14 Gennaio 2026 :
13/01/2026 - IRAN. Rapporto Hrana - 17° giorno di proteste in Iran: Continuo blocco di Internet, aumento delle cifre e intensificazione delle reazioni globali
Il diciassettesimo giorno delle proteste nazionali iraniane si è svolto nel contesto della continua interruzione delle comunicazioni del Paese con il mondo esterno, limitando l'accesso a prove verificabili sul campo, come nei giorni precedenti. In questo contesto, si sono distinti tre sviluppi principali: la continuazione dell'interruzione di internet a livello nazionale e le conseguenti restrizioni alla documentazione indipendente; una notevole impennata delle cifre cumulative di vittime e arresti basate sui dati di HRANA; e un'ondata più pronunciata di reazioni internazionali e azioni diplomatiche.
L'interruzione delle comunicazioni nel diciassettesimo giorno ha continuato ad essere descritta come uno degli elementi caratterizzanti della crisi. Il prolungato blackout di Internet non solo ha ristretto i canali di verifica e di trasmissione di un quadro accurato delle condizioni all'interno del Paese, ma ha anche fatto sì che una parte significativa delle informazioni raggiungesse il mondo esterno con ritardo, in forma frammentata e con una capacità limitata di essere verificata. In questo contesto, alcune organizzazioni di monitoraggio di Internet hanno riferito che il blackout si è prolungato per diversi giorni, mentre alcuni funzionari europei hanno descritto la situazione come una situazione che potrebbe aumentare la possibilità di repressione nell'ambito di un “blackout delle notizie”.
Nel diciassettesimo giorno di proteste, alcuni media hanno continuato a riferire delle “proteste in corso” in Iran, sottolineando al contempo che l'interruzione delle comunicazioni ha reso estremamente difficile presentare un quadro preciso degli sviluppi sul terreno.
A livello internazionale, le reazioni del diciassettesimo giorno sono state più esplicite e più ampie. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, facendo riferimento ai rapporti di violenza e all'uso eccessivo della forza, ha invitato le autorità iraniane a esercitare la moderazione e ad astenersi dall'uso non necessario o sproporzionato della forza. In Europa, alti funzionari dell'Unione Europea, pur condannando la violenta repressione, hanno sottolineato la necessità di rilasciare i detenuti e di ripristinare completamente l'accesso a Internet. Allo stesso tempo, sono emerse notizie di ambasciatori iraniani convocati in diverse capitali europee e di proteste formali per la repressione; alcuni governi, tra cui la Finlandia, hanno parlato di convocare l'ambasciatore e di rivedere le misure coordinate nel quadro dell'Unione Europea.
Oltre a queste posizioni, alcuni governi hanno intensificato i loro consigli di sicurezza e consolari. Tra questi, il Canada ha esortato i suoi cittadini a lasciare l'Iran se possibile e tenendo conto delle considerazioni sulla sicurezza, indicando percorsi alternativi via terra. Sono emersi anche rapporti su una riduzione della presenza diplomatica o sulla partenza di personale non essenziale da alcune missioni straniere a Teheran.
Anche nell'arena politica degli Stati Uniti sono continuati i messaggi riguardanti l'Iran. Il Presidente degli Stati Uniti, nelle dichiarazioni rivolte ai manifestanti, ha sottolineato la continuazione delle proteste e ha parlato di “aiuto in arrivo”; in alcune narrazioni dei media, queste posizioni sono state accompagnate da speculazioni su opzioni più dure o pressioni più ampie. Allo stesso tempo, alcuni media hanno riferito di posizioni più dure assunte da alcune figure e funzionari in merito al futuro del governo iraniano.
In concomitanza con questi sviluppi, Hrana h rilasciato una dichiarazione in cui condannano l'uso della forza letale contro i manifestanti durante la chiusura di Internet a livello nazionale ed esprimono grave preoccupazione per l'escalation di violenza in tutto il Paese. Nella sua dichiarazione, il gruppo ha sottolineato che la chiusura deliberata di Internet ha interrotto l'accesso alle informazioni vitali, ai servizi di emergenza e alla capacità di documentare e verificare in modo indipendente le violazioni, creando così le condizioni per il continuo uso eccessivo della forza. La dichiarazione ha sottolineato la necessità di fermare immediatamente l'uso della forza letale, di ripristinare completamente l'accesso a Internet, di garantire l'accesso senza ostacoli ai servizi medici e di condurre indagini indipendenti, imparziali ed efficaci sulle violazioni dei diritti umani, e ha invitato la comunità internazionale ad agire per garantire la responsabilità e prevenire ulteriori abusi.
L'organizzazione ha anche dichiarato che, nelle condizioni attuali, continuerà a documentare e verificare con i più alti standard possibili e pubblicherà aggiornamenti man mano che le informazioni saranno confermate.
Statistiche HRANA a fine giornata
Secondo i dati aggregati di HRANA fino alla fine del diciassettesimo giorno, sono stati registrati in totale 614 raduni di protesta a livello nazionale. Queste manifestazioni hanno avuto luogo in 187 città e hanno coperto tutte le 31 province del Paese. Per quanto riguarda gli arresti, è stato confermato l'arresto di 18.434 persone. Allo stesso tempo, sono stati trasmessi 97 casi di confessioni forzate e sono state segnalate 1.134 persone con lesioni gravi.
In termini di perdite umane, è stata confermata la morte di 2.403 manifestanti. Tra le vittime, sono stati registrati 12 minori (persone di età inferiore ai 18 anni). Inoltre, nove civili non manifestanti (né personale militare né manifestanti) sono inclusi tra i deceduti. Dall'altra parte, sono stati uccisi 147 membri delle forze di sicurezza e sostenitori del governo, tra cui almeno cinque sostenitori civili del governo.
In conclusione
Il diciassettesimo giorno di proteste è stato meno un giorno di “espansione visibile nelle strade” e più un giorno che ha segnato il consolidamento di una situazione ad alto rischio in condizioni di blackout delle comunicazioni. Allo stesso tempo, i dati cumulativi di HRANA indicano un'impennata significativa nelle cifre di morti, arresti e feriti. A livello internazionale, le condanne e le azioni diplomatiche si sono intensificate e gli avvisi di sicurezza emessi da alcuni governi che invitavano i loro cittadini a lasciare l'Iran sono diventati più importanti. In questo contesto, la dichiarazione rilasciata da HRANA ha ulteriormente amplificato le preoccupazioni sull'uso della forza letale e sulle conseguenze della chiusura di Internet per il monitoraggio e la responsabilità.











