12 Febbraio 2018 :
Secondo uno studio, il supporto alla pena di morte starebbe calando nello Utah. I 13 membri della Utah Commission on Criminal and Juvenile Justice (CCJJ), una commissione governativa, hanno consegnato oggi un loro rapporto incentrato sul tema dei costi economici della pena capitale, e sul consenso che riscuoterebbe tra i cittadini. Analizzando 5 sondaggi condotti nell’arco degli ultimi 3 anni, lo studio nota che 3 avrebbero dato una maggioranza di cittadini favorevoli alla pena di morte, ma 2 avrebbero indicato una maggioranza di persone favorevoli a pene alternative. Sembra si tratti di una ormai classica suddivisione nei sondaggi, tra quelli che chiedono solo se si è favorevoli o contrari alla pena di morte, e quelli che invece inseriscono una terza alternativa, quella dell’ergastolo senza condizionale. Quanto ai costi economici, lo studio richiama due precedenti lavori. Lo scorso anno uno studio della Utah Association of Criminal Defense Lawyers, l’associazione degli avvocati difensori, aveva calcolato che negli ultimi 20 anni lo stato aveva speso 40 milioni di dollari per 165 casi di possibile pena capitale, con un risultato complessivo di 2 esecuzioni. Lo stesso studio calcolava di conseguenza che ogni caso capitale aveva un costo aggiuntivo di 237.000 dollari rispetto ai casi in cui sin dall’inizio si puntava all’ergastolo. Uno studio del 2012 di una agenzia governativa, la Office of the Legislative Fiscal Analyst, aveva calcolato che un processo capitale, dalle prime battute all’esecuzione, costa 1,7 milioni di dollari di più che un processo che miri all’ergastolo senza condizionale. In risposta alla pubblicazione dello studio, l’associazione conservatrice “Utah Conservatives Concerned About the Death Penalty” ha rilasciato un proprio comunicato in cui invita il Parlamento a dare un’occhiata più da vicino ai costi della pena di morte nello stato. “Questo rapporto dovrebbe indurre una pausa di riflessione in quelli che credono che poiché le esecuzioni sono così poche, il costo del sistema capitale è trascurabile”, ha detto Kevin Greene, direttore dell’associazione. "Abbiamo speso tonnellate di denaro senza molto in cambio e speriamo che i legislatori esaminino attentamente la relazione, e concordino con noi sul fatto che la pena di morte, dal punto di vista fiscale, è tutt'altro che conservatrice". Lo studio della Commissione in Materia di Giustizia Penale e Minorile non ha raggiunto alcuna conclusione in merito alla limitazione o all'espansione di fattori aggravanti che renderebbero applicabile la pena capitale. Inoltre non dà indicazioni sull’impatto dei processi capitali sui diritti delle vittime, e ha osservato senza ulteriori conclusioni che diversi stati in tutta la nazione si stanno allontanando dalla pena di morte











