esecuzioni nel mondo:

Nel 2026

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

KUWAIT

 
governo: monarchia costituzionale
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: 11 novembre 1962
sistema giuridico: Misto sistema legale inglese, francese e islamico basato sul diritto civile, incorpora elementi della legge islamica riguardo i diritti della persona
sistema legislativo: monocamerale, Assemblea Nazionale (Majlis al-umma)
sistema giudiziario: Corte Costituzionale; Corte di Cassazione, Alta Corte d'Appello
religione: 85% musulmani, 15% cristiani
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione impiccagione
braccio della morte: 36 (al 14 agosto 2016, secondo Al-Shahed daily)
Data ultima esecuzioni: 1-4-2013
condanne a morte: 16
Esecuzioni: 7
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


situazione:
La pena di morte è prevista dalla legge penale basata sulla Sharia. Sono reati capitali anche lo stupro e i reati contro la sicurezza dello Stato. Dal 1995, la pena di morte è obbligatoria per il reato di spaccio di droga.
Contro le condanne a morte, che sono di solito eseguite per impiccagione, si possono presentare due appelli ed è necessaria l’approvazione finale dell’Emiro.

Il 15 novembre 2016, il capo della protezione minorile presso il Ministero degli Interni, Bader Al Ghadhoori ha reso noto che il Kuwait ha abbassato la maggiore età da 18 a 16 anni, con una legge approvata alla fine del 2015, il che comporta che possano essere condannati a morte minorenni dal gennaio 2017.


Nel 2014 e nel 2015, non si sono registrate esecuzioni in Kuwait che le aveva effettuate nel 2013, mettendo a morte 5 persone, quattro per omicidio e una per rapimento e stupro, dopo una sospensione che durava dal 2007. Secondo il Procuratore Capo Mohammad al-Duaij, dopo queste esecuzioni, altre 46 persone erano nel braccio della morte in attesa di una decisione definitiva sul loro destino da parte dell’Emiro.
La precedente esecuzione era stata effettuata il 20 maggio 2007, quando un cittadino pachistano, Khan Anwar Islam, è stato impiccato per traffico di droga.
Nel 2015, sono state imposte almeno 14 condanne a morte, tra cui 7 per terrorismo. Almeno 11 persone erano in attesa di esecuzione, alla fine dell’anno, secondo Amnesty International.
Nel 2016, sono state imposte almeno 49 condanne a morte, secondo Amnesty International, quando nel 2015 erano state 14. Al 14 agosto 2016, c’erano 36 prigionieri, tra cui sei donne, condannati a morte per vari reati, ha reso noto il quotidiano Al-Shahed.
Il 25 gennaio 2017, sette persone, incluso un membro della famiglia regnante che uccise un proprio nipote, sono state impiccate nelle prime esecuzioni in Kuwait dal 2013. Tre donne, originarie del Kuwait, Filippine ed Etiopia, figurano tra i sette impiccati.
Da quando ha introdotto la pena di morte a metà degli anni 60, il Kuwait ha giustiziato un totale di 78 uomini e 6 donne straniere, la maggior parte dei quali condannati per omicidio e traffico di droga.

Il prezzo del sangue
Anche se la pena di morte è ammessa secondo la Sharia, è soggetta a numerosi passaggi di verifica e nullaosta, tra cui il consenso dei parenti della vittima in caso di omicidio e l’approvazione finale da parte dell’Emiro del Paese.

La pena di morte nei confronti delle donne
Secondo l'art 59 del codice penale, una donna incinta che dà alla luce un bambino vivo avrà la sua condanna a morte commutata in ergastolo. Il Kuwait ha aderito alla Carta araba sui diritti umani, che proibisce anche l'esecuzione di donne incinte e di madri che allattano.
In Kuwait al 14 agosto 2016, c’erano 36 prigionieri, tra cui sei donne, condannati a morte per vari reati, come omicidio premeditato, traffico di droga, sequestro di persona e stupro, ha reso noto il quotidiano Al-Shahed. Tre donne sono state giustiziate nel gennaio 2017. Il 12 luglio 2016, una donna dello Sri Lanka, identificata solo come S.B., insieme a tre indiani, è stata condannata a morte dalla Corte d'Appello del Kuwait, presieduta dal giudice Ali Diran, per traffico di eroina. Le condanne erano state emesse in primo grado dal tribunale penale nel marzo del 2016. 

Le Nazioni Unite
Il 28 gennaio 2015, il Kuwait è stato esaminato nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nel suo Rapporto Nazionale, il Governo ha detto che anche se la pena di morte è ammessa secondo la Sharia, è limitata ai casi di reati capitali ed è soggetta a numerosi passaggi di verifica e nullaosta, tra cui l'approvazione da parte dell’Emiro del Paese. Il Governo ha comunicato che, nel periodo 2007-2013, la pena capitale è stata eseguita solo in sei casi (quattro casi di omicidio, un caso di contrabbando di droga e un caso di rapimento e stupro) e, nello stesso periodo, l’Emiro ha emesso tre decreti in base ai quali le condanne a morte di 16 persone sono state commutate in ergastolo.
Il 19 dicembre 2016, il Kuwait ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

notizie


 

Commutazione di condanne a morte

 
 
 

Pena di morte per reati di droga

 
 
 

Pena di morte per stupro

 
 
 

Pena di morte per reati violenti

 
 
 

 

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