LIBIA: 18 GIUSTIZIATI PER OMICIDIO
18 persone, tra cui diversi cittadini stranieri, sono stati fucilati in Libia dopo essere stati riconosciuti colpevoli di omicidio premeditato.


18 persone, tra cui diversi cittadini stranieri, sono stati fucilati in Libia dopo essere stati riconosciuti colpevoli di omicidio premeditato.
La notizia è stata diffusa dal giornale libico on line Qurina, secondo cui tra i giustiziati ci sono cittadini del Ciad, dell'Egitto e della Nigeria. A Tripoli sono avvenute 14 esecuzioni, le altre quattro a Bengasi, seconda citta' della Libia. Il quotidiano aggiunge che nel Paese sono più di duecento i prigionieri del braccio della morte.
'Temiamo che le condanne a morte siano state pronunciate dopo una procedura che non si conforma alle norme internazionali del processo giusto', ha dichiarato il responsabile di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del nord, Malcolm Smart. Per quanto riguarda i condannati a morte – aggiunge Amnesty - desta particolare preoccupazione la situazione degli stranieri che sono svantaggiati rispetto ai libici soprattutto perche' non hanno una rete fuori dal carcere che possa aiutarli a negoziare con le famiglie delle vittime una commutazione della pena in cambio di una risarcimento, come previsto dal diritto locale.
La notizia è stata diffusa dal giornale libico on line Qurina, secondo cui tra i giustiziati ci sono cittadini del Ciad, dell'Egitto e della Nigeria. A Tripoli sono avvenute 14 esecuzioni, le altre quattro a Bengasi, seconda citta' della Libia. Il quotidiano aggiunge che nel Paese sono più di duecento i prigionieri del braccio della morte.
'Temiamo che le condanne a morte siano state pronunciate dopo una procedura che non si conforma alle norme internazionali del processo giusto', ha dichiarato il responsabile di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del nord, Malcolm Smart. Per quanto riguarda i condannati a morte – aggiunge Amnesty - desta particolare preoccupazione la situazione degli stranieri che sono svantaggiati rispetto ai libici soprattutto perche' non hanno una rete fuori dal carcere che possa aiutarli a negoziare con le famiglie delle vittime una commutazione della pena in cambio di una risarcimento, come previsto dal diritto locale.
— FONTI
- (Fonti: ANSA-AFP, 02/06/2010)
