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| Il palazzo di giustizia a Putrajaya ospita Corte d'Appello e Corte Federale |
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MALESIA: CONDANNA CAPITALE COMMUTATA IN 40 ANNI DI CARCERE PER L'OMICIDIO DELLA FIDANZATA INCINTA
14 maggio 2026: La Corte d'Appello malese il 14 maggio 2026 ha commutato la condanna a morte inflitta a un ex studente universitario, riconosciuto colpevole dell'omicidio della sua fidanzata incinta, in 40 anni di reclusione e 12 frustate. Una commissione di tre giudici presieduta dal giudice Azman Abdullah ha accolto l'appello di Fakrul Aiman Sajali e ha commutato la pena di morte che era stata precedentemente inflitta dall'Alta Corte. "Abbiamo preso in considerazione l'età dell'imputato al momento del reato e la legge che attribuisce al tribunale la possibilità di infliggere la pena di morte o una pena detentiva", ha dichiarato il giudice Azman nel pronunciare la sentenza unanime. Gli altri giudici della commissione erano Ahmad Kamal Shahid e Radzi Harun. La Corte d’Appello ha ricordato che l'imputato aveva solo 20 anni quando il crimine fu commesso, nel maggio 2023. In base alle modifiche introdotte dalla Legge sull'Abolizione della Pena di Morte Obbligatoria del 2023, i tribunali malesi ora hanno la facoltà di comminare la pena capitale o di imporre pene detentive da 30 a 40 anni. Gli imputati di sesso maschile di età inferiore ai 50 anni che vengono risparmiati dalla pena di morte possono anche ricevere 12 frustate. Durante la fase di valutazione della pena, l'avvocato difensore Muhammad Nor Tamrin ha sostenuto che l'Alta Corte aveva inflitto una pena eccessivamente severa al proprio assistito. "Muhammad Fakrul Aiman si è dichiarato colpevole prima dell'inizio del processo e aveva solo 20 anni al momento dell'incidente", ha affermato l'avvocato. Nor Tamrin ha inoltre sostenuto l’adeguatezza di una pena detentiva, in quanto il proprio cliente rientra nella categoria dei giovani rei. Ha inoltre esortato la Corte d’Appello a prendere in considerazione l'articolo 293 del Codice di procedura penale, che prevede pene alternative per gli imputati di età compresa tra i 18 e i 21 anni. Tale disposizione consente ai tribunali di imporre la libertà vigilata, i lavori socialmente utili o altre misure riabilitative al posto della pena convenzionale. Di parere diverso il vice procuratore Abdul Malik Ayob, secondo cui l'articolo 293 è destinato a reati meno gravi. "Il reato commesso è grave e la sua giovane età non dovrebbe essere considerata un fattore che modifichi la pena", ha dichiarato alla Corte. L'accusa ha quindi chiesto il mantenimento della pena di morte, definendo l'omicidio eccezionalmente brutale. Il 15 ottobre dello scorso anno, l'Alta Corte di Klang aveva condannato Fakrul alla pena di morte dopo che l’imputato si era dichiarato colpevole dell'omicidio di Nur Anisah Abdul Wahab, di 21 anni. L'omicidio è avvenuto a Jalan Sungai Limau, a Sabak Bernam, tra le 20:30 del 22 maggio e le 8:00 del 23 maggio 2023. L'accusa è stata formulata ai sensi dell'articolo 302 del Codice Penale, che prevede la pena di morte in caso di colpevolezza. Il giudice dell'Alta Corte Norliza Othman ha emesso la sentenza dopo che Fakrul ha confermato la sua dichiarazione di colpevolezza per tutta la durata del processo. Nella sua sentenza, il giudice Norliza ha affermato che la l’Alta Corte ha accolto l’ammissione di colpevolezza incondizionata dell'imputato e il suo riconoscimento dell'accuratezza dei fatti e delle prove presentate dall'accusa. Ha descritto l'omicidio come crudele e premeditato, affermando che la gravità del crimine giustificava una pena più severa rispetto ai casi di violenza d’impulso. "L'imputato ha sottratto due vite", aveva detto il giudice, riferendosi alla vittima e al suo bambino non ancora nato. I documenti del tribunale hanno rivelato che la vittima era incinta di 18 settimane al momento della sua morte. Secondo quanto emerso in tribunale, Fakrul avrebbe colpito Nur Anisah alla testa con un bastone prima di trascinarla in un canale di scolo. In seguito, l'ha accoltellata all'addome e le ha tagliato la gola. L'autopsia, condotta dal dipartimento di medicina legale dell'ospedale di Sungai Buloh, ha rilevato la presenza di estese ustioni su gran parte del corpo della vittima. Precedenti notizie di stampa hanno riportato che la causa scatenante dell’omicidio fosse legata alla decisione della ragazza di portare a termine la gravidanza, contro la volontà dell’imputato. La vittima, che lavorava come cameriera in un ristorante, sarebbe stata accoltellata, mutilata e data alle fiamme vicino a una piantagione di palma da olio lungo la strada di Jalan Sungai Limau. (Fonte: Online Citizen, 14/05/2026)
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