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ESPERTI ONU: ‘APARTHEID DI GENERE’ DIVENTI CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ
24 gennaio 2026: Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite il 19 gennaio 2026 ha invitato gli Stati membri a riconoscere l'"apartheid di genere" come crimine contro l'umanità in una proposta di trattato internazionale, citando la sistematica oppressione di donne, ragazze e persone LGBT+ da parte dei Talebani in Afghanistan. In una dichiarazione congiunta, gli esperti, tra cui Richard Bennett, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Afghanistan, hanno invitato gli Stati a garantire una partecipazione significativa delle leader afghane e degli attivisti per la giustizia di genere nei prossimi negoziati sul Trattato per la Prevenzione e la Repressione dei Crimini contro l'Umanità. "Affinché il trattato sia uno strumento giuridico di trasformazione, non può essere redatto dal nulla", hanno affermato gli esperti, sottolineando che la sua legittimità dipende dal coinvolgimento di coloro che vivono le violenze che il trattato cerca di affrontare. Hanno descritto l'Afghanistan sotto il regime talebano come un chiaro esempio del perché il contributo delle sopravvissute sia essenziale per definire gli standard giuridici internazionali. Gli esperti hanno esortato gli Stati membri a mostrare solidarietà alle donne afghane e ad altre persone prese di mira a causa del loro genere, includendole nei negoziati e valutando le condizioni sul campo. La dichiarazione raccomanda agli Stati di sostenere la codifica dell'"apartheid di genere" come crimine contro l'umanità e di includere disposizioni che tengano conto delle differenze di genere in tutto il trattato. Ha inoltre chiesto ulteriore sostegno alle donne afghane e agli individui con diversità di genere, anche opponendosi alla normalizzazione delle autorità talebane, ampliando i percorsi legali di migrazione e fornendo finanziamenti costanti ai gruppi della società civile guidati da donne. "Definire l'apartheid di genere è un passo necessario per smantellarlo", hanno sottolineato gli esperti. Da quando sono tornati al potere nell'agosto 2021, i Talebani hanno imposto ampie restrizioni ai diritti delle donne, impedendo alla maggior parte delle ragazze di accedere all'istruzione secondaria e superiore, limitando l'accesso delle donne al lavoro e agli spazi pubblici e limitando la loro partecipazione alla vita sociale e politica. Esperti delle Nazioni Unite, gruppi per i diritti umani e attivisti hanno ripetutamente affermato che la portata e la natura sistematica di queste politiche equivalgono a un "apartheid di genere", descrivendole come un sistema istituzionalizzato progettato per sottomettere le donne esclusivamente in base al loro genere. I Talebani affermano che le loro politiche si basano sulla loro interpretazione della legge islamica e non hanno mostrato alcun segno di inversione di rotta, nonostante i ripetuti appelli internazionali e le diffuse critiche, anche da parte di Paesi e organizzazioni islamiche. (Fonte: KabulNow, 20/01/2026)
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