GAZA: HAMAS GIUSTIZIA TRE PALESTINESI ACCUSATI DI OMICIDIO
il movimento radicale islamico di Hamas, al potere a Gaza, ha eseguito la condanna a morte di tre palestinesi accusati di omicidio.
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il movimento radicale islamico di Hamas, al potere a Gaza, ha eseguito la condanna a morte di tre palestinesi accusati di omicidio. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno tramite un comunicato.
'Questa mattina il ministero dell'Interno dopo aver completato tutte le procedure legali ha eseguito la pena di morte su tre uomini che hanno commesso omicidi', si legge sulla nota.
Hamdi Shaqura, del Centro Palestinese per i Diritti Umani, ha identificato i tre giustiziati come Rami Joha, 25 anni, Mattar al-Shobaki, 35, e Amer Jandiya, 33. Joha era stato condannato a morte da un tribunale civile nell’aprile 2004 per lo stupro e omicidio di una ragazza di 14 anni. Shobaki era stato condannato a morte da un tribunale civile nel 1996 per l’omicidio di un uomo. Jandiya, infine, era stato condannato a morte da un tribunale militare di Hamas nel marzo 2009 per l’omicidio di un cambiavalute. Nei processi i tre 'hanno pienamente goduto del diritto di difendersi con l'aiuto dei loro avvocati e dei membri delle loro famiglie', scrive il ministero sul comunicato.
'Fino a pochi istanti prima dell'esecuzione della condanna', si legge nel testo, le famiglie delle vittime hanno avuto la possibilità di perdonarli, accettando il prezzo del sangue, ovvero un risarcimento in denaro, cosi' come prevede la legge islamica.
'Questa mattina il ministero dell'Interno dopo aver completato tutte le procedure legali ha eseguito la pena di morte su tre uomini che hanno commesso omicidi', si legge sulla nota.
Hamdi Shaqura, del Centro Palestinese per i Diritti Umani, ha identificato i tre giustiziati come Rami Joha, 25 anni, Mattar al-Shobaki, 35, e Amer Jandiya, 33. Joha era stato condannato a morte da un tribunale civile nell’aprile 2004 per lo stupro e omicidio di una ragazza di 14 anni. Shobaki era stato condannato a morte da un tribunale civile nel 1996 per l’omicidio di un uomo. Jandiya, infine, era stato condannato a morte da un tribunale militare di Hamas nel marzo 2009 per l’omicidio di un cambiavalute. Nei processi i tre 'hanno pienamente goduto del diritto di difendersi con l'aiuto dei loro avvocati e dei membri delle loro famiglie', scrive il ministero sul comunicato.
'Fino a pochi istanti prima dell'esecuzione della condanna', si legge nel testo, le famiglie delle vittime hanno avuto la possibilità di perdonarli, accettando il prezzo del sangue, ovvero un risarcimento in denaro, cosi' come prevede la legge islamica.
— FONTI
- (Fonti: Afp, 18/05/2010)
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