|
IRAN. NESSUNO TOCCHI CAINO: GRAVE LA DECISIONE DEL PREFETTO DI PARIGI DI VIETARE LA MANIFESTAZIONE DELLA RESISTENZA IRANIANA CONTRO LA PENA DI MORTE
21 giugno 2026: Parigi 20 giugno 2026
Sulla decisione del prefetto di Parigi di vietare la manifestazione della resistenza iraniana contro la pena di morte, preparata da mesi e con decine di migliaia di partecipanti arrivati da tutta Europa, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino, presenti a #Parigi, Sergio D'Elia, Segretario, Elisabetta Zamparutti, Tesoriere e Roberto Rampi del Consiglio direttivo hanno dichiarato quanto segue: "La decisione è particolarmente grave se si considera che la manifestazione è contro la pena di morte in Iran, campione del mondo di esecuzioni capitali, un record poco invidiabile con oltre #2000 compiute nel 2025 e oltre 900 quest'anno. È grave anche perché a promuovere la manifestazione è il movimento guidato da Maryam Rajavi che da decenni anni subisce e denuncia la repressione del regime iraniano e la sistematica violazione dei diritti umani. Il potere prefettizio parigino si manifesta succube di quello clericale e militare iraniano. Quando viene impedita una manifestazione contro le esecuzioni e contro la dittatura, non è soltanto la libertà degli iraniani a essere colpita. È la credibilità stessa dell'Europa come spazio di libertà e di diritti a essere messa in discussione. La decisione delle autorità francesi appare tanto più inquietante perché coincide con una fase cruciale dei rapporti tra l'Iran e l'Occidente e con la firma a Versailles dell'accordo tra Iran e Stati Uniti. Una coincidenza che rischia di trasformarsi nel simbolo di una scelta politica: mettere a tacere le vittime e gli oppositori del regime iraniano nel momento stesso in cui si cerca un'intesa con i loro persecutori. Se così fosse, sarebbe un segnale devastante. La decisione del prefetto è un residuo della tradizione napoleonica francese e poi fascista italiana. È espressione di un potere amministrativo centralista volto a limitare l'autonomia locale e la partecipazione democratica. Marco Pannella ci ha insegnato a diffidare di ogni potere amministrativo che pretenda di sostituirsi al diritto. Quando un prefetto decide chi può manifestare e chi no, non siamo più nel terreno delle libertà democratiche ma in quello dell'arbitrio amministrativo”.
|