esecuzioni nel mondo:

Nel 2026

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

EGITTO

 
governo: partito dominante (influenzato dai militari)
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 11 settembre 1971
sistema giuridico: ha come basi i sistemi inglese, islamico e napoleonico
sistema legislativo: bicamerale, Assemblea del Popolo (Majlis al-Sha'b) e Consiglio Consultivo (Majlis al-Shura)
sistema giudiziario: Corte Costituzionale e Corte Suprema
religione: 94% musulmani; 6% cristiani
braccio della morte:
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 5
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


situazione:
La Costituzione egiziana non fa nessun riferimento alla pena di morte. Ma nell’articolo 2 della Costituzione, emendato nel 1980, è scritto: "L’Islam è la religione dello Stato... La Sharia è la fonte principale della legge."
L’Egitto prevede la pena di morte per omicidio aggravato, incendio doloso, rapimento e stupro di una donna, falsa testimonianza che porti alla condanna a morte di un imputato, traffico di stupefacenti, possesso di armi ed esplosivi a fini di eversione, dirottamento aereo, spionaggio e altre minacce alla sicurezza interna o esterna dello stato.
Tutte le sentenze capitali devono essere sottoposte per un parere al muftì, la più alta autorità religiosa del paese. Le sentenze definitive sono infine trasmesse al Presidente della Repubblica, al quale la legge conferisce il potere di commutazione e di grazia.
Le leggi d’emergenza imposte nel 1981 dopo che ufficiali dell’esercito assassinarono il Presidente Anwar Sadat, limitano drasticamente le libertà individuali e i diritti civili e hanno consentito al Governo di giudicare non solo i terroristi, ma anche appartenenti ai Fratelli Musulmani, in tribunali militari senza il diritto d’appello. Dal 1981, ne sono stati arrestati migliaia e dozzine di loro sono stati giustiziati.
I minori di 18 anni non possono essere condannati a morte e l’esecuzione di una donna incinta condannata può avvenire solo due mesi dopo il parto.
Le esecuzioni non possono aver luogo durante le feste nazionali o le festività religiose, tenuto anche conto della fede del condannato.
Nel 1999 il Governo ha abolito l’articolo del Codice Penale che permetteva di assolvere chi aveva commesso una violenza carnale se avesse sposato la vittima. La violenza carnale consumata tra le mura domestiche non costituisce reato.
Nel giugno 2003, il Governo ha abolito i lavori forzati come forma di punizione.
Ci sono davvero pochi dati ufficiali disponibili sulla pratica della pena di morte in Egitto.
In base alle informazioni rese dal governo egiziano al Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite nel novembre 2003, in Egitto sono state effettuate 25 esecuzioni nel 1999, 30 nel 2000 e 23 nel 2001. Secondo l’Attorney General Maher Abdelwahed, riportato dalla FIDH, le esecuzioni nel 2002 sarebbero state 49 e 36 quelle del 2003.
Nei primi nove mesi del 2004, l’Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani (EOHR) ha registrato 46 condanne a morte. Nel corso dell’anno, è stata resa nota l’esecuzione di almeno 6 persone.
Il 27 settembre 2004, lo Sceicco Mohamed Sayed Tantawi, rettore dell'Università islamica di Al Azhar e la più alta autorità religiosa sunnita, ha fortemente criticato gli appelli a favore dell’abolizione della pena di morte, affermando che “l’Islam ha ritenuto legittima tale sanzione proprio al fine di proteggere la società e i diritti umani”. “Essa viene inflitta solo nel caso in cui il condannato abbia provocato la morte di persone innocenti o se abbia diffuso cose malvagie nella società. Se noi evitassimo di giustiziare i criminali per i loro misfatti, non ci sarebbe più stabilità sociale,” ha sottolineato. “Il diritto più elementare nell’Islam è il diritto alla vita e alla pace di ogni persona, sia essa musulmana o non, senza tener conto della sua appartenenza politica o razziale, del suo colore o delle sue convinzioni.” Tantawi ha peraltro ribadito la sua opposizione ai diritti degli omosessuali: “Viviamo in un’epoca in cui le cose si sono confuse gravemente. Alcuni accettano tutto in nome dei diritti umani. E’ inaccettabile consentire a un uomo di sposare un altro uomo. E’ proibito da tutte le religioni.”

 

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