17 Agosto 2017 :
Oltre 100 rabbini prendono posizione contro la pena di morte. Un gruppo di oltre 100 rabbini, coordinati dal rabbino Shmuly Yanklowitz ha sottoscritto un documento in cui si chiede la fine della “pratica crudele” della pena di morte, e per l’apertura di “un nuovo paradigma di giustizia giusta, equa, e riparativa”. Nel documento, pubblicato su forward.com/scribe, i rabbini dicono: “Come ebrei e come cittadini, riteniamo che il governo debba proteggere la dignità e i diritti di ogni essere umano. Utilizzando la pena capitale, la nostra nazione non si adegua a questa prerogativa fondamentale”. I rabbini, di varie scuole e impostazioni, si rifanno al pensiero classico ebraico, il quale non è in linea di principio contrario all’uso della massima punizione, ma i Saggi pongono standard di prudenza e garanzia talmente elevati che oggi emettere una condanna a morte è praticamente impossibile. “I Saggi hanno alzato molto il livello di quello che può essere considerato “prova affidabile”, hanno indicato molte ragioni per assolvere nei casi dubbi, ed erano comunque molto preoccupati per la dignità delle persone condannate”. “In contrasto, il nostro sistema americano, è molto carente nella prevenzione del rischio che persone innocenti possano essere condannate, e fa un uso troppo disinvolto della pena di morte”. I rabbini indicano anche gli alti costi per una difesa efficace, che creano disparità sociale tra gli imputati, e il sempre presente rischio di pregiudizio razziale sia durante le indagini che i processi, e ritengono che il numero di persone innocenti condannate sia troppo alto: “Noi non crediamo ingenuamente che tutte le persone nel braccio della morte siano completamente innocenti di qualsiasi crimine. Ma è ora di vedere la pena di morte per quello che è: non è un incidente nel percorso della giustizia, ma un sintomo dell’ingiustizia come status quo”.










