23 Febbraio 2026 :
23/02/2026 - IRAN. Rapporto Hrana: L'inverno cremisi
Un resoconto di 50 giorni delle proteste del 2025-2026
Pubblicato il 23 febbraio, questo rapporto completo esamina gli sviluppi dei primi cinquanta giorni successivi allo scoppio delle proteste nazionali in Iran il 28 dicembre 2025, fornendo un resoconto dettagliato degli eventi in corso e della risposta dello Stato dal dicembre 2025 al febbraio 2026.
Compilato attraverso uno sforzo di documentazione coordinato e multi team tra l'agenzia di stampa HRANA, Spreading Justice, il Progetto di Documentazione Pasdaran e il Dipartimento di Statistica di HRA, il rapporto di circa 1.350 pagine conserva un resoconto strutturato della fase iniziale delle proteste nazionali iraniane del 2025-2026 e della risposta dello Stato.
I risultati derivano da oltre 143.330 rapporti HRANA provenienti da fonti confidenziali e aperte, raccolti, verificati e analizzati durante la finestra di 50 giorni.
Perché questo rapporto e perché ora?
I cicli di protesta su larga scala generano due dinamiche parallele: un volume di documentazione senza precedenti e uno sforzo coordinato da parte delle autorità statali per limitare le comunicazioni, plasmare le narrazioni e intimidire le fonti. In questo ambiente, il rischio centrale non è solo quello di sottovalutare le violazioni, ma anche di perdere la capacità di verificare le identità, i luoghi, le date e i modelli mentre le prove rimangono recuperabili.
Questo rapporto adotta una metodologia disciplinata per i diritti umani, incentrata sulla documentazione di casi minimi verificabili, piuttosto che sulla pubblicazione di stime massime. Presenta i risultati che possono essere confermati attraverso prove corroborate, anche quando la scala più ampia delle violazioni probabilmente supera ciò che può essere confermato in tempo reale. La pubblicazione è intesa sia come documento pubblico che come base d'archivio per l'analisi legale e i futuri processi di responsabilità.
Cosa contiene il rapporto
Il rapporto traccia una mappa dei primi cinquanta giorni di proteste, affrontando le principali questioni di responsabilità:
- Come si sono evolute e diffuse geograficamente le proteste?
- Come hanno risposto le forze dello Stato e attraverso quali strutture.
- Quali forme di danno si sono verificate
- Come le condizioni di blackout hanno influenzato la disponibilità, la qualità e la verifica delle informazioni?
- Come sono stati autenticati e verificati i contenuti in un ambiente caratterizzato da sorveglianza, rischio delle fonti e accesso limitato?
- Come sono stati identificati e mitigati i rischi derivanti da contenuti manipolati, fabbricati o generati dall'AI, nell'ambito del processo di verifica?
- Come si possono caratterizzare legalmente i modelli documentati
- Come si possono preservare i documenti, in particolare le identità delle vittime e dei detenuti, senza aumentare i rischi?
Le sezioni analizzano le tendenze e la geografia della protesta, la mobilitazione universitaria, gli slogan, la struttura e gli strumenti della repressione, i modelli di violazione, tra cui uccisioni, ferite, arresti, confessioni forzate, pressioni sulle famiglie e attacchi alla neutralità medica, nonché l'analisi legale, le risposte internazionali e il modo in cui le iniziative di documentazione HRA si sono mobilitate.
Al centro del rapporto ci sono due pilastri fondamentali: la contabilità verificata delle persone uccise, compresi i bambini, e la contabilità documentata dei detenuti, compresi i minori, gli studenti e le persone sottoposte ad arresti di gruppo.
Punti principali
Ambito geografico
- Totale luoghi di protesta: 682
- Città: 203
- Province: 31
La distribuzione geografica dimostra che sia l'attività di protesta che la risposta dello Stato erano di portata nazionale.
Mobilitazione studentesca
- Proteste universitarie documentate: 55
- Università in protesta: 36
Le università sono emerse come spazi civici centrali all'interno del più ampio movimento di protesta e della risposta dello Stato.
Vittime: scala e composizione
Nei primi cinquanta giorni coperti da questo rapporto, la documentazione consolidata registra:
- Manifestanti uccisi: 6,488
- minori uccisi, contati separatamente e non inclusi tra i manifestanti: 236
- Civili uccisi, non manifestanti: 76
- Militari e forze governative uccisi: 207
- Totale vittime: 7,007
Altri 11.744 casi rimangono sotto esame e non sono inclusi nei totali confermati. Separatamente, l'HRA ha documentato otto morti civili derivanti da scontri tra civili in pubblico. La separazione categoriale è intenzionale. Distinguere i manifestanti, i minori, i civili non manifestanti e le vittime governative o filogovernative evita la confusione analitica e consente un'interpretazione legale e statistica più chiara. Le cifre riflettono un record minimo verificabile, compilato in condizioni in cui non è possibile un accesso completo.
Ferite
- Feriti delle forze militari e di sicurezza: 4,884
- Feriti civili: 25.846
Queste cifre contestualizzano l'ampiezza dei danni al di là dei decessi confermati e illustrano l'entità complessiva della violenza.
Arresti
- Arresti totali: 53,777
- Minori, adolescenti e studenti delle scuole arrestati: 555
- Studenti universitari arrestati: 147Le cifre degli arresti includono sia i casi identificati individualmente che gli arresti di gruppo verificati, riflettendo realtà documentali in cui i nomi sono spesso non disponibili o non sicuri da pubblicare.
Confessioni forzate
- Confessioni forzate documentate: 369
Il rapporto tratta le confessioni forzate come uno strumento sistematico di intimidazione e di controllo della narrazione all'interno di un ambiente mediatico pesantemente sorvegliato e limitato.
Convocazioni
- Convocazioni documentate: 11,053
Le convocazioni funzionano come meccanismo parallelo di pressione legale, estendendo il controllo dello Stato al di là delle persone formalmente detenute.
La Lista dei Deceduti: Metodologia e protezione
L'Appendice A contiene l'elenco dei defunti. Le decisioni sulla pubblicazione sono regolate da un quadro di protezione centrato sulla ponderazione dell'interesse pubblico della divulgazione rispetto al rischio di ritorsioni per i parenti, i testimoni e la rete di HRANA.
Quando i nomi vengono pubblicati, sono abbinati, ove possibile, a identificatori fondamentali, tra cui l'età, l'ubicazione e le ancore di documentazione utilizzate per la verifica. Le voci sono anche abbinate alle fonti. Quando una fonte terza è indicata come fonte primaria, HRANA ha verificato in modo indipendente le informazioni attraverso la sua rete di segnalazione.
Nei casi in cui la pubblicazione creerebbe un rischio inaccettabile, i casi sono riflessi nei totali verificati e conservati all'interno di sistemi di documentazione sicuri per scopi di responsabilità.
L'elenco è il prodotto di una metodologia di verifica strutturata e incrociata, progettata per preservare un record pubblico accurato senza aumentare il pericolo per le persone all'interno del Paese.
Valutazione legale e rilevanza della responsabilità
Il rapporto include una valutazione legale preliminare, inquadrando i modelli documentati come potenziali violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e, laddove sono soddisfatte le soglie applicabili, del diritto penale internazionale.
I modelli di forza letale, gli arresti di massa, le confessioni forzate e le violazioni correlate sono analizzati in base agli standard legali che regolano il diritto alla vita, il giusto processo, la libertà di espressione e di riunione e le protezioni contro la tortura e i trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Basando la sua analisi legale su nomi, date, luoghi e modelli verificati, il rapporto collega la documentazione a percorsi concreti di responsabilità.
https://www.en-hrana.org/the-crimson-winter-a-50-day-record-of-irans-2025-2026-nationwide-protests/











