberare innanzitutto noi stessi e sgombrare il campo dagli armamentari mentali e strutturali del giudizio: indagini e tribunali, condanne e pene, procuratori e giudici, carcerieri e boia.
02 — MORTE PER PENA
Le carceri non sono solo luoghi di privazione della libertà. Perché a mancare sono i sensi fondamentali e i più significativi contatti umani. La pena è corporale, il danno è esistenziale, la sofferenza è grave per tutti, non solo per i detenuti, anche per i detenenti.
03 — QUANDO PREVENIRE È PEGGIO che punire
Nel nome della guerra alla mafia, ai processi e ai castighi penali contemporanei sono stati affiancati e spesso preferiti processi sommari e castighi medievali come quelli dei sequestri e delle confische patrimoniali, delle interdittive prefettizie, degli scioglimenti dei comuni.
LA NOSTRA STORIA
1993
Nasce Nessuno tocchi Caino come lega di cittadini e parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo.
1994
Prima campagna ONU per la moratoria universale delle esecuzioni.
2000
Campagna "We, on Death Row" di Oliviero Toscani con immagini di condannati a morte negli Stati Uniti.
2007
L'Assemblea Generale dell'ONU approva per la prima volta la risoluzione per la moratoria.
2013
La Corte europea per i diritti umani emette la sentenza Torreggiani vs Italia sul sovraffollamento carcerario.
2019
La Corte europea per i diritti umani emette la sentenza Viola vs Italia contro l'ergastolo ostativo.
2021
Avvio della campagna "Quando prevenire è peggio che punire" per la riforma delle misure di prevenzione, interdittive e sciogimento dei comuni per mafia.
2023
"Visitare i carcerati": oltre 100 ingressi all'anno negli istituti di pena per monitorare e far conoscere le condizioni di vita dei detenuti e di lavoro dei "detenenti".
2026
166 Paesi abolizonisti di diritto o di fatto delle pena di morte. 33 mantenitori.
PRESIDENZA D'ONORE
TEAM E ORGANI

Presidente

Segretario
Cofondatore (1993) e segretario di Nessuno Tocchi Caino, leader nonviolento, ex parlamentare e autore di libri inchiesta sulle storture del sistema normativo antimafia.

Tesoriera
Cofondatrice (1993) e tesoriera di Nessuno tocchi Caino (dal 2003), ex parlamentare e componente il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT)

Fundraising
Imprenditore
CONSIGLIO GENERALE
DIECI ANNI DOPO · 19 MAGGIO 2016—2026
Decimo anniversario dalla scomparsa di Marco Pannella, fondatore. Una vita fatta di scioperi della fame, sit-in, battaglie nonviolente per i diritti umani, l'abolizione della pena di morte, la giustizia che non punisce ma ripara. La nostra battaglia continua perché ce l'ha insegnata lui.

«La pena di morte non è giustizia. È vendetta organizzata dallo Stato. È la prova che lo Stato si arrende all'odio.»
— MARCO PANNELLA, 1993