15 Giugno 2017 :
Uno studio sui casi di proscioglimento degli ultimi 10 anni individua il comportamento scorretto da parte della polizia o della pubblica accusa, e la falsa testimonianza come le principali cause di questi processi che in primo grado terminano con una condanna, e solo in un secondo tempo l’imputato riesce ad essere prosciolto, o come si dice negli Usa, “esonerato”. Lo studio prende in considerazione due rapporti pubblicati nel marzo 2017 dal National Registry of Exonerations (“Exonerations in 2016” e “Race and Wrongful Convictions in the United States”), una associazione no-profit che da tempo tiene un elenco delle persone “esonerate” dopo essere state condannate per reati molto gravi. Alla data del 31 maggio 2017 il Registro riporta che il comportamento scorretto della polizia o della pubblica accusa ha avuto un ruolo, anche se non esclusivo, in 571 degli 836 “esoneri” che hanno riguardato casi di omicidio, ossia nel 68,3% dei casi. Errori di identificazione da parte di testimoni sono stati riscontrati in 203 casi (24,3%), esami di laboratorio falsi o fuorvianti in 194 casi (23.2%), e confessioni false o “fabbricate” in 182 casi (21,8%). Il Registro individua inoltre come concausa in 218 casi (26,1%) la inadeguata assistenza legale da parte dei difensori. Questa suddivisione percentuale rimane valida anche per i 30 casi di “prosciolti” dal braccio della morte negli ultimi 10 anni. Il rapporto annuale del Registro, relativo al 2016, conta un numero record di esoneri: 166, ed anche un numero record di casi in cui è coinvolto il comportamento scorretto della polizia o della pubblica accusa. Dei casi del 2016, 54 riguardano casi di omicidio. Di questi, in almeno 13 circostanze si è riscontrato un uso sbagliato della pena di morte, intesa come minaccia per ottenere false confessioni o dello stesso imputato, o di coimputati. Nei 13 casi in cui è stata usata la minaccia di una condanna a morte, si è riscontrato un comportamento scorretto o della polizia/pubblica accusa, oppure la falsa testimonianza. In 11 casi su 13 (84,6%) erano presenti entrambe. Il secondo rapporto annullale del Registro, come dice il titolo, focalizza l’elemento razziale. Il comportamento scorretto di polizia/pubblica accusa si riscontra nei casi di proscioglimento da omicidio nel 76% dei casi in cui sono imputati dei neri, rispetto al 63% dei casi in cui sono imputati dei bianchi. Restringendo la ricerca ai soli casi capitali, la differenza tra neri e bianchi è ancora maggiore: 87% dei neri condannati a morte ha subito il comportamento scorretto di polizia/pubblica accusa, contro il 67% dei bianchi.










