IRAN - Rapporto Hrana sul 38° giorno di proteste: 6.872 morti confermati, 11.280 in fase di verifica

IRAN - Protest-Day-38 (Hrana)

04 Febbraio 2026 :

03/01/2026 - IRAN. Rapporto Hrana sul 38° giorno di proteste: 6.872 morti confermati, 11.280 in fase di verifica.

Sulla base degli ultimi dati aggregati fino alla fine del 38° giorno dall'inizio delle proteste, il numero totale di morti confermati da HRANA ha raggiunto 6.872. Secondo queste cifre, 6.443 delle persone uccise sono state registrate come manifestanti, mentre 156 sono elencate come minori di 18 anni. Inoltre, sono stati segnalati 214 membri delle forze affiliate al governo e 59 persone classificate come civili non manifestanti. 11.280 casi rimangono sotto indagine.
Nello stesso periodo, il numero di civili feriti ha raggiunto 11.021, il numero totale di arresti è salito a 50.553, gli arresti di studenti si sono attestati a 109 casi, i casi registrati di confessioni forzate sono stati 307 e sono state emesse 11.046 convocazioni. Inoltre, è stato documentato un totale di 673 incidenti legati alle proteste in 210 città di 31 province.
I principali sviluppi odierni relativi alle proteste e alla loro repressione includono: la continuazione dei raduni studenteschi; la persistenza degli arresti e delle repressioni di sicurezza in varie città; le continue interruzioni e l'instabilità dell'accesso a internet e delle comunicazioni; l'accelerazione dei casi giudiziari contro i manifestanti. Allo stesso tempo, le nuove sanzioni imposte dall'Australia e le dichiarazioni dei funzionari francesi hanno ulteriormente evidenziato la dimensione internazionale di questi sviluppi.

Raduni studenteschi
I rapporti indicano la persistenza di raduni studenteschi e di attivismo negli ultimi giorni. A Tabriz, i video ricevuti mostrano un gruppo di studenti di scienze mediche che si riuniscono nel campus, dove commemorano le persone uccise esponendo le loro foto e tenendo una cerimonia commemorativa. Allo stesso tempo, sono emerse notizie di raduni ed eventi simili a Mashhad e Shiraz.
Oltre a questi raduni, la pressione della sicurezza sugli ambienti universitari è continuata, e l'arresto di studenti rimane uno dei principali punti focali delle segnalazioni. Secondo le statistiche aggregate del 38° giorno, sono stati registrati 109 casi di arresti di studenti. Quattro studenti arrestati a Tabriz, Somayeh Heidari, Ali Ebrahimi, Sahand Taheri e Amirhossein Mohammadi, sono stati riportati come gli ultimi esempi di arresti di studenti in Iran. Inoltre, è stato pubblicato un altro rapporto sull'arresto di Ahmadreza Afshari-Nejad, uno studente dell'ultimo semestre dell'Università d'Arte Islamica di Tabriz, che sarebbe detenuto nella prigione di Tabriz dopo il suo arresto.

Problemi continui nelle comunicazioni e nell'accesso a Internet
Nonostante gli annunci ufficiali che affermano che l'accesso a Internet è stato ripristinato dopo settimane di interruzioni e restrizioni diffuse, i rapporti sul campo indicano che l'accesso degli utenti rimane instabile e imprevedibile. Secondo i resoconti pubblicati, le app di messaggistica filtrate si bloccano in uno stato di “aggiornamento”, le VPN funzionano solo per pochi minuti prima di spegnersi senza preavviso, e anche nella stessa località fissa e con un unico operatore mobile, gli utenti riferiscono esperienze diverse. La descrizione prevalente è che Internet non è tornato alla normalità né è stato completamente interrotto; piuttosto, esiste in una condizione “logorante” e instabile.
Tecnicamente, questa situazione è attribuita a un cambiamento nel modello di filtraggio, che si basa meno sulle interruzioni a livello nazionale o sul blocco diretto degli IP e più sull'identificazione dei modelli di traffico e dei tipi di protocollo. In questo contesto, alcuni rapporti suggeriscono che la rete sta entrando in una “nuova architettura”, mentre i dati analitici di Cloudflare indicano anche segni di cambiamenti strutturali nel modello di filtraggio.

Misure giudiziarie intensificate: Procedimenti accelerati e sequestri di beni
Mohammad Jafar Montazeri, capo della Corte Suprema, ha annunciato che i casi di coloro che sono stati arrestati durante le proteste saranno esaminati in modo accelerato a causa della loro “sensibilità e natura nazionale”, e giudicati in stretta conformità con il testo esatto della legge. Dichiarazioni simili da parte di altri funzionari giudiziari, che sottolineano l'accelerazione dei procedimenti e l'emissione di sentenze severe, secondo gli osservatori hanno aumentato le preoccupazioni circa il rispetto degli standard del giusto processo.
Separatamente, Ali-Asghar Jahangir, portavoce della magistratura iraniana, ha fatto riferimento al caso di Mohammad Saedi-Nia (un uomo d'affari e imprenditore), affermando che è stato emesso un ordine di arresto nei suoi confronti a causa del suo “sostegno ufficiale ai manifestanti” e che è stato dato anche l'ordine di sequestrare i suoi beni. Ha aggiunto che se il tribunale stabilisce che le azioni a lui attribuite hanno provocato danni, il risarcimento sarà pagato con i suoi beni confiscati. Considerate nel loro insieme, queste posizioni trasmettono un chiaro messaggio da parte delle autorità giudiziarie, che indicano una continua ricerca e severità nei casi legati alle proteste.
Nel settore dell'istruzione, il portavoce del Ministero dell'Educazione ha annunciato che tutti gli studenti delle scuole arrestati durante le proteste sono stati rilasciati, pur notando che non dispone di informazioni precise sul numero esatto di questi studenti. Ha anche riferito della morte di alcuni studenti e insegnanti, senza fornire cifre specifiche.

Pressione internazionale: Sanzioni australiane e dichiarazione di un alto funzionario francese
Sul fronte internazionale, l'Australia ha annunciato l'imposizione di nuove sanzioni mirate in risposta alla repressione diffusa e all'uso violento della forza contro i civili. Secondo la dichiarazione pubblicata, 20 persone sono state inserite nell'elenco delle sanzioni. I loro nomi sono: Mohammad Sadeghi, Mohammad Salah Jokar, Hassan Shahvarpour, Gholamhossein Mohammadi Asl, Rahim Jahanbakhsh, Abbasali Mohammadian, Ali Saeedi, Abdollah Araqi, Ali Fazeli, Ahmadreza Radan, Mohammadreza Fallahzadeh, Mohsen Chizari, Alireza Fadkar, Majid Mousavi, Seyed Aminollah Emami Tabatabaei, Ali-Asghar Norouzi, Hassan Sabourinejad, Javad Ghaffarhaddadi, Yahya Hosseini Panjaki ed Esmail Khatib. Inoltre, sono state sanzionate anche tre entità: l'Organizzazione di Intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), il Comando di Difesa Informatica dell'IRGC e l'Unità 840 della Forza Quds dell'IRGC.
Nel frattempo, Emmanuel Macron, Presidente della Francia, riferendosi alla repressione ‘violenta’ dei manifestanti, ha detto ai funzionari della Repubblica Islamica che il popolo deve essere rispettato alla luce dei recenti eventi. Allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità di tornare al dialogo sulle questioni legate al nucleare, ai missili e alla stabilità regionale.

Statistiche
- Totale degli incidenti registrati legati alle proteste: 673
- Numero di città: 210
- Numero di province: 31
- Civili feriti: 11,021
- Arresti totali: 50,553
- Arresti di studenti: 109
- Confessioni forzate: 307
- Convocazioni: 11,046
- Totale manifestanti uccisi: 6,443
- Compresi i minori: 156
- Forze militari/associate al governo: 214
- Civili non manifestanti: 59
- Totale morti: 6.872
- Casi sotto inchiesta: 11,280

 Conclusioni
Il 38° giorno è trascorso tra la continuazione di raduni di studenti e cerimonie commemorative in diverse città, mentre sono stati segnalati simultaneamente arresti, da adolescenti e studenti a cittadini comuni in varie località. Parallelamente, gli annunci di arresti di massa in alcune aree hanno presentato un quadro più duro dell'approccio alla sicurezza. Nella sfera delle comunicazioni, un Internet descritto come “connesso ma inaffidabile” è diventato una fonte persistente di frustrazione pubblica, con rapporti che indicano cambiamenti strutturali nel modello di filtraggio. Per quanto riguarda gli scontri giudiziari contro i manifestanti, l'enfasi sui procedimenti accelerati e sugli ordini di sequestro dei beni, insieme alle narrazioni ufficiali sui casi legati alle proteste, hanno indicato un'intensificazione della repressione giudiziaria. Allo stesso tempo, le nuove sanzioni imposte dall'Australia e le dichiarazioni di un alto funzionario francese hanno ulteriormente sottolineato la dimensione internazionale della pressione sul governo iraniano.

https://www.en-hrana.org/day-38-of-nationwide-protests-continued-student-gatherings-arrests-and-internet-disruptions/

 

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