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IRAN - Ehsan Hosseinipour
IRAN - Ehsan Hosseinipour
IRAN - Ehsan Hosseinipour rischia la condanna a morte

11 aprile 2026:

11/04/2026 - IRAN. Ehsan Hosseinipour rischia la condanna a morte

Ehsan Hosseinipour, uno degli arrestati durante le proteste nazionali, rischia la condanna a morte; alcune segnalazioni indicano inoltre la presenza di contraddizioni nel caso, la privazione del diritto di scegliere un avvocato e l’ottenimento di confessioni sotto pressione. Il caso è in corso di giudizio in un contesto in cui, dall’inizio di quest’anno, sono stati giustiziati almeno 10 detenuti politici.

Ehsan Hosseinipour: l’imputato in un caso con accuse gravi
Ehsan Hosseinipour Hesarlou è uno degli imputati in un procedimento avviato in relazione alle proteste nazionali del dicembre 2025 / gennaio 2026. Insieme ad altri due imputati, Matin Ahmadi ed Erfan Amiri, è stato processato con l’accusa, tra le altre, di partecipazione all’omicidio, di aver appiccato il fuoco alla moschea Seyyed al-Shohada a Pakdasht e di aver agito contro la sicurezza interna.
Il caso è stato trattato dal Tribunale rivoluzionario di Teheran e le udienze si sono svolte in condizioni in cui, secondo quanto riportato, non vi era alcuna possibilità di una difesa efficace e si registravano gravi restrizioni nel corso del processo.

Restrizioni nella scelta dell’avvocato; violazione del diritto alla difesa
Uno dei punti più importanti sollevati in questo caso è la privazione di Ehsan Hosseinipour del diritto di avvalersi di un avvocato di sua scelta. L’avvocato Amir Raeisian ha dichiarato di essere stato impedito di continuare a rappresentarlo in questo caso per ordine del giudice incaricato.
Egli ha ritenuto tale azione contraria al Codice di procedura penale. Secondo le leggi, ogni imputato ha il diritto di scegliere l’avvocato che desidera, e privarlo di tale diritto può compromettere gravemente lo svolgimento del processo.
Limitare l’accesso a un avvocato, specialmente in casi con accuse gravi, ha accresciuto le preoccupazioni riguardo alla mancata osservanza dei principi di un processo equo.

Confessioni sotto pressione: l’asse principale del caso
Secondo le dichiarazioni dell’avvocato, la maggior parte dei documenti del caso contro Ehsan Hosseinipour è stata redatta sulla base di confessioni che egli ha dichiarato di aver reso sotto pressione e in condizioni anomale.
Secondo Raeisian, tali confessioni sono state raccolte mentre l’imputato si trovava in una situazione di restrizione e non aveva la possibilità di difendersi liberamente. Sollevare la questione della tortura e delle pressioni per ottenere confessioni è uno degli assi più importanti delle critiche mosse a questo caso. Secondo notizie pubblicate e citate da fonti informate, gli agenti «puntandogli una pistola in bocca e minacciando di sparare» hanno sottoposto Ehsan a pressioni affinché si assumesse la responsabilità dell’incidente e confessasse.
Ciò nonostante non siano stati resi noti dettagli precisi sull’esame di tali affermazioni nel corso del procedimento giudiziario ufficiale.

Contraddizioni temporali e ambiguità sulla presenza sulla scena dell’attacco
Un altro dei punti sollevati in questo caso è l’esistenza di gravi contraddizioni nella cronologia degli eventi. Secondo le dichiarazioni dell’avvocato, Ehsan Hosseinipour è stato arrestato alle 21:30 del 7 gennaio 2026.
Al contrario, l’ora dell’incendio della moschea è stata annunciata come le 22:30 della stessa notte. Questa differenza temporale ha sollevato dubbi sulla possibilità della presenza dell’imputato sulla scena dell’incidente.
Inoltre, l’esame delle immagini delle telecamere intorno alla scena dell’incidente, secondo l’avvocato, non conferma la presenza di Ehsan Hosseinipour sul posto. Tuttavia, questi punti non sono stati riportati nei verbali ufficiali del tribunale.

Tribunali affrettati; un processo preoccupante
Il caso di Ehsan Hosseinipour viene trattato in un contesto in cui il processo giudiziario nei casi relativi alle proteste procede a ritmo serrato. Secondo quanto riportato, la Sezione 15 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha emesso numerose sentenze nei confronti dei detenuti in un breve lasso di tempo.
Questo processo è stato accompagnato dall’enfasi posta dalle autorità giudiziarie sull’accelerazione dell’iter dei casi. Gholamhossein Mohseni Ejei aveva precedentemente sottolineato la necessità di affrettare l’emissione delle accuse nei casi relativi alle proteste.
Gli osservatori legali ritengono che l’elevata rapidità dell’iter possa avere un effetto negativo sull’accuratezza e sulla qualità dell’esame dei casi.

Altri detenuti e il modello simile dei casi
Il caso di Ehsan Hosseinipour si affianca ad altri casi simili in cui sono state sollevate accuse relative a confessioni estorte sotto pressione e a condizioni di interrogatorio inappropriati.
Ad esempio, nel caso di Abolfazl Karimi, uno degli altri detenuti, sono state pubblicate notizie relative a interrogatori in condizioni inappropriati e all’ottenimento di confessioni sotto pressione. Inoltre, anche il caso di Mohammadamin Biglari, un uomo di 19 anni, è stato trattato nella stessa sezione; egli è stato giustiziato la scorsa settimana.
Questi casi indicano l’esistenza di un modello simile nel modo in cui vengono trattati i casi relativi alle proteste.

Preoccupazione per l’emissione di una sentenza di esecuzione in condizioni ambigue
La famiglia di Ehsan Hosseinipour e degli altri imputati in questo caso si trova in una situazione di mancanza di informazioni. Queste condizioni, insieme alle gravi accuse mosse, hanno accresciuto le preoccupazioni circa la possibilità di un’emissione di una sentenza di esecuzione.
In circostanze in cui agli imputati è stato negato il diritto al pieno accesso a un avvocato e sono state sollevate accuse di pressioni per ottenere confessioni, ci si aspetta che il processo di trattamento dei casi sia condotto con maggiore accuratezza e trasparenza.

Le recenti esecuzioni: un contesto che alimenta le preoccupazioni
Le preoccupazioni relative al caso di Ehsan Hosseinipour sono aumentate, mentre dall’inizio di quest’anno sono stati giustiziati almeno 10 detenuti politici. Questa tendenza ha influenzato il clima generale in cui vengono trattati i casi politici e ha accresciuto la sensibilità nei confronti dell’emissione di verdetti simili.
Il protrarsi di questa situazione ha intensificato i timori circa la possibilità che tali verdetti si ripetano nei casi attualmente in corso.

Recenti esecuzioni: un contesto di crescente preoccupazione
Le preoccupazioni relative al caso di Ehsan Hosseinipour sono aumentate, mentre dall’inizio di quest’anno sono stati giustiziati almeno 10 detenuti politici. Questa tendenza ha influito sul clima generale dei procedimenti relativi ai casi politici e ha accresciuto la sensibilità nei confronti dell’emissione di verdetti simili.
Il protrarsi di questa situazione ha intensificato i timori circa la possibilità che tali verdetti si ripetano nei casi in corso.
Sul caso di Hosseinipour si veda anche NtC 19/02/2026.

https://en.iranhrs.org/ehsan-hosseinipour-faces-execution-risk-in-iran/

(Fonte: Iran HRS)

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