USA - Pubblicato "Death Row USA Spring 2026"

USA - DRUSA Spring 2026

17 Giugno 2026 :

01/04/2026 - USA. Pubblicato "Death Row USA Spring 2026", l’ormai tradizionale rapporto “DRUSA”, pubblicato trimestralmente da oltre 40 anni, dal Legal Defense Fund (LDF), in precedenza noto come NAACP (National Association for the Advancement of Colored People).

DRUSA Spring 2026, aggiornato al 1° aprile 2026, conta 1993 persone nei bracci della morte, con un calo di 11 unità rispetto alla rilevazione del trimestre precedente. Il numero massimo di detenuti era stato raggiunto alla fine dell’anno 2000, quando nei bracci della morte si trovavano 3.726 persone.

DRUSA sottrae al numero complessivo dei detenuti coloro che hanno ottenuto un annullamento della condanna a morte ma sono ancora nel braccio della morte perché ora in attesa di un nuovo processo o dell'esito degli appelli dell'accusa contro gli annullamenti. In questo rapporto, si tratta di 97 persone.

Drusa inoltre sottrae i condannati di quegli stati in cui è in vigore una moratoria delle esecuzioni. Si tratta della California, dell’Oregon, e della Pennsylvania. A parte l’Oregon, il cui braccio della morte è vuoto, in California e Pennsylvania ci sono 681 detenuti le cui condanne Drusa considera “non eseguibili”. Al 1° aprile 2026, sono quindi 1.215 i prigionieri in 24 Stati o nel braccio della morte federale o militare degli Stati Uniti avevano condanne a morte che DRUSA considera attive e potenzialmente eseguibili.

La pena di morte è in vigore in 29 giurisdizioni:
Alabama, Arizona, Arkansas, California, Florida, Georgia, Idaho, Indiana, Kansas, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Wyoming, U.S. Government (federale), U.S. Military (Forze Armate). Da notare che Oregon e Wyoming hanno la pena di morte in vigore, ma non hanno condannati a morte. California e Pennsylvania hanno una moratoria delle esecuzioni emessa dai rispettivi governatori.

La pena di morte è stata abolita in 24 giurisdizioni:
Alaska, Colorado, Connecticut, Delaware, District of Columbia, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, Virginia, Washington, West Virginia, Wisconsin. Il New Hampshire ha abolito la pena di morte, ma non ha ancora risolto la situazione dell’unico detenuto che aveva nel braccio della morte.

3 Stati americani rappresentano la metà dei condannati a morte del Paese. La California continua ad avere il più grande braccio della morte della nazione, con 578 persone (560 uomini e 18 donne). La Florida segue con 256 persone (255 uomini e 1 donna), seguita dal Texas, con 168 persone (162 uomini e 6 donne).

Gli altri Stati con 100 o più persone nel braccio della morte sono: Alabama (159), North Carolina (124), Ohio (112), Arizona (111) e Pennsylvania (103).

Drusa prende in considerazione anche le esecuzioni, che dal 1977 al 1° luglio 2025 sono state 1661. (Nel 1972, con la sentenza Furman v. Georgia, alcuni aspetti delle leggi capitali vennero dichiarati incostituzionali. La pena di morte tornò ad essere costituzionale nel luglio 1976, con la sentenza Gregg v. Georgia. La prima esecuzione del ‘nuovo corso’ venne effettuata il 17 gennaio 1977, con la fucilazione di Gary Gilmore nello Utah).

È confermata la sovrarappresentazione delle persone di etnia afroamericana. Esse costituiscono circa il 13/14% della popolazione degli Stati Uniti, ma costituiscono il 34,1% delle persone giustiziate negli ultimi 48 anni. Le persone di etnia caucasica (bianchi non ispanici, secondo l’uso comune Usa) costituiscono circa il 57/58% della popolazione, e sono il 56,1% delle persone giustiziate. Le altre principali minoranze, ispanici, nativi e asiatici, costituiscono rispettivamente il 20% della popolazione e l’8,1% dei giustiziati, il 2,9% della popolazione e l’1,2% dei giustiziati, e il 6,5% della popolazione e lo 0,5% dei giustiziati.

Anche l’etnicità delle vittime sembra influenzare in maniera irregolare l’esito dei processi: il 75,3% delle persone uccise che hanno generato una condanna a morte erano bianche, il 15,6% afroamericane, 6,8% ispaniche, 0,4% native, e 1,8% asiatiche.

Le persone giustiziate negli ultimi 48 anni sono state 18 donne e 1643 uomini. Le vittime che hanno generato queste esecuzioni erano donne nel 50,2% dei casi, e uomini nel 49,8% dei casi

https://www.naacpldf.org/wp-content/uploads/DRUSASpring2026.pdf

 

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