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| IRAN - Protest Day 49 (Hrana) |
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IRAN - Rapporto Hrana sul 49° giorno di proteste: 7.010 vittime confermate, 11.744 in accertamento
14 febbraio 2026: 14/02/2026 - IRAN. Rapporto Hrana sul 49° giorno di proteste: 7.010 vittime confermate, 11.744 in accertamento
I “corpi non identificati” e la continua costruzione di casi giudiziari
Secondo gli ultimi dati aggregati di HRANA alla fine del 49° giorno dall'inizio delle proteste, il numero totale di vittime confermate ha raggiunto le 7.010 unità. In base a queste cifre, 6.506 delle vittime sono state registrate nella categoria “manifestanti”, mentre 224 sono elencate come “minori di 18 anni”. Inoltre, sono stati segnalati 214 membri delle forze militari-governative e 66 “non militari, non manifestanti”. Altri 11.744 casi sono ancora in fase di revisione. Nello stesso periodo, il numero di civili feriti è stato registrato a 25.845; gli arresti totali a 53.845 casi; gli arresti di studenti a 141 casi; le confessioni forzate a 355 casi; e le convocazioni a 11.052 casi. È stato documentato un totale di 676 incidenti legati alla protesta in 210 città di 31 province. Gli sviluppi principali di oggi includono: la continuazione di arresti sparsi in varie città, con una notevole attenzione agli adolescenti e agli studenti; il processo in corso di costruzione di casi giudiziari e di procedimenti legali contro i detenuti; l'eco di slogan notturni anti-governativi in diverse città; e, allo stesso tempo, l'intensificazione della pressione politica e diplomatica da parte del Canada sotto forma di sanzioni legate alla repressione e alle violazioni dei diritti umani.
Corpi non identificati; resoconto ufficiale di “vittime non identificate”. Mohammad Seraj, deputato e membro della Commissione Sociale, ha dichiarato in osservazioni che hanno ricevuto un'ampia attenzione che alcuni corpi delle persone uccise durante le proteste rimangono non identificati. Ha attribuito la mancata identificazione di questi corpi alle “famiglie che non si fanno avanti” e alla “mancanza di documenti di identificazione che accompagnano i corpi”, aggiungendo che in alcuni casi “nessuno è venuto a reclamare questi corpi, né c'erano documenti di identificazione con loro”. Queste dichiarazioni, insieme ad altri rapporti sull'ambiguità che circonda l'identità e il destino di alcune delle vittime, evidenziano ancora una volta la mancanza di trasparenza del Governo nel processo di registrazione, informazione del pubblico e garanzia di responsabilità per le persone uccise, nonché la pressione esercitata sulle famiglie delle vittime per mantenere il silenzio sulla questione.
Tribunale rivoluzionario di Teheran; processo a tre detenuti con accuse gravi Nell'ambito del processo giudiziario in corso contro i detenuti, il Centro Media della magistratura ha annunciato che si è tenuta una sessione del Tribunale Rivoluzionario di Teheran per esaminare le accuse contro tre manifestanti detenuti. Secondo il rapporto, Ehsan Hosseinipour Hessarloo, Matin Mohammadi ed Erfan Amiri sono stati processati in questo caso. Le accuse mosse contro i tre includono il “coinvolgimento nell'incendio di una moschea” e la responsabilità per la “morte di due persone a Pakdasht”. Queste gravi accuse sono state sollevate in mezzo a numerose segnalazioni in molti casi legati alle proteste, riguardanti l'accesso limitato degli imputati all'assistenza legale, le pressioni negli interrogatori e l'affidamento a confessioni ottenute in circostanze poco chiare. Tali questioni complicano ulteriormente qualsiasi valutazione imparziale del processo giudiziario e sottolineano la necessità di trasparenza sulle prove, sul corso del procedimento e sul diritto alla difesa degli imputati.
Slogan notturni in diverse città; continuano le proteste sparse Nel corso della repressione di sicurezza in corso, sono circolati rapporti e video di slogan antigovernativi in diverse città e quartieri. Secondo i filmati pubblicati, in alcune città, tra cui Karaj e Babol, si sono sentiti slogan notturni cantati dai residenti. Inoltre, sono emerse segnalazioni di slogan anti-governativi in alcune zone di Teheran, tra cui l'area di Chitgar, e sono stati condivisi sui social media anche video da Kermanshah. Nelle ultime settimane, questi slogan notturni sono diventati più importanti come una delle forme di protesta continua in condizioni di intensificazione della presenza della sicurezza e di aumento degli arresti.
Sanzioni del Canada contro sette funzionari legati al Governo iraniano per la repressione dei diritti umani Nell'ambito delle risposte internazionali, il Canada ha annunciato l'imposizione di ulteriori sanzioni contro sette persone affiliate al governo iraniano, affermando che la sua politica regionale è incentrata sulla questione della repressione dei diritti umani. In questo contesto, i funzionari canadesi hanno anche sottolineato la continuazione di un approccio basato sulla pressione e restrittivo nei confronti di attori e istituzioni legati alla repressione. Secondo le informazioni pubblicate, il Canada ha finora inserito 222 persone iraniane e 256 entità iraniane nella sua lista di sanzioni. Queste sanzioni, insieme ad altre misure, indicano che la repressione delle proteste e le sue conseguenze sui diritti umani giocano un ruolo significativo nelle relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica dell'Iran.
Gli arresti e le repressioni continuano; l'attenzione si concentra su adolescenti, studenti e arresti provinciali. Al 49° giorno, i rapporti di HRANA indicano la continuazione degli arresti in diverse città e province. Una parte significativa di questi arresti riguarda adolescenti e studenti, e in alcuni casi sono stati accompagnati da trasferimenti in centri di detenzione minorile e successivi rilasci su cauzione. Nella provincia di Ilam, otto cittadini, Mehdi Namizadeh, Ali Namizadeh, Younes Nasseri, Yousef Azadkhani, Ali Hatami, Hassan Mohammadi, Nabi Zamani e Abdolsahab Jafarzadeh, sono stati arrestati nei giorni scorsi dalle forze di sicurezza. Nella Provincia del Kurdistan, Milad Ebrahimi è stato arrestato a Kamyaran. Al momento della stesura di questo rapporto, non sono stati pubblicati ulteriori dettagli sulle ragioni dei loro arresti, sul luogo di arresto o sulle accuse a loro carico, contribuendo alla continua incertezza sul loro status legale e di sicurezza. In un rapporto separato, altri otto cittadini sono stati arrestati in varie città, sei dei quali sono stati identificati come adolescenti o studenti. Tra questi ci sono lo studente 17enne Saeed Kalhor, insieme a Meysam Dehvari e Yaser Azadeh. Anche altri tre adolescenti, Amirhossein Darabi, Sarina Rezaei e Mobina Ashouri, sono stati elencati tra i detenuti. Il rapporto fa inoltre riferimento all'arresto di due studenti universitari, Mehran Khani e Arian Hosseini. Secondo quanto riferito, questi arresti hanno avuto luogo nelle città di Neyshabur, Qazvin, Isfahan, Bijar, Saravan e Teheran, a dimostrazione del fatto che gli arresti continuano in un modello multicentrico e disperso in diverse parti del Paese. Nell'ambito della stessa serie di sviluppi, altri due adolescenti che erano stati precedentemente detenuti sono stati rilasciati su cauzione. Meysam Damandan, 17 anni, e Farhan Pasaj, 15 anni, sono stati rilasciati dal Centro di Correzione e Riabilitazione Minorile di Yazd dopo aver pagato la cauzione. Il riferimento esplicito al trasferimento di minori in istituti penitenziari minorili evidenzia ancora una volta l'approccio giudiziario alla sicurezza nei confronti degli individui di età inferiore ai 18 anni e le sue implicazioni psicologiche e legali, soprattutto perché i dati aggregati di HRANA mostrano un numero crescente di vittime minorenni, che ora raggiungono le 224 unità. Nel frattempo, i media ufficiali hanno riportato l'arresto di un adolescente a Talesh e di “diversi individui” nella Provincia di Golestan in relazione alle proteste. Allo stesso tempo, è stato pubblicato un video contenente confessioni forzate da parte di due persone, anche se le circostanze della registrazione e le modalità con cui sono state ottenute le dichiarazioni rimangono poco chiare. L'assenza di dettagli sul numero esatto di arrestati in Golestan, sulla loro identità, sull'autorità che li ha arrestati e sul luogo di detenzione, riflette un modello ricorrente nelle notizie ufficiali sulle repressioni di sicurezza, spesso accompagnate dal rilascio di contenuti promozionali o di confessioni sui media televisivi, che limitano la possibilità di una verifica indipendente. Nel complesso, gli arresti del quarantanovesimo giorno evidenziano diverse caratteristiche degne di nota: in primo luogo, la continuazione di arresti sparsi in varie province, senza spiegazioni chiare riguardo alle accuse o alle procedure giudiziarie; in secondo luogo, la percentuale significativa di persone di età inferiore ai 18 anni tra i detenuti; e in terzo luogo, il continuo uso di strumenti psicologici e mediatici, come la pubblicazione di confessioni forzate, oltre all'arresto in condizioni non rivelate. Prese insieme, queste tendenze indicano che la risposta della sicurezza alle proteste si estende oltre le strade, comprendendo un'ampia gamma di misure giudiziarie, di sicurezza e mediatiche.
Statistiche - Totale dei luoghi di protesta registrati: 676 - Numero totale di città: 210 - Numero totale di province: 31 - Totale manifestanti uccisi: 6,506 - Compresi i minori: 224 - Forze militari/governative: 214 - Non militari, non manifestanti: 66 - Totale vittime: 7,010 - Casi in esame: 11,744 - Altre statistiche - Civili feriti: 25.845 - Arresti totali: 53,845 - Arresti di studenti: 141 - Confessioni forzate: 355 - Convocazioni: 11,052
Sintesi
Il 49° giorno è trascorso con arresti continui in varie città e province. La notevole presenza di adolescenti e studenti tra i detenuti è stato uno degli indicatori preoccupanti della giornata. Allo stesso tempo, il processo di creazione di casi giudiziari è proseguito con il processo di tre detenuti presso il Tribunale Rivoluzionario di Teheran e la presentazione di gravi accuse contro di loro. Nel frattempo, gli slogan notturni in diverse città hanno dimostrato che, nonostante l'intensificarsi delle pressioni sulla sicurezza, le forme di protesta a basso rischio rimangono in corso. A livello internazionale, le nuove sanzioni del Canada contro persone legate al governo si sono allineate con le reazioni più ampie incentrate sulla “repressione e le violazioni dei diritti umani” associate alle proteste.
https://www.en-hrana.org/day-49-of-the-protests-unidentified-bodies-and-the-continued-judicial-case-building/ (Fonte: Hrana)
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