QUANTE SCIOCCHEZZE FEROCI, LA GRAZIA A MINETTI È UN’OPPORTUNITÀ DA COGLIERE

18 Aprile 2026 :

Ugo Maria Tassinari su l’Unità del 18 aprile 2026

Me la ricordo ancora la prima tessera di Nessuno tocchi Caino. Doveva essere gennaio 1994. Per una fantastica coincidenza mi ero iscritto subito dopo (o subito prima: il particolare l’ho dimenticato, il dato essenziale no) di Pierluigi Concutelli, un Caino che il grande cuore radicale non aveva abbandonato alla morte lenta del carcere più duro. Le mie ragioni erano più vaghe. Non avendo una particolare sensibilità sulla missione specifica del gruppo ma un discreto attivismo sulla condizione dei detenuti mi sentivo, in qualche modo, obbligato. Perché, salvo rare eccezioni di sinistra (Majolo in parlamento, D’Acunto in Campania), se c’era bisogno di entrare nelle carceri dalle quali arrivavano richieste disperate di aiuto a fronte di brutalità, abusi e violenze della custodia, gli unici a cui attaccarsi erano i radicali. E quindi un pensiero commosso va ai deputati Maria Teresa Di Lascia e a René Andreani, sempre pronti alla bisogna. Diciamolo pure, trent’anni dopo, la mi a era una tessera di “scambio”.
Negli anni successivi il mio impegno è scemato, il loro no.
Ho continuato a seguirli, con attenzione, a volte con commozione. Ho trovato splendido il contrappasso per cui Nessuno tocchi Caino si è fatto carico di due reietti per eccellenza, condannati per delitti a volte stupidi e crudeli, dando loro la possibilità che sì, l’articolo 27 della Costituzione può essere sangue e carne viva, e la pena espiata così restituisce uno straordinario valore aggiunto. Ma, ovviamente, li seguivo con crescente distacco e disinteresse.
Poi, negli ultimi anni, sollecitato da qualche supporter, in particolare Umberto Baccolo, una goccia che scava la roccia, con cui ho condiviso più di una campagna umanitaria e di civiltà giuridica, mi sono riavvicinato all’associazione. Decidendo che ogni tessera fosse, nello spirito radicale dell’associazione di scopo, concretamente motivata.
La strage di Modena, le torture di Santa Maria Capua Vetere, le dichiarazioni crudeli di Delmastro: purtroppo non è mai mancata una buona, dolorosissima ragione per iscriversi a Nessuno tocchi Caino.
Quest’anno languivo, non so se per mia distrazione o per effettiva latenza di occasioni. Poi è arrivata, provvidenziale, l’incazzatura per il fiume di sciocchezze stupide e feroci innescato dalla grazia presidenziale a Nicole Minetti, che in molti, anche persone non sprovvedute in diritto costituzionale, attribuivano in concorso a Nordio. Ci sono tante ragioni per prendersela con i ministri attuali (come sempre) ma la grazia è potere esclusivo del presidente.
Il guardasigilli funziona da sportello per ricevere le domande e non ha potere di impedire la procedura. Quando successe nel 2004, col rifiuto del ministro Castelli di dare corso alla richiesta di Ovidio Bompressi, Ciampi – sostenuto da Marco Pannella anche con un lungo sciopero della fame – sollevò il conflitto di attribuzione dei poteri dello Stato, essendogli impedito di esercitare una sua prerogativa. La Corte costituzionale sancì che la grazia è un potere esclusivo del presidente della Repubblica. E Bompressi fu graziato.
Per quel che mi riguarda Mattarella ha fatto benissimo a concedere la grazia. Tra l’altro, fermo restando il fatto che è un potere insindacabile del Presidente, la motivazione addotta è un precedente importante. La necessità di assistere un familiare bisognoso di cure particolari è stata riconosciuta come una ragione valida. Un’opportunità da cogliere e mettere a valore, anziché lamentarsene con la solita, pessima volontà di potenza negativa.
Perciò, a tutti quelli che si sono fatti venire i bruciori di stomaco per frustrazione e risentimento do un consiglio. Se, come è vero, ci sono tanti disgraziati più bisognosi dell’ex consigliere regionale lombardo di ottenere la grazia, fatevene carico. Il lavoro sporco l’ha fatto quello che nel vostro universo paranoico è un “detenuto eccellente”, Gianni Alemanno. Che dallo sprofondo della sua cella ha raccolto ed elaborato decine di casi degni di rilievo. Forza, non avete alibi: mobilitiamoci tutti per i detenuti ignoti bisognosi di grazia e non usate i dannati della terra per sublimare le vostre frustrazioni e farvene un alibi.

 

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