USA - 18 attivisti contro la pena di morte arrestati durante una manifestazione alla Corte Suprema

20 Gennaio 2017 :

18 attivisti contro la pena di morte arrestati durante una manifestazione alla Corte Suprema. Ogni 5 anni gli attivisti di “Abolition Action Committee” e “Sojourners - Faith in Action for Social Justice” scelgono il 17 gennaio per manifestare la loro fede nonviolenta per l’abolizione della pena di morte. La data ricorda la fucilazione in Utah di Gary Gilmore il 17 gennaio 1977, che fu la prima esecuzione dopo che, nel 1976, la Corte Suprema degli Stati Uniti, con la sentenza Gregg v. Georgia, aveva reintrodotto la pena di morte negli Usa. Circa 80 attivisti hanno manifestato in maniera ordinata, mostrando cartelli, sulla scalinata che porta all’atrio della Corte Suprema. La parte superiore della scalinata è interdetta alle manifestazioni, ma i manifestanti avevano annunciato in una conferenza stampa che avrebbero sfidato il divieto, e anzi avevano già dato per certo che ci sarebbero stati degli arresti. Uno striscione bianco con la scritta "Stop Executions" è stato portato sulla parte superiore della scalinata, mentre nella parte inferiore si sono assiepati attivisti con fiori e cartelli rossi con i nomi delle persone giustiziate. Shane Claiborne, una delle persone arrestate, ha spiegato: “Siamo dalla parte delle famiglie delle vittime, e dalla parte delle famiglie delle persone giustiziate o nel braccio della morte. Noi sosteniamo che la violenza è una malattia, non una cura. Come dicono gli stessi parenti delle vittime, ricordiamoci delle persone che abbiamo amato, ma senza commettere altri omicidi”. Altre persone sono state intervistate dalla stampa: Don McCraw, Bill Pelke, Tevyn East, Tony Campolo.
 

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