LIBIA. NO DI GHEDDAFI A LIBERAZIONE INFERMIERE BULGARE
il leader libico Muammar Gheddafi ha dichiarato che non concederà la grazia alle cinque infermiere bulgare condannate a morte per aver intenzionalmente infettato centinaia di bambini con il virus Hiv.
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il leader libico Muammar Gheddafi ha dichiarato che non concederà la grazia alle cinque infermiere bulgare condannate a morte per aver intenzionalmente infettato centinaia di bambini con il virus Hiv.
“Ho giurato su Allah che non consentirò il loro rilascio. Come possiamo liberare degli assassini di bambini?”, ha chiesto Gheddafi, che si è detto stanco delle richieste occidentali finalizzate alla liberazione delle cinque donne.
In carcere già da cinque anni, le cinque infermiere ed un medico palestinese sono stati condannati a morte nel maggio 2004 da un tribunale di Bengasi, per aver provocato l’epidemia in un ospedale pediatrico della città.
Nell’ambito di ricerche contro il virus Hiv, i sei avrebbero volutamente infettato 426 bambini libici, 47 dei quali sarebbero già morti.
Dopo aver ammesso la propria colpevolezza, due infermiere ed il medico in un secondo momento hanno dichiarato di essere stati costretti dalla polizia ad una falsa confessione, estorta con percosse e scariche elettriche. In più, diversi esperti hanno affermato che l'epidemia fosse gia' in atto prima del 1998, anno dell'arrivo in città dei sei operatori sanitari.
Intanto, il processo ai 10 poliziotti accusati delle torture è stato rimandato per la seconda volta.
Il giudice di Tripoli che si occupa del caso ha spostato il processo al 26 aprile, considerata l’assenza di alcuni avvocati della difesa.
Lo scorso dicembre, le autorità libiche avevano detto di essere disposte a prendere in considerazione la liberazione delle infermiere, nel caso la Bulgaria avesse deciso di risarcire le famiglie delle vittime. Le autorità di Sofia si sono finora rifiutate, sostenendo che pagare un risarcimento costituirebbe una implicita ammissione di colpevolezza.
“Ho giurato su Allah che non consentirò il loro rilascio. Come possiamo liberare degli assassini di bambini?”, ha chiesto Gheddafi, che si è detto stanco delle richieste occidentali finalizzate alla liberazione delle cinque donne.
In carcere già da cinque anni, le cinque infermiere ed un medico palestinese sono stati condannati a morte nel maggio 2004 da un tribunale di Bengasi, per aver provocato l’epidemia in un ospedale pediatrico della città.
Nell’ambito di ricerche contro il virus Hiv, i sei avrebbero volutamente infettato 426 bambini libici, 47 dei quali sarebbero già morti.
Dopo aver ammesso la propria colpevolezza, due infermiere ed il medico in un secondo momento hanno dichiarato di essere stati costretti dalla polizia ad una falsa confessione, estorta con percosse e scariche elettriche. In più, diversi esperti hanno affermato che l'epidemia fosse gia' in atto prima del 1998, anno dell'arrivo in città dei sei operatori sanitari.
Intanto, il processo ai 10 poliziotti accusati delle torture è stato rimandato per la seconda volta.
Il giudice di Tripoli che si occupa del caso ha spostato il processo al 26 aprile, considerata l’assenza di alcuni avvocati della difesa.
Lo scorso dicembre, le autorità libiche avevano detto di essere disposte a prendere in considerazione la liberazione delle infermiere, nel caso la Bulgaria avesse deciso di risarcire le famiglie delle vittime. Le autorità di Sofia si sono finora rifiutate, sostenendo che pagare un risarcimento costituirebbe una implicita ammissione di colpevolezza.
— FONTI
- (Fonti: Bbc, 23/03/2005)
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