14 Marzo 2017 :
Uno degli inventori del Midazolam si dichiara contrario al suo utilizzo per le esecuzioni. In una intervista al New York Times il dottor Armin Walser, uno dei due scienziati che nel 1976 sintetizzò il Midazolam, si è detto “costernato” dal fatto che il “suo” farmaco venga utilizzato per compiere le esecuzioni. “Non l’ho fatto perché venisse usato per giustiziare prigionieri. Non sono un amico della pena di morte né delle esecuzioni”. Del resto, ha spiegato Walser riassumendo le polemiche degli ultimi anni contro il Midazolam, fino al 2009 il farmaco veniva usato quasi solo come sedativo prima di colonscopie o cateterismi cardiaci. Dal 2009 invece, a causa della carenza di altri farmaci letali, è stato usato in 20 esecuzioni. Ma il Midazolam è un sedativo, non un anestetico, e più di un esperto sostiene che non svolga adeguatamente la funzione di rendere incosciente il condannato prima dell’immissione in circolo dei farmaci letali, che possono risultare molto dolorosi. Megan McCracken, della facoltà di legge della università di Berkeley, così ha commentato: “Ogni volta che fanno una esecuzione con Midazolam, nella migliore delle ipotesi ci sono sorprese, nella peggiore inconvenienti molto seri”. Il Midazolam è stato usato nelle esecuzioni “difettose” di Dennis McGuire in Ohio, di Clayton Lockett in Oklahoma, di Joseph Wood in Arizona, e di Ronald Smith in Alabama. Nel gennaio 2017 un giudice federale in Ohio ha vietato allo stato di usarlo, in quanto il suo utilizzo comporterebbe un serio e oggettivamente intollerabile rischio di provocare forti dolori e inutili sofferenze al condannato. Al termine di una controversia legale in Arizona nata dopo l’esecuzione di Wood, che durò 2 ore, lo stato ha accettato un accordo per non usare mai più il Midazolam. La Akorn, la multinazionale che produce il Midazolam, da tempo ha preso posizione contro l’utilizzo del proprio farmaco nelle esecuzioni.










