IRAN - Rapporto Hengaw sul 28° giorno di guerra

IRAN - War day 28 (Hengaw)

29 Marzo 2026 :

28/03/2026 - IRAN. Rapporto Hengaw sul 28° giorno di guerra

6.900 morti, tra cui 720 civili

Nel 29° giorno della guerra in corso tra gli Stati Uniti, Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran, l’Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani pubblica il suo ottavo rapporto, esprimendo grave preoccupazione per il crescente numero di vittime civili.
Secondo le statistiche confermate dal Centro di statistica e documentazione di Hengaw, alla fine del 29° giorno del conflitto sono state uccise almeno 6.900 persone. Di queste, 720 (10,5%) erano civili, mentre 6.180 erano membri delle forze armate iraniane.

Ripartizione delle vittime e portata geografica degli attacchi
Tra il 28 febbraio e il 28 marzo 2026, strutture militari e governative in almeno 190 città distribuite in 27 province dell’Iran sono state prese di mira da attacchi aerei e missilistici israeliani e statunitensi.
Gli attacchi hanno preso di mira una vasta gamma di installazioni, tra cui basi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), centri della milizia Basij, basi aeree militari, impianti missilistici, stazioni di polizia, istituzioni giudiziarie, quartier generali dei servizi segreti, caserme dell’esercito e unità delle forze speciali.
Sono stati uccisi 6.180 membri del personale militare governativo, la maggior parte dei quali appartenenti all’aeronautica militare, all’IRGC e all’esercito iraniano.
Il maggior numero di vittime militari è stato registrato nelle province di Teheran, Kermanshah, Hormozgan, Lorestan, Alborz, Khuzestan, Kurdistan (Sanandaj) e Sistan e Baluchestan.
Hengaw ha appreso che le istituzioni di sicurezza iraniane stanno attuando una politica di “occultamento sistematico”, omettendo di fornire dati precisi sulle vittime e, nelle rare occasioni in cui vengono divulgate informazioni, pubblicando cifre significativamente inferiori a quelle documentate dalle indagini sul campo.

Almeno 720 civili uccisi nel primo mese di guerra
Hengaw conferma che il maggior numero di vittime civili è stato registrato nelle province di Teheran, Hormozgan, Lorestan, Kermanshah, Fars, Alborz, Ilam e Markazi.
Sono stati uccisi almeno 720 civili, pari al 10,5% del totale delle vittime. Tra le vittime civili, Hengaw ha verificato la morte di 150 minori e 190 donne.
I media statali e i funzionari iraniani avevano precedentemente affermato che 167 minori erano stati uccisi in un attacco a una scuola a Minab. Tuttavia, un mese dopo, sono state confermate le identità di sole 58 vittime, tra cui 48 minori e 10 adulti.
In un successivo aggiornamento ufficiale, le autorità hanno rivisto il numero dei minori uccisi portandolo a 120, affermando che 47 delle vittime erano membri del personale scolastico e genitori.
Nonostante queste revisioni, sono state rese pubbliche solo le identità degli stessi 48 minori.
Hengaw ha inoltre ricevuto numerose segnalazioni che confermano che le forze militari iraniane si sono ritirate dalle basi ufficiali e si stanno invece appostando in luoghi civili, tra cui scuole, dormitori studenteschi e moschee all’interno di zone residenziali. Ai sensi del diritto internazionale umanitario, comprese le Convenzioni di Ginevra, tali azioni possono costituire l’uso di scudi umani, mettendo a serio rischio la vita dei civili.

Gravi perdite militari in Kurdistan e continua occultamento delle statistiche
Durante il primo mese di guerra, intensi attacchi aerei da parte delle forze israeliane e statunitensi hanno preso di mira postazioni militari e governative in 35 città nelle province di Ilam, Kermanshah, Kurdistan (Sanandaj) e Azerbaigian occidentale (Urmia). In queste aree sono state colpite almeno 250 basi militari e centri di sicurezza.
Secondo i risultati di Hengaw, solo in queste quattro province sono stati uccisi almeno 1.540 membri del personale militare e governativo iraniano.
Inoltre, in questi attacchi sono stati uccisi almeno 107 civili, tra cui 11 minori e 9 donne. Il numero più elevato di vittime civili è stato registrato nelle città di Urmia, Sanandaj, Divandarreh, Ivan-e Gharb, Ilam, Naqadeh, Bukan e Kermanshah.
Nel suo precedente rapporto, Hengaw ha osservato che gli organismi di sicurezza iraniani hanno costantemente omesso di fornire dati precisi sulle vittime militari, in particolare nel Kurdistan. Quando i dati vengono resi noti, essi sottostimano in modo significativo la realtà documentata sul campo. Hengaw ribadisce l’urgente necessità di trasparenza nell’identificazione delle vittime e di protezione delle vite dei civili in conformità con il diritto internazionale umanitario.

L’appello di Hengaw
Facendo riferimento alla Quarta Convenzione di Ginevra sulla protezione dei civili in tempo di guerra, Hengaw afferma che tutte le parti coinvolte nel conflitto sono tenute a operare una distinzione chiara e assoluta tra obiettivi militari e civili.
Hengaw invita la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli organismi di monitoraggio dei diritti umani, a esercitare pressioni sulle parti in conflitto e a monitorare da vicino la politica di occultamento della Repubblica Islamica, nonché ad attivare immediatamente meccanismi di protezione per salvaguardare le vite dei civili.

https://hengaw.net/en/reports-and-statistics-1/2026/03/article-14-1

 

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