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USA - The Guantanamo Docket
USA - The Guantanamo Docket
USA - Militare. A Guantanamo sono rimasti 40 detenuti

4 aprile 2021:

 

A Guantanamo sono rimasti 40 detenuti. Chiude un reparto.
Le guardie militari hanno spostato tutti gli ex prigionieri della CIA da Camp 7, una struttura che nel tempo si è deteriorata, a Camp 5, ossia nella parte principale del complesso carcerario a Guantanamo Bay.
Domenica, in un comunicato, i militari hanno spiegato che questo ridurrà i costi di gestione, e il numero di militari distaccati alla base di Cuba.
Tra i detenuti, 17 sono classificati come “detenuti di alto valore”. Khalid Sheikh Mohammed, che è accusato di essere la mente degli attacchi dell'11 Settembre 2001, e altri cosiddetti “detenuti di alto valore” sono stati trasferiti al Campo 5, un edificio a 2 piani, modellato su una prigione di massima sicurezza di stato a Bunker Hill, nell'Indiana. La struttura, edificata nel 2004, all’epoca era costata 17 milioni di dollari. È dotata di un modesto centro clinico per i detenuti, di un reparto psichiatrico con una cella imbottita, ma nessuna delle funzionalità di hospice o di assistenza di fine vita immaginate dai progettisti del Pentagono.
La struttura è progettata per tenere i prigionieri confinati nelle loro celle, fatti salvi i pochi spostamenti per le docce, per le gabbie all'aperto che fungono da cortile o in un'altra cella dove un singolo prigioniero può sedersi su una poltrona reclinabile, una caviglia ammanettata al pavimento, e guardare la televisione.
A partire da domenica, hanno detto i militari, tutti i 40 detenuti della cosiddetta “guerra al terrorismo” - gli 11 uomini accusati di crimini di guerra, così come altri detenuti a tempo indeterminato - sono alloggiati in un complesso contenente 2 edifici carcerari, chiamato Campi 5 e 6.
Il piano per consolidare i prigionieri è stato ideato durante l'amministrazione Trump, quando il loro ex complesso, il Campo 7, stava cedendo. Le acque reflue grezze scorrevano attraverso i piani, a volte la corrente si interrompeva e alcune porte delle celle non si chiudevano. La situazione è peggiorata durante l'estate in mezzo alla pandemia di coronavirus perché era difficile portare appaltatori e pezzi di ricambio.
"Sembra una soluzione alla fatiscenza di Campo 7", ha detto James G. Connell III, l’avvocato che rappresenta Ammar al-Baluchi, che insieme a suo zio, Mohammed, e altri tre uomini è accusato di “cospirazione” negli attacchi dell’11 Settembre. "Lo stanno abbandonando invece di ripararlo."
Il Campo 7 ospitava anche alcuni dei prigionieri più noti del periodo successivo all'11 settembre, compreso il palestinese Abu Zubaydah, che è trattenuto senza accuse ed è stato il primo prigioniero a essere sottoposto a waterboarding dalla CIA dopo gli attacchi; il saudita Abd al-Rahim al-Nashiri, accusato di aver organizzato l’attentato suicida di al-Qaeda contro il cacciatorpediniere USS Cole nel Mar dello Yemen nel 2000, ancora non processato; e Majid Khan, un pakistano che aveva studiato a Baltimora che si è dichiarato colpevole di aver fatto da corriere per al-Qaeda, e vive separato dagli altri prigionieri perché considerato collaboratore del governo.
Il maggiore Gregory J. McElwain, un portavoce del Comando Meridionale degli Stati Uniti, ha definito la mossa una "decisione fiscalmente responsabile" la cui pianificazione "ha coinvolto tutte le organizzazioni pertinenti, compresa la comunità dell'intelligence".
McElwain non ha quantificato né i costi del trasferimento, né i risparmi che ne dovrebbero scaturire. Nel tempo, ha detto, molto probabilmente porterà ad una riduzione dei 1500 uomini, per lo più della Guardia Nazionale, che in turni di 9 mesi si occupano della sorveglianza. Il costo della struttura e del personale è stato stimato in 13 milioni di dollari l‘anno per ogni singolo detenuto.
Mohammed e gli altri detenuti sono arrivati a Guantánamo nel settembre 2006, dopo aver trascorso tra i 3 e i 4 anni nei “black sites”, la rete segreta di prigioni d'oltremare dell'amministrazione George W. Bush, dove la CIA ha sottoposto i suoi prigionieri a privazione del sonno, nudità forzata, waterboarding e altri abusi fisici e psicologici.
Isolando i prigionieri, sotto la sorveglianza di una speciale unità chiamata “Task Force Platinum”, le agenzie di intelligence potevano monitorare e controllare rigorosamente le loro comunicazioni e impedire loro di comunicare all’esterno. Quando, dopo diversi anni, è stato concesso loro di avere degli avvocati, gli avvocati sono stati vincolati da strettissime norme di sicurezza, segretezza e riservatezza. Come è noto, uno dei principali imbarazzi del governo riguarda la divulgazione di notizie sui “siti neri” e sui sistemi di tortura utilizzati all’interno di queste strutture ospitate in paesi esteri.
Il Campo 7 è stato a lungo uno dei siti più segreti di Guantánamo. Il Pentagono ha rifiutato di rivelare il suo costo, quale appaltatore lo ha costruito e quando. Ai giornalisti non è stato permesso di vederlo, gli avvocati dovevano ottenere un ordine del tribunale per poter incontrare i loro assistiti, e la sua posizione è stata considerata classificata. Sembra che tanta segretezza sia stata parzialmente infranta da foto satellitari commerciali a bassa risoluzione (Google Maps e servizi simili).
A breve termine, ha detto McElwain, il campo 7 "sarà disinfettato, chiuso e bloccato. Non c’è ancora un piano per un suo utilizzo finale".
Gli ex prigionieri della CIA, nei primi anni a Camp 7, sono stati tenuti quasi sempre in isolamento. Nelle gabbie esterne potevano parlare, separati visivamente anche da un telo, con il “vicino di gabbia”, e tutte le conversazioni venivano registrate per scopi di intelligence.
Il regime di quasi totale isolamento è stato alleviato solo recentemente (vedi NtC 15 marzo 2020), quando in piccoli gruppi sono stati autorizzati a mangiare e pregare insieme. A Camp 7 avevano anche ottenuto una cella dove, per passare il tempo, potevano prepararsi il cibo.
Non è noto se i militari emuleranno quello stile di vita “comunitaria” nel nuovo ambiente.

Il New York Times aggiorna un sito, The Guantanamo Docket, che tiene traccia delle 780 persone passate per le celle di Guantanamo, e indica i nomi e alcuni dati delle 40 parsone tuttora detenute.

https://www.nytimes.com/2021/04/04/us/politics/guantanamo-bay-prisoners.html?

https://www.nytimes.com/interactive/projects/guantanamo/detainees/current

(Fonte: New York Times, 04/04/2021)

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